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Studiare con internet, Khan Academy


Imparare con internet: la Khan Academy e’ un’organizzazione con una missione. E’ una organizzazione no-profit che ha l‘obiettivo di migliorare il sistema educativo fornendo un’educazione gratuita a livello mondiale, a chiunque e ovunque. Il sistema è molto semplice: un insieme di video, tutorials è il termine tecnico in inglese, argomento per argomento. Ecco la spiegazione per il numeratore e il denominatore di una frazione

provare per credere, tutto qui

http://www.khanacademy.org/intl/it

Insegnare con le mappe mentali


 

Insegnare con le mappe mentali è un e book  di umberto Santucci, pubblica per la Garamond:  ha l’obiettivo di illustrare la funzionalità delle mappe mentali, offrendo suggerimenti pratici per la loro creazione e la loro applicazione nei contesti didattici. Le mappe mentali sono simili alla mappa di un territorio geografico: mettono in contatto tra di loro idee, concetti e nozioni, così come la cartina di una regione o di una città collega luoghi diversi. Applicare le mappe mentali nell’esperienza didattica significa, per i docenti così come per gli studenti, acquisire una metodologia di studio e di organizzazione della conoscenza di grande efficacia, in grado di sviluppare un apprendimento di tipo formale che diventa un patrimonio stabile di risorse applicabile e spendibile in ogni contesto formativo e lavorativo.

C’è tutto qui 751-insegnare-con-le-mappe-mentali.html

Uno studente, non proprio modello


 

di Alessandro D’Avenia

Qualche tempo fa ho ricevuto una lettera legata ad un articolo apparso su Avvenire, in cui provavo a immaginare i desideri e le aspettative di un ragazzo o una ragazza il primo giorno di scuola. Tra le tante reazioni questa è stata una delle più interessanti e voglio darle voce, perché mi aiuta nei momenti di scoraggiamento o presunto fallimento del mio mestiere di insegnante. Sono convinto che possa servire anche ad altri colleghi ed educatori. La lettera era indirizzata al giornale:

Caro direttore,
qualche giorno fa una mia grande professoressa ha letto in classe l’editoriale in forma di lettera che Alessandro D’Avenia ha indirizzato a noi studenti dalle pagine di Avvenire, e non mi vergogno di ammettere che a stento ho trattenuto le lacrime per la bellezza delle sue parole e per la bellezza dei suoi pensieri che si ritrovano perfettamente nei miei. Vorrei dire a D’Avenia che, con le sue parole, ha riacceso in me una fiamma che la disillusione aveva indebolito e che era quasi pronta a spegnersi. Sono stato bocciato per due volte, in terzo e in quarto anno, a causa della mia condotta, del mio scarso senso del dovere e soprattutto del fatto che se una lezione non mi prende l’anima non sono capace ad auto-obbligarmi a seguirla: mi annoio ed esco fuori a star solo con il mio disagio e i miei pensieri, magari stimolati da una lezione precedente che invece mi ha colpito e mi rimarrà dentro tutta la vita (perché mi ha cambiato anche solo per un attimo, perché mi ha fatto crescere…). Ma spiegatelo voi a un Preside che tu hai bisogno di stare fuori quando una lezione non ti arriva al cuore, perché non vuoi essere falso, non vuoi copiare in classe i compiti a casa che non hai fatto, perché non vuoi arrampicarti sugli specchi se a una verifica non sai nulla e preferisci consegnare in bianco, perché preferisci non andare proprio a un’interrogazione nella quale dovresti solo vomitare addosso ad un docente tutto quello che lui ti ha sputato in faccia. Ditelo voi al Preside che le “regole” sono solo una superficialità, perché credi che l’obiettivo della scuola sia quello di istruire degli uomini che sappiano essere giusti “al di là delle regole” e perché hai imparato che gli uomini sanno essere spietati nel pieno rispetto delle regole.
Da studente non proprio modello, vorrei dire a D’Avenia che anche a lui capiterà di trovare studenti che non si apriranno al suo amore per l’insegnamento. Per questo vorrei pregarlo di non arrendersi mai, di non sotterrare mai sotto il cinismo la sua fiamma, perché in ogni aula troverà almeno uno studente al quale può cambiare la vita. “Il rapporto d’ amore tra chi insegna e chi apprende è il primo grande passo verso il vero apprendimento”, ha scritto Erasmo da Rotterdam.

Stefano, liceale

Qui la risposta di D’Avenia: imparare-da-uno-studente-non-proprio-modello

Studia con successo, prendere appunti


  ci dà un altro interessante suggerimento sul metodo di studio

Prendere appunti è un’importantissima abilità attraverso cui selezioniamo, registriamo e cataloghiamo informazioni che riteniamo rilevanti per il nostro studio. Possiamo prendere appunti in varie circostanze: mentre assistiamo a lezioni (spiegazioni in classe, seminari, conferenze, laboratori, workshop), mentre leggiamo dei libri, mentre studiamo, mentre organizziamo il nostro ripasso.
 A questo proposito, una tecnica che merita particolare attenzione per la sua efficacia e per l’ampia possibilità di utilizzo è il METODO CORNELL, conosciuto anche comeMETODO 6R. Si tratta di un metodo elaborato nel 1989 da Walter Pauk, docente nell’università di Cornell, e successivamente utilizzato in tutto il mondo.
Apprendere il metodo Cornell è piuttosto facile e consente agli studenti di utilizzarne i benefici fin da subito, applicandolo anche insieme ad altre tecniche (come ad esempio la creazione di mappe).
e qui la dispensa con tutte le spiegazioni: Dispensa metodo cornell

 

La tua testa funziona, è questione di metodo


Questioni sul metodo di studio è il sottotitolo di un prezioso manualetto di Pierluigi Fratarcangeli, giovane ed appassionato insegnante.

Una miriade di suggerimenti per studiare meglio e con successo.

Qui il file metodo di studio

dal sito studiaconsuccesso.blogspot.com

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