16 gennaio 1969 – 16 gennaio 2009: ricordando Jan Palach


jan_palach40 anni fa, un giovane studente cecoslovacco, Jan Palach, alcune settimane dopo che i carri armati sovietici avevano soffocato nel sangue la Primavera di Praga, decise di elevare la propria protesta con un gesto sproporzionato ma fortissimo e significativo: si dette fuoco in Piazza San Venceslao, a Praga. Il suo sacrificio è ancora vivo in chi allora ne fu testimone impotente e in chi oggi può trarre da quel gesto l’invito pressante a difendere, sempre, la libertà.

Il Liceo intende ricordare il gesto di Jan Palach con un minuto di silenzio, alle ore 12 di venerdì 16 gennaio, e poi con un convegno di studio sul 1968 ad Oriente e ad Occidente. Tutti i docenti, nell’ambito della loro libertà di insegnamento, troveranno le modalità opportune per ricordare Jan Palach e il 1968.

Per approfondire

un video

due siti

www.perricordarejanpalach.eu

palach.htm

Pubblicato il 13 gennaio 2009 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Il sacrificio di Palach non fù isolato. Molti giovani in europa si sacrificarono per contrapporsi all’odio sovietico. Il lituano Romas Kalantas nel1972 si diede fuoco come Palach. Lo stesso atto fù compiuto dall militante del ‘Parti des forces nouvelles’, Alain Escoffier, ill 10 febbraio 1977, trentesimo anniversario dei Trattati di Parigi. A 27 anni si diede fuoco sugli Champs-Élysées davanti alla sede dell’Aeroflot, la linea aerea sovietica, al grido di «Comunisti assassini».

    Fame, morte, schiavitù: il coraggio nasce a volte così
    bandiere rosse su una città e in occidente c’è solo viltà.
    Primavera di libertà, carri armati nelle strade:
    il sangue a Praga è sparso al vento, quanto orrore in quel momento.
    Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
    quante lacrime avete versato per Praga.
    Volti grigi senza nome, soldati russi e terrore:
    giù le mani dal mio paese, il mio sangue lavi le offese.
    Una piazza, strade vuote, solo un uomo e un altare;
    sacrificio per l’onore, sul rogo un giovane muore.
    Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
    quante lacrime avete versato per Praga.
    E’ morto sotto i carri armati il futuro che avete sognato,
    nella gola vi hanno cacciato le grida di un corpo straziato.
    Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
    quante lacrime avete versato: Jan Palach, Jan Palach, Jan Palach…

  2. “Libertà va cercando, ch’è sì cara,
    come sa chi per lei vita rifiuta…”

    In questi tempi di “benessere globalizzato” nessuno più ricorda il sacrificio di quel ragazzo che incarnò, così tragicamente, quei sublimi versi danteschi. Credo che, in tutt’Italia, siate gli unici a commemorare quel tragico avvenimento e ciò vi fa onore. Complimenti, ancora una volta, alla vostra scuola ed alla sue iniziative.
    Erminio de Biase

  3. E pensare che mentre Ian Palach si suicidava per protesta contro il regime comunista del suo paese, in Italia tantissimi giovani mettevano a ferro e fuoco il paese per instaurare un regime comunista! Per fortuna il popolo italiano seppe mantenere la calma opponendosi a quel progetto.

  1. Pingback: Jan Palach 16 gennaio 1969 – 16 gennaio 2013 « Pietroalviti's Weblog

Lascia un commento