Facebook: le idee di Daniela Bianchi
Daniela Bianchi, esperta di comunicazione, non ha potuto svolgere il suo intervento al Convegno della Settimana della Scienza. Ci ha mandato alcune idee che pubblichiamo qui di seguito:
Intanto mi scuso enormemente per non aver potuto partecipare all’incontro fissato
di cosa avrei voluto parlare?…qualche traccia ce l’avevo già in mente ma sono sicura che molte altre le avrei trovate insieme a voi nel corso dell’incontro…ma su questo non dispero, visto che sabato mattina ci sarà una nuova possibilità di parlarne insieme 😉
I social network, la nuova comunicazuione e facebook, il fenomeno del momento, e come sempre accade qaundo qualcosa comincia a riguardare un numero consistente di persone ( e credo ragionevolmente, che per ilioni di utenti si possa usare senza tema il termine “consistenete”), ci si inizia ad interrogare, a chiedere, a guardarci intorno stupefatti nello scoprirci uniti nella fenomenologia;
è un mezzo di comunicazione?
è uno strumento di relazione?
quale relazione cerco o è più effficace all’interno di un social network?
qual è il mio scopo o obiettivo?
è solo un antidoto alla solitudine? (questa per i detrattori)
è un modo friendly di comunicare?
è il web 2.0 bellezza…
è una diavoleria e stai lontano da ‘ste cose !!!!
è pericoloso….
è un’opportunità….
è innovazione…
Insomma FB è tutto ed il contrario di tutto, è solo uno dei tanti aspetti del web 2.0, quello che finalmente ha portato alla conoscenza dei più questa sigla sconosciuta; ( e figuriamoci qaundo arriveremo all’integrazione semantica del web 3.0 !!!)
crocevia fra la privatizzazione della sfera pubblica e la pubblicizzazione di quella privata ….tuttavia non c’è bisogno di avere un hobby specialistico per iscriversi a un social network. Oggi stare in “network” è qualcosa di più di una relazione strumentale. E’ più vicino alla first che alla second life, e la società del social network è un mondo che ha tratti utopici perché chi vi partecipa “torna davvero ad investire nella relazione”…ed ora qualcuno potrà anche storcere il naso dando più valore al reale rispetto al virtuale, ma anche qui suggerirei di fare dei debiti distinguo, soprattutto nel capire quale parte di noi mettiamo in gioco nel momento che ci iscriviamo ad un social network. Al di là del fatto che c’è già chi si è avventurato a verificare come nei social network la malafede paghi ben poco, e che il sistema sembra quasi essersi dotato di anticorpi tanto da espellere ed emarginare chi si concentra sulla dimensione del ricevere piuttosto che su quella del dare.
Il potere trasformativo dei social network entra poi nell’antropologia del quotidiano, modificando stili e abitudini di vita; le relazioni che spostano il proprio asse da un Io autoreferenziale ad una moltitudine inteconnessa come una trama che disegna un nuovo modo di esistere e di essere; ed un sistema di autoregolamentazione che sembra farsi sempre più necessario, specie quando le regole stabilite stridono con il diritto alla privacy, alla tutela delle opere di ingegno o vengono sovvertite senza il consenso degli utenti.
Sono molti i temi che possono essere tirati in ballo ma di una cosa siamo certi, l’innovazione è un fatto di sistema. Di metodo, di apertura mentale, di attitudine a cogliere quei segnali che spesso sembrano deboli. Ma che possono tramutarsi , qualora ci dimostriamo pronti ad interpretarli, in spunti imprevedibili di creatività.
Daniela Bianchi
Pubblicato il 25 marzo 2009 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.




tutto e meno di tutto!!!!!!!!!!!!!!!!maaaa!!!!!!!!!!