Il Martino Filetico in lutto


COMUNICATO STAMPA DA LICEO CLASSICO MARTINO FILETICO – FERENTINO

Il Liceo Martino Filetico di Ferentino si stringe solidale attorno ai genitori e alla famiglia di Federico Maglio, allievo della classe IV sez. B, che è stato travolto nella sua giovane vita da un gesto inaspettato. Al termine di un compito in classe, mentre con tutti i compagni si risistemava nell’aula, presente il professore, Federico apriva la finestra e, in maniera del tutto inaspettata, si lanciava nel vuoto. Vano è stato il tentativo di soccorrerlo da parte dell’insegnante e dei medici del 118 prontamente allertati, insieme ad un elicottero per il trasporto sanitario.

Nulla nei giorni precedenti e soprattutto nella mattinata aveva potuto far pensare ad un gesto così grave ed irreparabile.

Forte è stata l’emozione di tutti gli allievi e degli insegnanti presenti a scuola: immediatamente i compagni di classe di Federico sono stati riuniti nell’aula magna per evitare reazioni scomposte ed accompagnare i primi delicatissimi momenti dopo la tragedia.

Sono intervenuti anche gli psicologi della Asl di Ferentino per prestare il loro aiuto.

Il Liceo chiede a tutti la bontà e la comprensione che si tramuta in preghiera di sostegno per la famiglia colpita da questo dolore così forte, e di suffragio per il carissimo Federico

Cleandra De Camillo

dirigente scolastico

Pubblicato il 24 aprile 2009 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Ciao, Federico. Sei volato via, senza una parola, un gesto. Ci hai lasciati, così, senza sapere cosa dire, cosa gridare, cosa pensare, in un dolore straziante, apparentemente senza significato. Ci hai detto quanto siamo stupidi a non capire che i pensieri, le passioni, i timori di un ragazzo sono cose serie, non cose da ragazzi, come noi adulti troppo spesso diciamo; non bazzecole ma questioni vere, da affrontare, da risolvere, da sopportare e da supportare. Intanto ti chiediamo di perdonarci: di perdonare noi adulti che, attorno a te, non sono stati in grado di capire la tua fragilità, il tuo dolore. Sai che non l’abbiamo fatto apposta: sai che i nostri occhi spesso non vedono, presi come sono da tante questioni che ci paiono importanti e poi invece diventano niente di fronte a gesti come il tuo. Sai che molti di noi, genitori, insegnanti, amici, ce la mettono tutta per capire, per aiutare. Sai anche che spesso sbagliamo, che non siamo in grado di far fronte alle richieste che ci arrivano, alle grida che troppo frequentemente non riescono a superare il rumore di fondo di una società che ci spinge a non essere autentici, a non apprezzare le cose più importanti. Dicono che sei volato via per un compito di greco: sappiamo che non è così, eri troppo intelligente per una cosa del genere. Sappiamo bene, invece, che quella è stata soltanto l’ultima goccia per un vaso pieno di sofferenza che tu non hai saputo esprimere e noi non siamo stati in grado di aiutare a svuotare, prima che traboccasse. Ora che sei volato via, caro Federico, ora che la tua dolce presenza non è più qui, noi adulti vogliamo prendere un impegno davanti a te e davanti a tutti i tuoi coetanei: saremo più attenti, guarderemo di più, rinunceremo a qualche ora di lavoro per starvi più vicino, diremo qualche no in più anche se dovremo litigare, arrabbiarci un po’. Faremo meglio la scuola, cercheremo di renderla ancora di più un luogo accogliente, rasserenante pur nella serietà dell’impegno. Cercheremo di aiutare di più i tuoi compagni a capire che un brutto voto in un compito non riguarda la loro persona ma soltanto quella piccola parte della loro esistenza, in cui magari non hanno studiato quanto dovevano o non hanno capito una spiegazione e li spingeremo a rimboccarsi le maniche, a ricominciare. Faremo meglio i genitori, non i tuoi che ti hanno voluto sempre bene e continuano ad amarti anche ora, nonostante l’abisso del loro dolore, ma noi tutti ci impegniamo ad essere genitori più attenti, più presenti, più informati, più partecipi. Sappiamo bene, caro Federico, che quella finestra sul vuoto non l’hai aperta soltanto tu: c’eravamo tutti noi ad aprirla o almeno non eravamo lì a fermarti, a parlarti, a distoglierti dalla tua intenzione. Siamo senza parole, Federico: chi di noi ha fede, sa che l’Eterno ti ha accolto nelle sue braccia, risanando ogni cosa, trionfando sul dramma della morte, anche della tua, così crudele ed inspiegabile. Ma anche chi non crede si impegnerà ad essere un adulto migliore. Ciao, Federico!

  2. Ho saputo anch’uo di questa notizia,così brutta,così drammatica. A nome della classe II C desidero fare le mie condoglianze alla famiglia del giovane Federico. Requiem Aeternam dona ei Domine…

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