May Prom 2010: la lettera del V C

È difficile cominciare…
Questo momento è arrivato forse troppo in fretta, così quasi inaspettatamente che non troviamo le parole adatte per esprimere quello che proviamo. Succede che conduciamo la nostra vita spensierata, andiamo a rincorrere piccole grandi passioni, sempre alla ricerca di divertimenti, tra le dispute con un professore per quel mezzo voto in più e i pomeriggi in cui ci si chiede se è meglio restare a casa a studiare per recuperare quella materia che non va proprio, oppure uscire con quella persona che pare averci dato una possibilità che è un peccato rifiutare , eppure ad un certo punto ci svegliamo la mattina e ci sembra che qualcosa è cambiato, è un’improvvisa intuizione, l’immediata presa di coscienza di un fenomeno che in realtà non è così immediato, un fenomeno graduale e impercettibile, così esilarante, ma così malinconico: LA MATURITA’.
E di getto tornano alla mente i ricordi ancora vivi di 5 anni meravigliosi trascorsi insieme e ci pare impossibile che stiano già per finire, perché ancora sembra ieri di vederci piccoli piccoli timidi e impacciati dietro quei banchi con il terrore del terribile professor dai tria nomina Silverio Aleandro Giuliani, che poi invece si è rivelato così simpatico e vicino a noi, con le sue lezioni di agricoltura Vallecorsana. E sembra ieri che piano piano la nostra timidezza si è sciolta, almeno per quanto riguarda il nostro carattere, perché per quanto riguarda l’approccio verso (per fare un esempio casuale) i libri di latino, siamo tuttora un pochino timidi e non a caso la professoressa Fumarola, con in mano le nostre versioni, sbatteva dolcemente gli occhi e con un sorriso altrettanto dolce diceva “BURLONI!”. Sembra ieri di vederci faticare per terminare quei 5 giri di campo senza sosta, fatti per un professore il cui motto principale è sempre stato “MENS SANA IN CORPORE SANO”, un professore che si è sempre preso cura di noi e che in tutti i sensi ci ha presi per mano e ci ha insegnato a camminare, e grazie al quale alcuni hanno imparato addirittura a volare, il nostro Saulo Lombardi. Sembra ieri che una donna bionda ed energica ha tentato di insegnarci a parlare l’inglese sfruttando la nostra vivacità di 15enni come potenzialità, rendendoci protagonisti di indimenticabili e formative performances… Ma ora forse dovremo mettere da parte la nostra mondanità in vista degli esami ed impegnarci a più non posso in inglese in questi ultimi giorni… è una promessa alla professoressa Vivoli che ci impegneremo a mantenere, perché forse con lei abbiamo cominciato (e continuato) con il piede sbagliato, e stiamo capendo solo adesso l’importanza e il senso delle sue disposizioni, ma meglio tardi che mai no?
Sembra ieri che una professoressa si era proposta di farci capire di cosa è composta la natura, e da allora fino ad oggi lei, Luisa Messina, ci ha mostrato come funziona tutto, dalle unità più microscopiche degli atomi fino alla scoperta dell’infinito. Quante volte ci ha lasciati a bocca aperta con la sua genialità e la sua fortuna e quante volte ha dato a noi una spiegazione, sempre così precisa, con i suoi occhi luccicanti , a questioni che sembravano impossibili da risolvere. E se lei ci ha mostrato la struttura di tutto lo scibile umano, un’altra persona ci ha insegnato ad analizzare profondamente le cose, e in modo critico e razionale ci siamo interrogato sulla natura, sull’uomo e su noi stessi. Alcune risposte le abbiamo trovate, altre forse le troveremo con il tempo, altre non le troveremo mai, ma è proprio il mistero che albeggia attorno a noi che rende la vita più interessante e degna di essere vissuta… Quindi grazie Massimino, nostro compagno di ricreazioni, passeggiate e maestro di vita…
E così siamo cresciuti in questa piccola giungla che è la scuola e ognuno di noi ha elaborato la propria strategia di sopravvivenza, ciascuna delle quali sfocia nella nostra massima di vita “NGI PENSA’!”.Ormai siamo diventati grandi, lo dice sempre anche la Perone ogni volta che un passaggio dovrebbe venirci in modo automatico, anche se poi i voti sono sempre quelli , passo dopo passo cerchiamo di imparare, e lei ci ha aiutati a sviluppare la nostra logica.
E quest’anno una nuova professoressa entrando nella classe sconosciuta tappezzata di cartelli “MACEROLI RULES” ha esordito con “E MO COMMANN’ I’!”, portando a compimento il viaggio nella letteratura italiana e latina e fornendoci svariati spunti di riflessione interessantissimi e sentiti a suon di battute nelle piccole pause concesseci tra una lezione e l’altra.
E nel proseguire di questo ultimo anno i cartelli si sono moltiplicati insieme alle nostre risate, alle nostre preoccupazioni, alle nostre vicende intrecciate, come emblemi del nostro percorso che da ora in poi continuerà a ramificarsi ripetutamente, ma che conserverà sempre lo stesso tronco di base : il LICEO SCIENTIFICO DI CECCANO. Quindi un ringraziamento speciale ai capisaldi di questo sistema il signor Preside che abbiamo potuto conoscere soltanto quest’anno che abbiamo conquistato l’indipendenza, ma che si è dimostrato da subito una persona correttissima, obiettiva nel valutare le nostre esigenze e sempre e comunque dalla nostra parte, e il professor Alviti, insuperabile colosso della nostra scuola, l’unico che sia con il sole che con la pioggia che con la neve è stato capace di aspettarci ogni mattina davanti alla porta, a volte burbero ma sempre simpaticissimo ha trovato sempre il modo di farci sorridere, che con la sua forza ci ha dimostrato tanto e ci ha dato e continua a darci sempre importantissime lezioni di vita, che ci ha stretti tutti, nessuno escluso, con la sua dolcezza e bontà in un abbraccio caloroso che ora ricambiamo nel modo più sentito.
Abbiamo ripercorso quindi anno per anno tutto il nostro cammino e ringraziato i fautori principali della nostra crescita. Ma c’è qualcuno che manca. Manca davvero, e non possiamo farci nulla. Un altro colosso, insostituibile, l’unico che ci ha presi dal primo per portarci agli esami in quinto. Quell’uomo che ci ha sempre presi in giro fingendosi severo e irremovibile, ma che invece anno dopo anno, mentre noi crescevamo, ha svelato a poco a poco il suo vero carattere fino a giungere a questi ultimi giorni in cui la lezione di Storia dell’Arte era diventata una vera e propria disputa in dialetto ceccanese, perché lui aggiungeva sempre quella frasetta simpatica per sdrammatizzare che noi segnavamo sempre e che ci faceva restare impresse le opere d’arte come non mai. E ci sarebbe ancora molto da dire ma per ora ci fermiamo qui. Grazie prof, per tutto, sappiamo che ci aiuterà da lassù per affrontare gli imminenti esami… Grazie
Il VC (Quintocì)
Pubblicato il 17 Maggio 2010 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.



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