Primo giorno: il saluto del Preside ai nuovi allievi
8,45, Aula Magna del Liceo: solennità e serenità, questo l’insieme vincente della semplice cerimonia di accoglienza degli allievi delle classi I che ha visto il nuovo preside del Liceo, il prof. Giuseppe Giacomobono, incontrare i 140 nuovi alunni della scuola fabraterna.
Il preside, dopo averli salutati, li ha invitati a frequentare serenamente il Liceo, ricordando loro che l’Istituto esiste per gli allievi e non viceversa e a ricordare che l’obiettivo fondamentale è quello di diventare grandi affrontando insieme le prove impegnative della vita.
Ai ragazzi sono state quindi fornite alcune istruzioni per l’uso della nuova scuola chesarà la loro casa per 5 anni.
In bocca al lupo, ragazzi!
Pubblicato il 15 settembre 2009 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.





🙂 io voglio dare un in bocca al lupo particolare a tutti i nuovi arrivati..spero che passeranno cinque anni stupendi e indimenticabili e che soprattutto si troveranno bene in classe e con i professori…io mi ricordo bene l’anno scorso quando sono arrivata al liceo…mi sembrava tutto cosi grande,sconosciuto…invece è bastato pochissimo per trovarmi bene con tutti, sentirmi come a casa…:)…auguro a tutti i neo liceali di vivere le mie stesse stupende sensazioni….il liceo è bello perchè ti permette di imparare tante cose che serviranno per tutta la vita e in più ti permette di fare tante belle esperienze indimenticabili…si è come una grande famiglia ..e come in tutte le belle famiglie , per stare bene ognuno deve svolgere il proprio compito…:)
…che piacere sentire che il liceo è cresciuto…e vedere così tanti ragazzi che si accingono a scoprirne l’essenza…a imparare nozioni di vita! Ho frequentato il liceo ceccanese per 5 stupendi anni instaurando con i prof un rapporto che, a dir poco, posso definire interessante, bello e sereno! Ho imparato da loro non solo la matematica, l’italiano, la chimica e quantaltro, ma anche e soprattutto il saper convivere con gli altri..il rispetto per gli altri e la gioia dell’ascolto delle altrui parole!
Cari ragazzi del PRIMO, fate tesoro di questa esperienza…senza retorica, pensate di dover vivere (e farlo a pieno!) i 5 anni più belli della vostra vita! Un pensiero particolare lo rivolgo ai nuovi arrivati vallecorsani con la speranza che il nome del nostro paese possa sempre essere portato in alto…il prof Alviti può confermarlo, molti degli studenti vallecorsani si son fatti valere e son stati l’orgoglio dei prof e del liceo intero!..e voi nuovi liceali vallecorsani fate altrettanto:ascoltate e impegnatevi…imparerete così a vivere e relazionarvi col mondo…anche perchè l’università per quanto istruttiva, ti mette di fronte solo la realtà nuda e cruda imponendoti di superare da solo (o quasi!) ogni difficoltà!…l’altro pensiero vai ai ragazzi del QUINTO che a breve affronteranno i tanto temuti esami e poi il mondo universitario…godetevi ancora per qualche mese la spensieratezza e il brio del liceo ceccanese…
Vi saluto con tanta nostalgia pensando ai miei 5 meravigliosi anni liceali che son volati via in un batter d’occhio!….un grande in bocca al lupo a tutti…con affetto, MARTA
Arrivi il primo giorno del Primo Liceo e nel piazzale cerchi la voce amica di un compagno che già conosci, non sai chi saranno i tuoi nuovi compagni. Tutto la intorno sembra più grande, tu invece ti senti piccolo, inghiottito e smarrito in quella massa di persone che ti guardano come a dire “si vede proprio che è il primo giorno”. Suona la campanella, prima in Aula Magna per la presentazione della scuola e lo smistamento nelle classi. 24/26 compagni di solito, poi qualcuno lo perdi per strada, o lo trovi sul tuo percorso. Latino, geografia astronomica, fisica… Aiuto!!! Nuove materie, nuove difficoltà, ma anche nuovi compagni per un viaggo lungo 5 anni… Al primo anno si riga dritto, ma dal secondo si inquadra l’ambiente, i professori, i compagni, gli amici (e perchè no, le ragazze…). Ecco allora il caffè tra un’ora e l’altra, la chiacchierata con Giacinto, lo sfottò col professore. Il terzo è un anno drastico, teatro di storiche stragi… L’impatto con lo studio è più importante rispetto al biennio precedente, il carico aumenta in modo non indifferente, e finito l’anno (magari con qualche patema d’animo) ci si trova in quarto. Il che vuol dire la sala d’aspetto del quinto. Il quarto anno è come sentire il rumore del trapano dal dentista, si sente il timore e dolore senza che sia il nostro turno. Così, tra prove di saggi brevi e progetti extracurricolari si arriva alla resa dei conti. Il quinto anno è l’anno dell’ansia, un’ansia cronica dei professori trasmessa ogni quinto anno agli alunni. La paura di non fare, di non riuscire, della brutta figura, contemporaneamente al desiderio di mettere fine a tutto, le discussioni con i compagni. L’ultimo squarcio di tranquillità si ha con la gita, con i 100 giorni, poi è solo ansia, e rabbia. Finiti gli esami si lacerano addirittura dei rapporti. E si va tutti al mare. Ma passata l’estate ci si rende conto che è finita un’era, un periodo senza pensieri, e puntualmente il 20 settembre si ritorna in pellegrinaggio a vedere come eravamo sei anni prima, perchè ci mancano le spiegazioni del professore di filosofia, gli inseguimenti del paterno vicepreside, l’esuberanza della prof di italiano, il conforto del professore di educazione fisica, il consiglio della professoressa di chimica, la fermezza della prof d’inglese, la complicità con i bidelli, le chiacchierate con Santino, la vista della macchinetta del caffè, le strigliate di Grazia e perfino le urla della professoressa di matematica con cui ci si è scornati per cinque anni… Perchè il Liceo, prima ancora del profilo didattico, ci ha formato sotto il punto di vista umano. Questa è in genere la storia di chi passa per il Liceo di Ceccano. Godetevi (ma non troppo) questi cinque anni, perchè poi gli ostacoli che si incontrano successivamente fanno rimpiangere anche il più ostico dei compiti di fisica…