Volti di Gesù nel cinema, II incontro


Giovedì 17 febbraio, alle ore 15, presso l’Aula Magna “Francesco Alviti” del Liceo Scientifico e Linguistico Statale di Ceccano, si terrà il secondo incontro del corso di aggiornamento per docenti “Elì, Elì, lemà sabactàni? – Volti di Gesù nel Cinema” tenuto dal prof. Massimo Cardillo, storico e critico cinematografico, e organizzato dall’Ufficio Scuola della Diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino. Dopo il primo, affollatissimo appuntamento della scorsa settimana, ancora una volta si tornerà a parlare di come il mondo della celluloide ha interpretato la figura del Cristo nel corso delle varie epoche, attraverso le mode, riflettendo persino istanze sociali e tensioni morali, e non solo limitando il discorso alle opere più note, ma “percorrendo” anche itinerari non consueti (almeno per il grande pubblico) e tuttavia preziosi per lo studioso e per l’insegnante, come quello costituito dal cinema muto, ricco di suggestioni iconografiche derivate dalle opere dei più grandi autori della storia dell’arte. E si tornerà a parlare di come la Chiesa ha preso coscienza, già in passato, della indiscutibile efficacia e importanza dei mezzi di comunicazione di massa: verrà proposta un’attenta analisi dell’Enciclica “Miranda Prorsus” di Pio XII dell’8 settebre 1957 dedicata al cinema, alla radio e alla televisione. Sarà la volta, quindi, del celebre “Christus” di Giulio Antamoro (1916), che tra i motivi di interesse ha anche la presenza del mostro sacro del teatro italiano Amleto Novelli nel ruolo di Ponzio Pilato; per poi passare ai veri e propri colossal: “Il Segno della Croce” di Cecil B. De Mille (1932), un esempio significativo della reinterpretazione, oltre che della figura di Gesù, del mondo della romanità, e “La più Grande Storia mai Raccontata” di George Stevens (1965), con Max Von Sydow e Charlton Heston. Un discorso a parte meriterà invece il controverso “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, recitato interamente in aramaico e girato a Matera (set naturale scelto anche da Pasolini), che nel 2004 fece parlare molto di sé per le scelte registiche e per l’estrema drammaticità visiva. Per concludere, una rarità assoluta da cineteca d’essai: uno spezzone – la danza di Salomé – dal film omonimo (tratto dal dramma di Oscar Wilde) realizzato nel 1923 da Charles Bryant e interpretato dalla famosa Alla Nazimova, diva all’epoca di fama internazionale.

Pubblicato il 16 febbraio 2011 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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