Caro diario, la lettera del V A ai prof per il May Prom


VACaro diario, finalmente è arrivato anche questo giorno, il giorno del May Prom, una sorta di ballo di fine
anno per noi maturandi. In realtà ho da poco scoperto che il termine Prom deriva dal francese promenade, passeggiata, quindi non so bene cosa sia, ma so che mi piace e che lo aspettavo da tanto. Cosa indosserò?  E i miei capelli? Uffa, ho saputo che canteremo tutti insieme “Notte prima degli esami”, come a cullare il  momento in un piacevole cliché che non passa mai di moda, ma forse il vero scopo è prima ucciderci di lacrime e poi farci venire l’ansia! Però, devo ammetterlo, che emozione.

1)Chiara

Caro diario, finalmente è arrivato anche questo giorno, il giorno del May Prom, una sorta di ballo di fine anno per noi maturandi. In realtà ho da poco scoperto che il termine Prom deriva dal francese promenade, passeggiata, quindi non so bene cosa sia, ma so che mi  piace e che lo aspettavo da tanto. Cosa indosserò? E i miei capelli? Uffa, ho saputo che canteremo tutti insieme “Notte prima degli esami”, come a cullare il momento in un piacevole cliché che non passa mai di moda, ma forse il vero scopo è prima ucciderci di lacrime e poi farci venire l’ansia! Però, devo ammetterlo, che emozione.

1)Francesco
Caro diario, stasera c’è il may prom e il solo pensare di dovermi mettere la cravatta mi urta, beh almeno io la posso  mettere (guardo verso gronni). Ma cosa vorrà dire poi prom?! Bohhhh…forse programmata nel senso di mangia, vabbeh basta ca s magna questo è l’importante; amici e vino questo è l’essenziale e al diavolo la cravatta. Di cantare notte prima degli esami non mi va proprio, venditti mi fa Sali l’ansia un po come a recine quando deve esse interrogato, mamma non l’abbozzo!

2)Chiara
Mi immagino già quando, tra qualche ora, saremo tutti insieme, stranamente incipriati ed ordinati, a chiederci a gran voce di eternare il momento con una foto. Ci guarderemo negli occhi a vicenda e ci infonderemo sicurezza, perché sappiamo che sotto le maschere della sfacciatezza e della spavalderia si nasconde un grande desiderio di essere rassicurati. Questo è il nostro segreto: che sia gioia, paura, rabbia, noia, emozione, qualunque emozione è un’emozione condivisa, e ogni volta che li guardo è come se li sentissi dire “tranquilla, ci siamo anche noi, non saremo soli.” E allora mi faccio forza, perché loro ci sono, noi ci siamo, e come sempre siamo insieme.

2)Francesco

mi immagino già quando tra qualche ora saremo tutti insieme, tranne chiara e matteo che come al solito arriveranno tardi. Di vede ragazzi vestiti da pinguini e ragazze incipriate fino alle caviglie mi snerva! Per fortuna ci sarà davide che sotto la giacca metterà delle scarpe da ginnastica e dai pantaloni spunterà sicuramente la mutanda, speriamo a cena finita almeno, eh si sto già ridendo…immagino poldo con un vestito risicato per vantarsi della sua struttura d pettoral e d bicipit. Ma la madre di tutte le domande è una sola: come si pettinerà aurora? O.o oh che fratta che c’ha, come dice davide: gl ricc impiccian; chissà che ci sta la dentro, secondo me bigliettini altrimenti non si spiegherebbero tutti i nove e dieci…per non parlare di marco che viene solo per far vedere il suo nuovo vestito, spero solo che lascerà a casa quel giubbotto da donna…salati metterà il farfallino?? Mmm chi lo sa basta che non beva come l’altro anno al castello colonna io non gli voglio rimette il pigiama e prenderlo da terra mentre fa le flessioni in mezzo alla strada; poi ovviamente non mancheranno le critiche di matteo per come ci saremo vestiti e finirà tutto con una bella risata dopo la pizza che darà a marco sul petto come accade spesso; il ciuffo di mattia che dopo i supplì del prof alviti è la cosa che non è mai stata toccata….non importa basta che staremo insieme.

3)Chiara
Non so cosa mi mancherà di loro, di me. Tutto, probabilmente: le piccole e le grandi cose. Siamo entrati in questa strana, bella scuola cinque anni fa, siamo cresciuti, o meglio, maturati, e ora stiamo per uscirne. Ed è incredibile come l’inizio adesso mi ricordi la fine: è sempre il tuo compleanno, e hai ricevuto un pacco che hai paura di scartare, non sai se sarà facile e spontaneo dipingersi un sorriso sulla faccia o se dovrai fingerti felice di un dono che non è come lo volevi. Qualcosa ci dà comunque il coraggio di scartare il regalo, il coraggio di provare quell’ istante di sospensione tra desiderio e paura che è la curiosità, e quel qualcosa è la voglia di vita, la volontà di accumularne di nuova e rubarne un po’ ovunque si vada. Questo ci aspetta, una volta fuori di qui. Scegliere di essere curiosi e aprire il pacco, nonostante non si sappia cosa vi si troverà all’interno. Ed è proprio questo che abbiamo fatto, cinque anni fa. Abbiamo scartato e trovato centinaia di volti tra studenti, insegnanti e collaboratori incredibilmente belli in quanto incredibilmente diversi, ognuno con la propria storia. Un istituto nuovo, grande, colorato, il portale magico per un labirinto di nuove esperienze, il labirinto in cui si impara a desiderare la vita.

3)Francesco

non so cosa mi mancherà, probabilmente tutto, dalle cose positive alle cose negative. In primo non mi chiamavano francesco ma ragazzo dal giubbotto arancione, sempre chiuso non perché era freddo ma solo perché avevo paura, paura di aprirmi di essere me stesso o forse chi ero veramente non lo sapevo nemmeno io… ancora oggi i dottori non trovano spiegazioni!  Sono serviti umberto kevin lorenzo e gli altri a far crollare quell’ingombrante muro. Iniziò tutto da quel famoso video, ma questa è un’altra storia.

4)Chiara
Ora lo so, il labirinto è stato lungo e ancora non ne siamo usciti del tutto. E’ stato costellato per tutto il tempi di forzieri pieni di splendidi tesori e contemporaneamente di ostacoli che ci saremmo aspettati ed altri che non avevamo previsto. Spesso ci siamo guardati e ci siamo scoperti fragili gli uni agli occhi degli altri, avremmo voluto gettare la spugna, ci siamo sgretolati, qualcuno ha mollato.
Ma ci siamo guardati, vi abbiamo guardati e insieme abbiamo capito che le persone come noi, anche in un mare in tempesta, non gettano mai la spugna.
4)Francesco

Sono trascorsi 5 anni fantastici tra risate, mattinate esilaranti, di pasquette all’insegna delle ubriacature di Davide con la sambuca, 5 anni di amicizie che non finiranno mai!  Certo interrogazioni, compiti in classe, sportelli pomeridiani obbligatori non mi mancheranno ma le cose che ho sentito rimarranno, paura, ansia rabbia per una verifica scritta andata a male, voglia di sbattere al muro quello che doveva andare prima di me ad un’interrogazione e invece poi ti ritrovi a inventarti le scuse più improponibili di questo pianeta, beh si questo rimarrà…5 anni di studio fatti  a casa di amici, che ovviamente si sa a casa di amici non si studia si fa caciaraaaaa, 5 anni di: robè per favore mi serve una mano a storia e filosofia sennò so cavoli posso veni a casa tua?? E Roberta che troppo buona non faceva che dire di si … ultimi tempi trascorsi da benedetta sempre con Roberta ovviamente che sennò stavamo ancora in terzo..per non parlare delle ore e ore passate a ripetizioni con Mariantonietta mamma mia come l’ho plasmata, oramai non facciamo più esercizi ma parliamo della mia vita scolastica e no ahaha … dentro quella scuola  rimarrà sempre un pezzo di me… Ah e passati tre anni di TDM bel trio quello mio con umberto e davide, potevano essere cinque gli anni ma davide ha aspettato il terzo per farsi boccia.

5)Francesco

Ma come ogni bomba che per esplodere ha bisogno della sua miccia, noi ne abbiamo avute tante in veste  di professori, tanti sono stati e ognuno con caratteristiche diverse e uniche che ci hanno accompagnato in questo cammino…no aspe è chiara quella che deve dire queste cose scusatemi…dove ero rimasto a si mi ha detto di ringraziare i prof e di raccontare qualche geg esilarante, non basterebbe una giornata; comunque noi bambini carini e coccolosi del VA ringraziamo la prof.ssa d’epiro per averci accolto come suoi figli nonostante i rapporti un po divergenti all’inizio, per le pastarelle portate ogni tanto, cosi senza nessuna ricorrenza in particolare ma per farci capire che lei c’è sempre e che noi non saremo dimenticati facilmente;che dire poi del prof. Frate che tra una lezione di filo e una di storia ha trovato il tempo per fare con noi un torneo a pes e mangiare caldarroste a volontà a casa mia e per aver cambiato la nazionalità ad alcuni di noi; grazie agl chiu biegl d tutti al prof saulo che non ci ha fatto solo ed fisica, no lui è andato oltre raccontandoci anche molti aneddoti e di averci sempre dato la carica, poi grazie per tutti quegli abbracci che mi da…prof si gl chiu doc (bacio verso di lui); grazie alla prof.ssa taglialatela che ci ha sopportato come nessun’altro e che: roma cosa ci fai dentro l’armadio? –sto a cerca l’entrata per narnia prof, non si è incavolata;grazie alla prof.ssa tentennini che ci ha da un anno ma è come se fosse con noi da tanto tempo, comunque prof.ssa lei qui stasera non c’è ma una cosa gliela devo dire, la paura che mi mette il suono dei suoi tacchi in corridoio, mamma mia i brividi! I derby vissuti e il forza r*** beh insomma quella squadra col mio cognome che non gli dirò mai, anche se forse ne pagherò le conseguenze ahaha; grazie alla prof.ssa de angelis che prima o poi faremo finalmente questa serata astronomica e mangeremo una pizza tutti insieme perché lei non vuole che sia solo una serata di studio come le sue lezioni, finite tutte con:so che non studierete ma io le pagine ve le assegno lo stesso; prof palleschi non mi sono dimenticato di lei volevo tenerlo per il dessert diciamo ahaha, grazie di tutto veramente dal 4 che mi ha messo (inizio a conta con le dita…) tante volte a quel sette e mezzo che non mi ha mai messo, questo perché giustamente non me lo sono meritato ma si capisce tutto troppo tardi purtroppo come la matematica che sicuramente non sarà mai il mio mestiere, ecco che torna l’ansia di venditti e pure di simone, che dire poi di quella volta che mi ha preso i bigliettini? Mamma oh matteo e umberto a farmi i segnali di fumo e io niente, c’è da dire che ha fatto uno scatto felino manco bolt, e ieri quando durante il compito mi ha detto:roma oggi sei l’osservato ufficiale e io che in quel momento volevo solo sparire dalla faccia della terra, ci sarebbero tantissime altre cose da dire, come quando mi ha visto ballare il ballo del cavallo in classe o quando mi ha pizzicato col cell o quando ancora mi giravo verso gronni e facevo: ste ma tu hai capito che sta a spiega? E lui faceva: no i tu? E scoppiavamo a ride e lei mi chiamava come solo lei sa fare: roma e scuoteva la testa, è vero prof ieri mi ha anche detto di non fare imitazioni  perché come le ho detto voglio arriva agli esami ma questa me la doveva concedere ahahah, lo ammetta in fondo mi vuole bene ahah; e un grazie speciale va al prof. Alviti per tutto tutto e dico tutto, dalle strigliate alle battute fatte insieme, da quel: ti metto la nota al: domani mi devi presenta questo a scuola, dagli schiaffi che solo lei sa dare perché nessuno ha il suo movimento di polso, dal: dai andiamo facciamo finta di essere a scuola a quel caffè che ci ha offerto oggi a me e salati per aver comunque giocato ed esserci impegnati..grazie; un altro ringraziamento va alla preside per aver giocato con noi a carnevale aveva sempre due strutture di guardie del corpo come davide e daniele, signora preside è di torrice ma mi è simpatica ahah; grazie ai bidelli, no agli operatori scolastici no ma che dico grazie agli amici maggiorati del liceo antonio mimmina santina e tutti gli altri per averci sopportato soprattutto tu santina mia che te ne ho fatte passa ahaah…lo so troppo lungo io che non so di tante parole e che non sono bravo in italiano, ma se mi sono dilungato cosi è anche colpa di quella giungla della mia classe, pardon della mia seconda famiglia la VA perché come disse epicuro: per una vita felice, il bene più grande è l’amicizia.

5)Chiara
Ma come in ogni battello che viaggia in un mare in tempesta, anche noi abbiamo un’ancora, e non è stata forgiata solo dalla nostra amicizia: tanti sono i tesori che abbiamo accumulato, tante le persone splendide che abbiamo incontrato negli anni, in grado di insegnarci ogni giorno cose diverse in modo diverso. E vorremmo ringraziarle tutte, per essere state parte della nostra ancora, per averci sostenuti quando avevamo bisogno di aiuto, spronati quando avevamo bisogno di uno stimolo, sgridati quando avevamo bisogno di imparare l’umiltà e semplicemente amati quando avevamo bisogno di una seconda famiglia.
E ringraziarvi ancora per ciò che le vostre materie ci hanno insegnato: grazie all’Italiano e al Latino per averci insegnato che ogni uomo può rendere eterna la propria vita semplicemente raccontandola, grazie alla Matematica e alla Fisica per averci insegnato che tante volte ci sentiremo incapaci, tante volte gli integrali e le derivate che incontreremo nella vita  sembreranno troppo difficili, ma che si possono e si devono affrontare i propri limiti se davvero lo si vuole. Grazie alla Filosofia e alla Storia per averci insegnato che cos’è un pensiero critico e quanto sia fondamentale possederlo sempre nella vita. Grazie all’Educazione Fisica, che ci ha insegnato che anche se ci si sente spesso goffi come bruchi, siamo tutti fatti delle stesse ossa e degli stessi muscoli e rinasceremo farfalle. Grazie alla Storia dell’arte per averci insegnato che un’emozione può essere catturata e regalata all’intero mondo, grazie all’ Inglese per averci insegnato che siamo cittadini del mondo, grazie alla Religione per averci insegnato che al mondo non siamo mai soli. Grazie agli operatori scolastici che ci hanno offerto un caffè e un paziente orecchio teso ad ascoltare tutto lo stress, le lamentele, le preoccupazioni e le nuove tecniche per copiare mattinata dopo mattinata. Un grazie speciale al Professore Alviti, per rischiare ogni anno di andare in bancarotta pur di garantire un supplì per uno il giorno del suo compleanno. E infine grazie alla Signora Preside che, ai piani alti, impiega il suo tempo affinché  l’Istituto resti sempre la complessa ed efficiente macchina che è, essendo pronta in ogni momento a renderla una grande famiglia.
E, dopotutto, un ringraziamento a noi stessi, noi ragazzi del VA, sempre pronti a guardarci negli occhi quando ne abbiamo bisogno, adesso affamati di vita, una vita che ci porterà chissà dove. Ma con una certezza: non si è mai troppo lontani per ritrovarsi.  

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Pubblicato il 20 maggio 2014, in Il Liceo con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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