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Consigli di classe II interperiodo
Da mercoledì 6 a venerdì 8 aprile si svolgeranno i consigli di classe per il II interperiodo. Questo l’ordine del giorno:
1) Andamento didattico-disciplinare;
2) Verifica e programmazione lavoro;
3) Valutazione intermedia (pagellino);
4) Risultanze pausa didattica e corsi di recupero;
5) Libri di testo: proposte a.s. 2011/2011;
6) Classi Quinte: documento finale.
E il calendario:
mercoledì 6 aprile: I – V B; III – V A; II D; V C
giovedì 7 aprile: I – II A; I – II C; I D; I – II E; I – II F;
venerdì 8 aprile: III – IV C; III – V D; III – V E; III – IV F.
Firenze, Torino, capitali di arte e di storia e di sport
Bello e significativo il viaggio delle IV classi per i 150 anni dell’Unità: Firenze e Torino, le capitali d’Italia prima di Roma, hanno offerto agli allievi del liceo di Ceccano il meglio di sé. Arte, storia, musei, architetture, incontri, vita, colori… tutto ha permesso ai ragazzi di comprendere un percorso storico di grande importanza. Così musei e chiese di Firenze hanno mostrato la vera capitale europea dell’arte, con l’esperienza bellissima della vista notturna agli Uffizi e a Palazzo Pitti. E poi Torino, austera e splendida nel comtempo, funzionale e ordinata, tricolorata in tutte le sue strade e palazzi, vera capitale dell’Unità, con l’emozionante visita al Museo del Risorgimento e poi a Superga, alle tombe dei due riferimenti essenziali della Torino storica: i Savoia e il grande Torino. Qui i ragazzi sono stati accolti da Gigi Gabetto, figlio di Guglielmo Gabetto, centravanti del Grande Torino: Gigi rimase orfano del padre quel tragico 4 maggio del 1949, quando l’aereo che riportava a casa il Torino dopo una partita con il Benfica di Lisbona si schiantò contro quel colle, simbolo della Torino liberata dall’assedio francese del 1706. Morirono tutti. Scomparve, sono parole di Gigi Gabetto, quella squadra che aveva restituito orgoglio e dignità all’Italia sconfitta e lacerata dalla Seconda Guerra Mondiale. E Gabetto ha detto ai ragazzi quanto sia importante lo sport, quanto contino i suoi valori nella costruzione di personalità sane, quanto possano spingere i giovani verso i traguardi più alti che costan
o sacrificio ed impegno. Un incontro bello, semplice, emozionante. E poi ancora Piazza Castello, il Museo Egizio, l’Armeria Reale, la Sindone, la Venaria Reale ed infine il simbolo della Torino contemporanea, la Mole Antonelliana, con l’appassionante Museo del cinema. Insomma davvero un bel viaggio per celebrare l’Italia e i suoi 150 anni: da riproporre, sicuramente! L’organizzazione è stata curata dalla prof.ssa Stefania Alessandrini insieme agli altri insegnanti di storia.
qui le foto
Da soli, agli Uffizi
Un’altra stupenda esperienza: siamo stati negli Uffizi, da soli o quasi. Che privilegio poter sostare a lungo davanti a Leonardo, a Raffaello, a Tiziano… a Caravaggio. Ero a Firenze martedì 29 marzo, di sera, in giro per il centro dopo la cena con i ragazzi. Ed ecco, passando davanti agli Uffizi, ci si accorge che i musei sono aperti di sera: notizia sconosciuta ai più! Ed ecco Giotto, Cimabue e Duccio con le Maestà, il Beato Angelico, Paolo Uccello, Masaccio, Piero della Francesca. Ed ancora Botticelli, Raffaello, Leonardo, Michelangelo… Caravaggio. Una immersione totale nell’arte italiana, con il privilegio di poter stare tutto il tempo necessario, senza il fastidio del chiacchiericcio dei gruppi e delle spiegazioni contrastanti delle guide. Che regalo e che emozioni!
Certo si può fare anche da internet qui
o anche per la Sistina dove avevo avuto un’esperienza simile
ma non è proprio la stessa cosa…
Cimentarsi con le cattedrali, non con i coriandoli
I ragazzi, si dice, stanno perdendo la memoria: la causa apparente è l’uso di Internet, Google e Wikipedia. In questo periodo di fine anno scolastico, quando ci si prepara al redde rationem finale, vuoi per la semplice corsa in vista dello scrutinio, vuoi per la conclusione dell’intero percorso che termina con l’esame di maturità, quella risorsa personale che si chiama memoria diventa indispensabile. Stiamo parlando ovviamente della memoria cognitiva, non di quella storica (che comunque non gode di ottima salute).
È dimostrato che il tentativo di risolvere il problema attraverso il ricorso a particolari tecniche di memorizzazione è destinato al fallimento. L’essere umano, a differenza degli animali, è capace di riflettere sulla propria memoria e dunque di connettere la funzione mnemonica all’oggetto del ricordo. È facendo memoria di un’esperienza, un fatto, un oggetto, una persona che ci ha colpito che ci accorgiamo di “stare ricordando”.
Dunque, la memoria è inseparabile dalla consapevolezza, dalla percezione che l’individuo ha di sé come persona. Chi non si stima non ricorda, anzi è propenso a dimenticar-si (= dimenticare sé). Nel campo dell’apprendimento è molto importante porre l’accento sulla interezza della persona che apprende e sulla unità della soggettività che insegna. Non si apprende astrattamente, ma “in situazione”, pena la condanna alla dimenticanza. È più facile che apprenda chi è incoraggiato a farlo e chi è colpito da un certo interesse per l’oggetto che gli viene presentato. In questo modo, l’oggetto entra nell’ambito della coscienza e permane come elemento costitutivo della personalità, suscitando partecipazione, paragone, assimilazione. Nello stesso tempo, tuttavia, quello stesso oggetto deve essere mostrato come assimilabile, cioè inerente al campo del soggetto che apprende: deve avere le sue ragioni a entrare nello spazio della interiorità di chi sta imparando.
La memoria è dunque collegata all’interesse e, conseguentemente, l’interesse all’attenzione.
Il controllo della conoscenza di un determinato ambito del sapere umano (quello che solitamente definiamo “materia di studio”) è inseparabile dall’attenzione. Infatti per apprendere (come per la memoria) occorre rendersi conto di
“stare apprendendo”, che significa “stare attenti”.
E anche nel caso dell’attenzione che dovrebbe condurre all’interesse, che dovrebbe facilitare la memoria, le tecniche non mancano. La didattica scolastica è piena di suggerimenti, tanto buoni quanto inutili. Per esempio, si spezzettano gli argomenti portanti delle materie in sotto-argomenti, a loro volta articolati all’infinito in “argomentini”. Si ha paura della sintesi, si temono i nuclei troppo complessi e ardui. Conclusione: si frammenta il sapere e si infila tutto nel becco delle studente in un disordine di tasselli che poi lui dovrà ricomporre nel mosaico della sua memoria. Risultato: i ragazzi non ricordano, perché gli “argomentini” non interessano.
La scrittrice e poetessa Cristina Campo ne Gli imperdonabili, ricordava: “La vera attenzione non conduce, come potrebbe sembrare, all’analisi, ma alla sintesi che la risolve, al simbolo e alla figura – in una parola al destino. L’analisi può diventare destino quando l’attenzione, riuscendo a compiere una sovrapposizione perfetta di tempi e di spazi, li sappia ricomporre, volta per volta, nella pura bellezza della figura. L’attenzione è il solo cammino verso l’inesprimibile, la sola strada al mistero. Infatti è solidamente ancorata al reale, e soltanto per allusioni celate nel reale si manifesta il mistero…davanti alla realtà l’immaginazione indietreggia. L’attenzione la penetra invece, direttamente e come simbolo (pensiamo ai cieli di Dante, divina e minuziosa traduzione di una liturgia)”.
L’attenzione ha bisogno di simboli, di sintesi. Il ricorso a Dante giunge a proposito, come dimostra l’attenzione che il poeta nazionale ha suscitato in tanti giovani, di tutti i livelli di istruzione che, tramite la scuola e anche nonostante essa, lo apprezzano e lo ricordano, fino a cimentarsi nella recitazione delle cantiche del divino poema in strada, nelle piazze, nelle stazioni. Anche per la matematica (la bestia nera degli studenti) vale lo stesso principio: non piace lo spezzatino, ma la simbolizzazione che ne fonda la sostanza. Per ricordare bene non è necessario fare i coriandoli con il sapere, ma piuttosto cimentarsi con le cattedrali.
Diesse – Innovazione e didattica
Attenti: depressione da Facebook
C’è un nuovo tipo di depressione che attacca gli adolescenti: quella da Facebook. La realtà virtuale che si sovrappone a quella reale può scatenare sinistri meccanismi depressivi tra i più giovani. Lo rivela uno studio statunitense condotto dalla prestigiosa American Academy of Pediatrics. Il ragazzo, magari un po’ timido e impacciato, che osserva il bello della classe che pubblica sempre cose positive sulla sua bacheca e ha più amici di lui potrebbe avere nuovi problemi.
“Questo è un caso estremo – commenta lo psichiatra Claudio Mencacci- ma è vero che queste dinamiche possono scatenare nei ragazzi più vulnerabili, comportamenti autolesivi. Facebook è una realtà-vetrina dove uno immette soltanto elementi di positività. E sicuramente il confronto induce l’adolescente ad assolutizzare tutto e quindi a cadere in depressione, perchè non ha ancora gli strumenti per discernere il vero dall’illusorio”.
150 anni d’Italia: il Liceo a Palazzo Carignano
Proprio lì, il 17 marzo di 150 anni fa, il Parlamento votava all’unanimità la Legge n. 1 che proclamava l’Unità d’Italia e Vittorio Emanuele II, Re d’Italia. E lì saranno il 31 marzo le V del liceo di Ceccano nell’ambito del programma dedicato appunto ai 150 anni dall’unità. Dopo la festa a scuola del 16 marzo, ora il trasferimento a Torino, nell’ambito di un viaggio che tocca le due capitali del regno prima di Roma, Firenze e appunto Torino.
Palazzo Carignano aveva visto il re sabaudo in fasce: Vittorio Emanuele era nato proprio lì il 14 marzo del 1820. Questo bellissimo edificio, sede prima del parlamento sabaudo e poi di quello italiano, è stato dunque la culla dell’Italia.
«Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861».
Queste parole rappresentano il testo della legge n. 4671 del Regno di Sardegna. Pochi giorni dopo quel 17 marzo, lo stesso testo sarebbe diventato la legge n. 1 del Regno d’Italia. Era nato un Regno, era nato uno Stato unitario laddove, appena un paio d’anni prima, ve n’erano addirittura sette.
Il primo dato che emerge dall’analisi del testo è che il numerale che accompagna il nome del sovrano non viene modificato: è sempre Vittorio Emanuele II, non I come avrebbe voluto larga parte dell’opinione pubblica patriottica. Il dato è significativo e tutt’altro che simbolico. “Vittorio Emanuele I” avrebbe sottolineato la specificità e la novità dell’Italia unita. “Vittorio Emanuele II”, invece, significava implicitamente che il nuovo Stato era l’allargamento territoriale del Regno di Sardegna e delle sue istituzioni.
La reazione internazionale alla proclamazione del Regno fu repentina e, in alcuni casi, entusiastica. Il nuovo Stato venne riconosciuto, nel volgere di poche settimane, dai governi svizzero, britannico e statunitense. Questi guardavano infatti con favore alla creazione di uno Stato mediterraneo abbastanza popoloso (oltre 22 milioni di abitanti) che fosse in grado di dare stabilità all’intero continente, attraversato in quegli anni dalla lotta tra Francia e Austria per il controllo dell’Europa meridionale e dalla contrapposizione franco-britannica per il dominio delle rotte mediterranee.
Il Regno d’Italia era stato dunque “generato” da una decisione presa dal Parlamento riunito a Torino, nella sede di Palazzo Carignano. I suoi rappresentanti erano stati eletti pochi mesi prima, nel gennaio dello stesso anno, e la loro provenienza già aveva attestato la realizzazione, de facto, dell’Unità. Le elezioni si erano infatti tenute in tutte quelle regioni che, attraverso i plebisciti, nel corso dell’anno precedente avevano chiesto l’annessione al Regno sabaudo.
Ecco il senso del viaggio d’istruzione delle IV che martedì 29 marzo andranno prima a Firenze, capitale culturale d’Italia e poi saranno per tre giorni a Torino, visitando le mostre che costellano la città in questo anno anniversario dell’unità. Così oltre a Palazzo Carignano, gli allievi visiteranno la Reggia di Venaria, il Santuario di Superga con un momento dedicato anche al Grande Torino, incontrando Gigi Gabetto, calciatore del Torino e figlio di Guglielmo Gabetto, uno dei componenti del Grande Torino, schiantatosi sul colle di Superga il 4 maggio del 1949.
Il viaggio è stato organizzato dagli insegnanti di storia del Liceo, coordinati dalla prof.ssa Stefania Alessandrini.
Olimpiadi della matematica: decimi su 98!
Olimpiadi della matematica: decimi su 98! Risultato importantissimo per il Liceo di Ceccano la cui squadra ha partecipato alla fase interregionale della competizione più importante per la matematica. si tratta delle Olipiadi internazionali della matematica che voinvolgono le scuole superiori sin dal 1959. Di anno in anno è aumentato il numero dei Paesi che hanno partecipato a questa gara e dai 73 del 1995, nel 2008 a Madrid erano presenti 101 squadre nazionali provenienti dai 5 continenti. Le Olimpiadi in Italia sono gestite dall’Unione Matematica Italiana (UMI) che attarverso una serie di gare preliminari arriva alla scelta della rappresentativa italiana. L’organizzazione delle competizioni matematiche da parte dell’UMI si propone obiettivi più ambiziosi della semplice selezione. Si articola infatti in una serie di iniziative che, pur avendo come scopo finale le Olimpiadi Internazionali, puntano alla divulgazione della matematica su larga scala e alla popolarizzazione degli aspetti più piacevoli e stimolanti di questa materia fra i giovani. Gli alunni del nostro liceo hanno partecipato alla competizione preparati dalla prof.ssa Stefania Fiorini, docente di Matematica e fisica. Antonio Rocca della IV D, primo alla la fase d’istituto dei Giochi di Archimede, si è classificato sesto (su 25) alla fase provinciale che si è tenuta presso il Liceo scientifico “F.Severi” di Frosinone
Quindi la squadra formata da Eleonora Cerroni, II F, Marcello Banfi, II D, Matteo Staccone, III D, Clarissa Cicciarelli, Arianna Coluzzi, Antonio Rocca, Luca Pizzuti della IV D e Diego Penna della IV F ha gareggiato nella competizione romana interregionale con altre 97 squadre classificandosi al decimo posto, vicinissima perciò al traguardo per essere selezionata per la fase finale che si terrà a maggio a Cesenatico. Tutti si deciderà il 31 marzo nel dipartimento di matematica dell’Università di Roma, Tor Vergata. Complimenti, ragazzi, ad majora!
Il Lume della conoscenza: l’aula diventa murale
La II C è un grande murale: l’hanno realizzato i ragazzi con la guida del loro prof di arte, Antonio Zomparelli.
Ecco il commento al murale
Il lume della conoscenza
….era una divina giornata di sole
Una colonna si illuminò di una luce cangiante e dorata, l’altra, quella opposta, rimase nell’ombra.
L’aula si dipinse di mille e più colori: il grigio della Guernica lasciò il posto ai colori di Mondrian
…
gli alunni sorrisero!
AZ
Qui le altre foto MuralesZomparelli
A Valencia, a studiare spagnolo
Due classi del linguistico, III e IV B, partiranno domenica 27 mattina per Valencia: i ragazzi avranno una settimana di scuola in un istituto spagnolo per l’apprendimento della lingua e una serie di iniziative culturali fra cui anche la visita della bellissima città spagnola, culla della cultura valensiana, che ha saputo unire la modernità alle grandi tradizioni del passato, con la Ciudad de la Ciencia. Il gruppo visiterà anche l’antichissima città di Cuenca.
Lo stage di spagnolo si inserisce nell’ammbito delle attività di studio linguistico del liceo che prevedono scambi di classe con la Francia, progetti europei con il Regno Unito, il Belgio, la Germania e l’Olanda, e stages linguistici in Scozia e appunto in Spagna. Gli allievi sono accompagnati dalla prof.sse Agnese Altobelli e Rosa Marina Gonzalez Quevedo
150 anni d’Italia: i filmati della manifestazione del 16 marzo
Attenzione, variazione d’orario per sabato 26 marzo
Variazione orario per il giorno 26 marzo 2011
| IID | Entra alle 9 |
| IF | Entra alle 9 |
| IIIF | Entra alle 9 |
| IA | Entra alle 9 |
| IIIA | Entra alle 9 |
| IIIE | Esce alle 12 |
| VE – VA | Esce alle 12 |
Fosse Ardeatine: un convegno su Luigi Mastrogiacomo
Luigi Mastrogiacomo una vittima? un eroe? Il ceccanese ucciso dai tedeschi alle Fosse ardeatine il 23 marzo del 1944 fu preso per “errore” o fu individutato tra i combattenti della resistenza romana? E’ la domanda a cui cercherà di rispondere il convegno che avrà luogo sabato 26 marzo, alle ore 11 nell’aula magna Francesco Alviti del Liceo di Ceccano, per iniziativa dell’amministrazione comunale. Al convegno parteciperanno l’arch. Luigi Compagnoni, che da qualche anno sta dedicando tempo ed energie alla ricostruzione delle vicende dei tanti ceccanesi coinvolti nella II Guerra Mondiale. Luigi Mastrogiacomo, che a Ceccano è ricordato con una scuola elementare a lui intitolata, è uno di questi: per decenni è stato considerato una vittima inconsapveole della strage. Ora nuovi elementi comproverebberio invece che fosse pienamente impegnato nella resistenza antinazista. Il convegno si svolge nell’ambito delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’unità d’Italia.
Venerdì 25 marzo, ore 19, riunione genitori classi II
I genitori degli allievi del viaggio in Sicilia dal 15 al 19 aprile sono invitati a partecipare ad una riunione urgente venerdì 25 marzo alle ore 19 (e non 18,30 come precedentemente comunicato) in aula magna per decidere sul regolare svolgimento del viaggio. Tale riunione sostituisce quella già programmata per l’11 aprile.
Si prega vivamente di non mancare.
Variazione d’orario per il 25 marzo
Attenzione: variazione d’orario per il 25 marzo:
| I F | Entra alle 9 |
| V D | Entra alle 9 |
| III B | Entra alle 9 |
| V E | Entra alle 9 |
| V A | Entra alle 9 |
| IV D | Esce alle 12 |
| IV C | Esce alle 12 |
150 anni d’Italia: le V tra Italia ed Austria
Nell’ambito delle manifestazioni per i 150 anni dell’Unità, parte il viaggio di istruzione delle classi V. Ecco il programma
1° giorno: 25 Marzo 2011 Ceccano – Tarvisio
Visita breve Di San Martino del Carso, al termine proseguimento per Tarvisio
Arrivo previsto in serata.
2° giorno: 26 Marzo 2011 Tarvisio – Graz – Vienna
Partenza per Vienna. Visita panoramica della città con guida.
3° giorno: 27 Marzo 2011 Vienna
Intera giornata dedicata alla visita guidata di VIENNA, affascinante capitale della Mitteleuropa, adagiata sulla riva destra del Danubio, città di nobile aspetto per le Chiese, i grandiosi palazzi barocchi e gli edifici neoclassici, la cattedrale di Santo Stefano, la più bella Chiesa gotica d’Austria e simbolo di Vienna, il famoso Ring con l’Opera, il Museo di storia dell’arte, il Parlamento, il Teatro nazionale e la Chiesa Votiva. Nel pomeriggio visita con guida al CASTELLO DI SCHOENBRUNN, il più celebre tra i palazzi Imperiali Austriaci. Era utilizzato dagli Asburgo come residenza estiva, la più amata dalla Principessa Sissi e da pochi anni proclamato patrimonio mondiale.
4° giorno: 28 Marzo 2011 Vienna
Mattinata dedicata ad ultimare la visita guidata con il Quartiere dei Musei,
Nel pomeriggio tempo a disposizione per la visita libera del Prater, famoso luna park con la Ruota Panoramica per ammirare dall’alto la splendida VIENNA.
5° giorno: 29 Marzo 2011 Vienna – Mauthausen – Salisburgo
Partenza per MAUTHAUSEN. Incontro con la guida specializzata, mezza giornata a disposizione per la visita di MAUTHAUSEN, il campo di concentramento, uno dei più terribili dell’universo nazista e destinazione principale dei deportati italiani. Visita del Cimitero Italiano.
Partenza per SALISBURGO, capitale della musica e patria di MOZART.
6° giorno: 30 Marzo 2011 Salisburgo
Incontro con la guida e visita della città natale di Wolfgang Amadeus Mozart. Giro del centro storico alla scoperta dei luoghi simbolo della città come: la casa di Mozart, oggi Museo di strumenti musicali, spartiti, ritratti ed il suo pianoforte; il Duomo; la Cattedrale; la Residenzplatz e la Piazza di Mozart con al centro la statua del grande compositore.
7° giorno: 31 Marzo 2011 Verona
Visita della città Proseguimento del viaggio per il rientro in sede, previsto in serata.
Il sole, la nostra vita
CECCANO _ Il sole e i suoi brillamenti sono al centro del laboratorio di fisica del progetto lauree scientifiche che l’anno scorso consentì al Liceo di ceccano di vincere il premio nazionale per la didattica della scienza. Nonostante gli incrementi degli immatricolati nei corsi di laurea in Chimica, Fisica, Matematica e Scienza dei Materiali, rimane strategicamente cruciale l’obiettivo di mantenere e aumentare il numero di studenti motivati e capaci che si iscrivono a questi e agli altri corsi di laurea scientifici. Per questa ragione il progetto lauree scientifiche si propone di offrire agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori opportunità di conoscere temi, problemi e procedimenti caratteristici dei saperi scientifici, anche in relazione ai settori del lavoro e delle professioni, al fine di individuare interessi e disposizioni specifiche e fare scelte consapevoli in relazione a un proprio progetto personale e di metterli in grado di autovalutarsi, verificare e consolidare le proprie conoscenze in relazione alla preparazione richiesta per i diversi corsi di laurea scientifici.
Quest’anno il laboratorio di fisica solare cercherà di effettuare osservazione della variabilità del Sole e dei brillamenti solari, che sono di centrale importanza per il nostro mondo ad elevata tecnologia. I flare sono potenti esplosioni sul Sole dovute a riconnessioni magnetiche che rilasciano nello spazio grandi quantità di energia sotto forma di particelle e radiazioni, principalmente X. Possono influenzare il funzionamento dei satelliti, le telecomunicazioni, le linee di alta tensione e aumentano l’attività delle aurore boreali ed australi.
Il laboratorio sarà inaugurato dalla Lectio magistralis del prof. Francesco Berrilli dell’Università di Roma Tor Vergata, dipartimento di astrofisica, mercoledì 23 marzo, alle ore 11 nell’aula magna Francesco Alviti
Le donne nel Risorgimento: 35 mm di storia al Liceo
Prosegue la terza edizione di “35 mm di Storia”, il seminario di studio con proiezione di citazioni cinematografiche organizzato dal Liceo Scientifico e Linguistico Statale di Ceccano, intitolata “Oh mia patria sì bella e perduta – Momenti, figure, atmosfere del cinema risorgimentale italiano” e dedicata al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, come per il passato condotta da Massimo Cardillo, storico e critico cinematografico. Mercoledì 23 marzo, alle 14.30, presso l’Aula Magna “Francesco Alviti” dello stesso liceo, si terrà il terzo incontro dal titolo “C’eravamo anche noi. Donne e ideali risorgimentali”, di particolare rilevanza, perché il ruolo avuto dalle donne nel processo unitario è argomento ancora poco frequentato dalla storiografia, ma molto trattato dal cinema, che ha dato vita a personaggi memorabili: dalle mogli dei rivoltosi di Bronte all’umile compagna dell’avvocato Lombardo, che l’uomo sposa poco prima di essere fucilato. Le figure femminili più emblematiche verranno trattate, quindi, a partire da celebri film: Anita (da “Camicie rosse” di G.
Alessandrini-F. Rosi) nella grande prova recitativa di Anna Magnani al fianco di Garibaldi/Raf Vallone; Luisa (da “Piccolo mondo antico”, del 1941, di M. Soldati, tratto dal romanzo di A. Fogazzaro), personaggio in cui si riverbera la retorica di Regime, e che apparirà in una versione a colori dei nostri tempi nella fiction televisiva di C.Th. Torrini; Gesuzza, interpretata da una donna del popolo in “1860” di A. Blasetti, forse il film più bello e problematico realizzato negli anni ’30 sull’argomento;
Livia (da “Senso” di L. Visconti, 1954), figura complessa sul piano psicologico, al di là degli stessi eventi storici, creata dalla penna dello scapigliato Camillo Boito. A tale proposito, seguirà la performance di Claudia Marsulli, allieva del liceo e veterana del laboratorio teatrale, che darà vita proprio alla contessa Serpieri in una originale interpretazione a partire dalle pagine del racconto da cui è nato il film (e sul quale lo stesso Cardillo ha recentemente scritto un importante saggio critico). A completare la prima parte della trattazione “in rosa” del Risorgimento di celluloide, l’ascolto delle testimonianze di S. Cecchi D’Amico, M. Rigillo, Anita Garibaldi Jallet intervistata a Roma in occasione del centenario della morte del bisnonno.
Lauree scientifiche: tempo, chimica e letteratura
CECCANO _Il Tempo, la Chimica e la Letteratura: questo l’insolito “trinomio” attorno cui ruota quest’anno il Piano Nazionale “Lauree Scientifiche” che dal 9 marzo ha preso il via presso il Liceo Scientifico e Linguistico Statale di Ceccano, proseguendo l’esperienza nata nel 2004 dalla collaborazione fra MIUR, Confindustria, Conferenza Nazionale dei Presidi delle Facoltà di Scienze e Tecnologie, grazie a una già consolidata intesa con il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Tor Vergata a Roma, il cui responsabile è il Prof. Maurizio Paci. Il liceo di Ceccano, avvalendosi del qualificato coordinamento e insegnamento della prof.ssa Maria Luisa Messina, docente referente del Progetto, punta ancora una volta sul lavoro congiunto fra scuola e università, che, destinato agli alunni più motivati come percorso di eccellenza, si articolerà in diverse fasi e in diversi luoghi: lezioni frontali e attività di laboratorio sui tempi delle reazioni chimiche ed enzimatiche (crescite cellulari, lieviti, produzione di CO2, fenomeni esplosivi) e sui tempi dei moti molecolari (laboratorio di spettroscopia) sono previste sia negli
ambienti opportunamente attrezzati della scuola, sia presso le strutture della Facoltà di Chimica Applicata a Ceccano, in località Badìa, con il prezioso contributo del Prof. Antonio Palleschi. Mentre l’inizio delle lezioni della parte squisitamente scientifica è previsto a partire dal 14 marzo, mercoledì scorso ha avuto inizio la trattazione della sezione – del tutto “sperimentale” – dedicata alla Letteratura con la lezione introduttiva della prof.ssa Daniela Marro, che ha spiegato come il rapporto letteratura-scienza sia da intendersi non come opposizione, ma come interrelazione/integrazione alla base della nostra cultura, già presente in passato nel mito, nella filosofia, nella magia, nel folklore, e come sia stretta la connessione tra le vie del fantastico e dell’immaginario e l’oggettività del reale. La docente analizzerà, più in particolare, l’incontro/interazione tra culture diverse e soprattutto il fattore “tempo” dei processi narrativi nell’opera dello scrittore-medico siciliano Giuseppe Bonaviri, frusinate d’adozione (scomparso nel 2009), tradotto in tutto il mondo e segnalato, anni fa, per la candidatura al Premio Nobel, vanto della cultura del nostro territorio.
150 anni d’Italia: le parole del Presidente
“Festeggiamo in tanti, insieme. Uniti sapremo vincere tutte le difficoltà”
L’importante è che anche se ognuno ha i suoi problemi, i suoi interessi e le sue idee, e discutiamo e battagliamo, ognuno deve ricordare sempre che è parte di qualcosa di più grande che è la nostra nazione, la nostra patria, la nostra Italia. E se saremo uniti sapremo vincere tutte le difficoltà che ci attendono”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel saluto agli italiani nella Notte Tricolore dalla Piazza del Quirinale. “La prima cosa importante – ha detto il Presidente – è che l’Unità la festeggiamo in tanti, e nemmeno solo nelle piazze d’Italia: la festeggiamo nei tanti paesi pieni di italiani che ci sono nel mondo, e la festeggiano gli italiani in divisa in Afghanistan, nel Kosovo e nel Libano”. “Voglio veramente inviare – ha aggiunto – l’augurio più affettuoso a tutte le italiane e gli italiani di ogni età, di ogni condizione sociale e di ogni idea politica che festeggiano insieme questo nostro grande compleanno”. Per il Capo dello Stato “festeggiamo il meglio della nostra storia. Abbiamo avuto momenti brutti, abbiamo commesso errori, abbiamo vissuto pagine drammatiche, ma abbiamo fatto tante cose grandi e importanti. Grazie all’unità siamo diventati un paese moderno”. “Se fossimo rimasti – ha sottolineato il Presidente Napolitano – come nel 1860, divisi in otto Stati, senza libertà e sotto il dominio straniero, saremmo stati spazzati via dalla storia, non saremmo mai diventati un grande paese europeo. Eravamo già in ritardo allora di fronte alla Spagna, alla Francia, all’Inghilterra, che erano già dei grandi Stati nazionali, e stava per diventarlo la Germania”. “Eravamo in ritardo – ha aggiunto il Capo dello Stato – ma non abbiamo atteso ulteriormente perché ci sono state schiere di nostri patrioti che hanno combattuto, hanno dato la vita e hanno scritto pagine eroiche che noi dobbiamo avere l’orgoglio di ricordare e rivendicare, perché solo così possiamo anche guardare con fiducia al futuro, alle prove che ci attendono. Ne abbiamo passate tante, passeremo anche quelle che abbiamo di fronte in un mondo forse più difficile”.
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