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11 settembre, per ben cominciare, Bandiera, Inno e sogno


marinaLa bandiera nazionale e l’Inno di Mameli saluteranno l’inizio dell’anno scolastico al Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano. A metà mattinata del primo giorno di scuola, mercoledì 11 settembre 2013, una grande bandiera tricolore sarà issata sulle pareti dell’Istituto e l’orchestra di fiati  e il coro degli allievi del Liceo renderanno gli onori al vessillo simbolo dell’unità nazionale, eseguendo l’Inno di Mameli, davanti a tutta la comunità scolastica, guidata dalla preside, prof.ssa Concetta Senese.

La cerimonia, semplice e breve, inizierà alle 10,25 ed ha un duplice scopo: quello di dare un segnale forte sull’importanza della scuola nella vita degli adolescenti e quello di rinsaldare l’appartenenza ad una comunità che è tale per cultura, valori e condivisione di principi.

Il Liceo Scientifico e Linguistico  di Ceccano conta quest’anno 31 classi con 750 allievi, di cui una con opzione musicale e una con opzione sportiva.

Le classi e i docenti si ritroveranno alle ore 10,25, nel cortile della scuola. Gli allievi dell’orchestra e del coro della scuola sono convocati alle ore 9,30, nell’aula magna, insieme alla prof.ssa D’Annibale

Alle ore 10,40 le classi III, nell’Aula Magna Francesco Alviti,  insieme ai loro prof. di storia e filosofia, ricorderanno il 50° anniversario del discorso di Martin Luther King I have a dream

E’ lo storico discorso che Martin Luther King pronunciò il 28 agosto 1963 a Washington, davanti a 250 mila astanti assetati di giustizia civile e libertà per l’America dei segregati e umiliati.

Presso il memoriale di Lincoln – il presidente che aveva lottato per abolire la schiavitù dei neri americani e per il loro diritto di voto – Martin Luther King ricordò la storia della lotta per i diritti dei neri d’America. Poi, con parole ispirate (in cui si sente l’eco della sapienza biblica), capaci di accendere gli animi delle migliaia di persone in ascolto e anche le coscienze di milioni di americani: «Ho un sogno!», scandì ripetutamente King, probabilmente su invito della cantante nera, Mahalia Jackson, che era accanto a lui. Era una rivisitazione del «sogno americano». Il sogno di una nazione: proclamare una verità semplice e fondamentale: tutti gli uomini sono creati uguali.

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