Dall’altro Federico, un diario sulla spedizione veronese


verOre 7:15, Stazione di Frosinone. La prof.ssa Di Salvatore (anche Emanuela ed io condividevamo il suo stato) era visibilmente agitata per il notevole ritardo di Federico (l’altro, non io) del quale, a pochi minuti dalla partenza del treno, non si vedeva ancora l’ombra. Ecco che nel momento in cui, dati per vinti, pensavamo già al lungo e travagliato percorso alternativo (fatto di noiosi cambi di treno), arrivava il quarto elemento della spedizione che doveva portare con sé un importante e ingombrante bagaglio: il telescopio da esporre alla fiera. Visto che il treno ancora non era partito, in un’allucinante corsa verso il binario “2” con le valigie, zaini, tracolle e pezzi del telescopio in mano siamo riusciti a prenderlo. Giunti a Roma, il cambio di treno è stato più semplice (si fa  per dire: con l’ingombrante scatolone dell’ottica del telescopio ho cercato di fare del mio meglio per non rompere la stessa e per non colpire la gente nell’affollatissima Stazione Termini delle 9 di mattina).

Lo stesso iter di trasporto si è poi ripetuto per arrivare in albergo e poi per sistemare tutto nello stand della fiera e durante il giorno del ritorno…ma ormai c’eravamo abituati. Il viaggio sul treno (così come quello del ritorno) è trascorso rapidamente fra discorsi riguardo alle aspettative dei giorni seguenti, riguardo l’università (in particolare l’opposizione fra scienza e ingegneria e la mia offensiva, secondo la prof.ssa, concezione della matematica come semplice mezzo) e riguardo la matematica…beh con la prof.ssa Di Salvatore siamo riusciti a fare matematica anche sul treno. La parte più bella ci ha aspettato nei giorni di fiera in cui abbiamo fatto da “explainers” (quanto mi piace questo termine) a ragazzi come noi ma anche a esperti del settore (ingegneri, insegnanti e ricercatori), con grande sorpresa e soddisfazione per i complimenti ricevuti.

Come nello stage estivo ho dovuto affrontare l’ostico e poco diffuso argomento di Ottica integrata, non è stato facile convincere le persone (a mo’ di promoter di Sky o della Mulino Bianco nel centro IMG_0956commerciale) ad ascoltarmi e a osservare il breve esperimento: appena parlavo di fisica e in particolare di ottica vedevo nel mio interlocutore un senso di repulsione angosciante. Comunque mi sono sforzato di rendere il tutto comprensibile e immediato, mostrando come lo studio di materiali innovativi non è lontano da noi poiché gli stessi principi sono applicati nella vita quotidiana (i materiali che guidano la luce hanno applicazione diretta nelle telecomunicazioni via cavo come l’Adsl); così ho potuto ottenere buoni risultati di comprensione nelle persone che erano interessate. Per il resto, l’aspetto dell’esperienza che mi ha colpito maggiormente è stata proprio la possibilità di comunicare con persone adulte del settore scientifico (dottorandi, ricercatori, ingegneri) circa la loro carriera studentesca e lavorativa, per poter facilitare quell’importante decisione che mi spetterà fra qualche mese e che influenzerà in modo quasi definitivo la mia vita: la scelta di un corso di studi adatto alle mie attitudini e alle mie aspettative.

Federico De Santis

Ed eccoli tutti in azione a  Verona, stand del Liceo di Ceccano

Pubblicato il 2 dicembre 2012, in Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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