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Lampedusa, il mare dei morti… non capisco


di Josi Carinci, III C

lamp2Non capisco come si possa pensare che ciò che è accaduto questa mattina alle coste di Lampedusa sia giusto. È inconcepibile ritenere una tragedia simile una cosa “necessaria” per bloccare lo sbarco di migliaia e migliaia di emigrati. Credo che sia impensabile restare indifferenti davanti a una catastrofe del genere. 104 vittime, 250 dispersi che verranno ritrovati quasi certamente senza vita. 
È vero, siamo un paese in crisi, senza lavoro, senza futuro e se non c’è per noi, non ci sarà tanto meno per gli immigrati. Ma perché, se stiamo così male continuiamo ad andare in giro con telefoni di 700€, scarpe di marca e vestiti firmati? Un Italiano non andrebbe mai a lavorare nei campi. Loro lo fanno. I Libici, Iraniani, Iracheni, Somali e così via, vengono qui con la speranza di un futuro migliore e si sacrificano a lavori che noi, pur se disperati, non faremmo mai. Non ci tolgono niente. Non vengono per fare i medici, avvocati, infermieri, commessi. Se siete così disperati e credete che siano un peso per l’economia e un ostacolo per la ricerca del lavoro, iniziate a lavorare 14 ore sotto il sole come fanno loro, sacrificatevi, smettetela di andare in giro con I-phone parlando della crisi, falsi e ipocriti moralisti.
Non si può e non si deve essere sollevati dopo una simile tragedia. È una vergogna non potere aiutare un barcone con 500 persone sopra che prende fuoco perché si rischia di essere denunciati per favoreggiamento alla clandestinità. Scappano dalla fame, dagli spari, dalle guerre. Sono PERSONE in cerca di una speranza, di un domani, di un pezzo di pane, di un po’ di pace.
Non è giusto ciò che è successo.