Educare 2.0, un computer ad ogni alunno


Un computer per ogni alunno, la scuola a fianco dei nativi digitali. Imparare con smartphones e notebooks; il telefonino cessa di essere il nemico della scuola, ma diventa strumento didattico: dammi uno smartphone e ti cambierò la scuola, una rivoluzione digitale per reggere il passo del cambiamento.  Sono  stati consegnati agli allievi i computers acquistati grazie al contributo di 15 mila euro che il  Liceo di Ceccano  ha avuto per far sì che una delle sue classi sperimenti appieno le nuove tecnologie nella didattica. L’Istituto Fabraterno è una delle 12 scuole del Lazio cui è stato finanziato il progetto Cl@sse 2: nella provincia di Frosinone, hanno avuto il contributo  soltanto il Liceo Classico di Cassino e l’Itis di Frosinone. L’idea fondamentale sta nel fatto che non è sufficiente introdurre i mezzi, le tecnologie, per determinare un cambiamento, ma quello che conta è il modo di far lezione degli insegnanti. Le nuove tecnologie  entrano nella scuola come nel resto del mondo come quotidianità del lavoro didattico e non percepite invece come un’invasione aliena, come uno dei tanti “video giochi” .

Un concetto semplice insomma: gli alunni non sono contenitori da riempire ma soggetti del loro apprendimento che, svolto in gruppo, ha bisogno di guide. I ragazzi di oggi sono  digital natives, per i quali l’uso delle tecnologie informatiche è elemento quotidiano dell’esistenza, una sorta di protesi delle quali non sanno più fare a meno. La trasformazione riguarda  essenzialmente gli ambienti di apprendimento che diventano quelli normali in cui vivono i ragazzi. E’ stato perciò formato un consiglio di classe con insegnanti tutti abili nell’uso delle nuove tecnologie. Due di loro sono addirittura docenti in corsi di formazione per docenti.

Pubblicato il 11 gennaio 2012, in Uncategorized con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Alberto Pigliacelli

    NON posso che essere ammirato! Bravi e bravi anche a chi vi guida! Penso, oltre a tutti i colleghi e Presidenza, all’amico prof. Pietro Alviti. Vi porto semrpe come esempio della Ciociaria che è “sveglia”! Complimenti e nun salutone.
    Alberto prof. Pigliacelli (Roma)

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