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25 aprile, giovani e resistenza, 70° anniversario al Liceo di Ceccano, venerdì 24 aprile, ore 11,10


25 aprileErano giovani, coetanei degli studenti del Liceo, non se ne restarono a casa ma espressero la loro resistenza contro il nemico invasore, scelsero di mettere in gioco la loro vita per difendere il loro Paese. Erano giovani. Su questo, sulle facce di quei ragazzi, su quei volti, si incentrerà venerdì 24 aprile al Liceo di Ceccano la commemorazione del 70° anniversario della Liberazione che si unisce al ricordo della conclusione della II Guerra Mondiale. La celebrazione, che si terrà nell’Aula Magna Francesco Alviti alle ore 11,10, prevede la proiezione di un lavoro realizzato dagli allievi della V E sulla Resistenza nel nostro territorio, la testimonianza di storici e di protagonisti di quegli anni, quelli che nel 1943 erano giovani diciottenni, il racconto del Viaggio della memoria ad Auschwitz con l’intervento degli allievi Qazim Xhahysa, IV E, e Bernadeta Scurtu,  e il video di Emanuela Lo Scalzo Se questo è un uomo,  realizzato in collaborazione con gli allievi del viaggio ad Auschwitz Birkenau in aprile,  della V B e V G

La Resistenza nel frusinate, convegno giovedì 24 aprile


LOCANDINA_GUERRACi furono i partigiani nelle nostre zone?  Combatterono contro i tedeschi? Quali furono le azioni principali? Quali i rapporti con la popolazione? A queste e a tante altre domande  cercherà di rispondere il convegno che si terrà giovedì 24 aprile, in occasione della celebrazione della Festa della Liberazione, dalle 9 alle 11, nell’aula magna Francesco Alviti. Proprio 70 anni fa infatti la terra dove oggi viviamo pacificamente era il teatro terribile e sanguinoso di una serie di battaglie iniziate nel dicembre del 43, ma ancor prima segnate dall’occupazione tedesca sin dal 9 settembre, il giorno dopo l’armistizio. In quei terribili 8 mesi, le popolazioni della nostra terra, uomini, donne, bambini, anziani, soffrirono la fame, la violenza delle espropriazioni e dei sequestri, bombardamenti e mitragliamenti dal cielo… Tutti ne soffrirono, nessuno escluso. Tutti sperimentarono la terribile realtà della guerra che non passava mai: alcuni decisero di darsi da fare, salendo in montagna, almeno per qualche mese. Altri si nascosero, altri collaborarono con i tedeschi, altri ancora entrarono in contatto con gli alleati, altri ebbero paura, furono devastati dal terrore, dai rumori degli aerei, delle bombe, della contraerea, delle sirene. Quanto queste cose segnarono le coscienze di quelle persone? le loro anime? la loro psiche profonda? E poi la sventura della riva destra del Sacco, affidata alle divisioni franco coloniali, veri vincitori della battaglia di Montecassino ma in tantissimi casi autori di stupri feroci. In questi mesi gli allievi del Liceo guidati dai loro insegnanti di storia hanno raccolto testimonianze e documenti che saranno presentati, alla fine di maggio , a ricordo delle giornate più sanguinose e tristi ma anche della liberazione dai tedeschi, in un apposito convegno. Il 24, con la presenza di alcuni testimoni delle organizzazioni partigiane, si parlerà intanto della resistenza. Il convegno di celebrazione del 25 aprile è stato curato dal prof. Mario Saverio Morsillo

25 aprile, festa di tutta la Nazione


Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto un discorso agli esponenti delle associazioni combattentistiche e d’arma, nel 67° Anniversario della Liberazione

Qui il video

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E qui il testo del discorso

Si tratta di una ricorrenza fondamentale nella storia dell’Italia unita, di quelle che più ne hanno segnato il cammino sulla via dell’indipendenza, della dignità, della libertà, della coesione nazionale. Sappiamo bene quel che la data del 25 aprile più che mai simboleggia : la capacità di riscossa e di mobilitazione di un popolo duramente provato dalla dittatura, dalla guerra e dalla fatale disfatta della fuorviante alleanza con la Germania nazista ; la capacità di nobile reazione e di rapida ricostruzione delle forze dello Stato che più rischiavano di uscire umiliate dal crollo dell’8 settembre 1943, cioè le nostre Forze Armate, che avevano storicamente legato la loro missione alla causa delle guerre per l’unità e l’indipendenza della Nazione, fino a superare la durissima prova del primo conflitto mondiale. Ed è per tutto ciò che abbiamo collocato al giusto posto nelle celebrazioni del Centocinquantenario la ricorrenza della Liberazione, che fu anche riunificazione di un’Italia divisa e lacerata dall’occupazione e repressione nazista.

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