Comunicare la scienza, una passione. La nuvola rosa del Liceo a Tor Vergata


foto tor vergataSono andate in 5 all’Università di Tor Vergata, una nuvola rosa per sperimentare il mestiere di ricercatore: Veronica Reali (IV F) nel laboratorio di astrobiologia, Rebecca Penna (IV F) in quello dei dispositivi ottici nelle comunicazioni, Sofia Ferracci (IV B) nella comunicazione e divulgazione scientifica, Alessandra Masi ( IV B) nel laboratorio di fisica solare, e Raffaella Celani ( IV G) in quello di antropologia forense. Ecco un primo commento di Sofia Ferracci

In principio questo sarebbe dovuto essere un articolo, ma non lo sarà. Non lo sarà perché ho dedotto che sarebbe stato riduttivo scremare l’esperienza e il lavoro di una settimana in un testo stringato, semplice, pulito, che non sarebbe riuscito a trasmettere nemmeno un briciolo delle mille cose apprese in soli cinque giorni.
Ho avuto la meravigliosa opportunità di prendere parte allo stage estivo di Comunicazione e Divulgazione Scientifica svoltosi presso la facoltà di Scienze MM FF NN dell’Università di Tor Vergata. Non nascondo la mia perplessità iniziale a riguardo, visto il tema trattato: comunicare la scienza. Qualcosa di così poco diffuso – specialmente qui in Italia – e allo stesso tempo complesso, che ne ero quasi spaventata: riuscirò ad esserne all’altezza? Per non parlare dell’università, un ambiente così estraneo a dei liceali, tutti un po’ impauriti di perdersi nelle aule dell’ateneo. E invece si è aperto davanti a me e ai ragazzi delle altre scuole partecipanti un mondo meraviglioso: quello della divulgazione scientifica.
Un mondo fatto di lavoro, di impegno e di studi approfonditi, ma anche di passione, amore verso le scienze e voglia di condividerle e renderle accessibili a quante più persone possibili.
Dico ciò con certezza dopo essermi ritrovata a sorridere come un’ebete quando la Prof.ssa Alessandra Celletti ha spiegato a noi ragazzi alcune nozioni di meccanica celeste come le leggi di Keplero e il problema dei due corpi, il determinismo di Laplace, il caos, il problema dei tre corpi, la teoria delle perturbazioni, i punti lagrangiani e le autostrade interplanetarie. Temi scientifici da cui noi ragazzi abbiamo poi realizzato, grazie al prezioso aiuto della Dott.ssa Livia Giacomini (comunicatrice scientifica per Media INAF), degli articoli scientifici inseriti su un sito web di divulgazione scientifica creato da noi assieme al Dott. Giordano Amicucci e la Dott.ssa Liù Catena, il tutto in soli cinque giorni.

E alla fine di tutto ciò, dopo aver studiato tematiche affascinanti e bellissime, aver appreso che la comunicazione non si improvvisa, ma richiede una strategia ed un metodo, e aver capito che un sito internet non si crea su due piedi, la considerazione più spontanea è stata: “perché si fa tutto questo?” Ed è proprio grazie alla passione delle persone che hanno lavorato con noi e per noi che ho compreso quanto sia necessaria ed indispensabile la comunicazione scientifica.
Perché non ha senso sapere se non si diffondono le proprie conoscenze: se si ha a cuore la scienza e la tecnologia condividerla non solo è un piacere verso se stessi, ma anche un dovere sociale verso gli altri.

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Pubblicato il 20 giugno 2014, in Il Liceo, Studenti, Studiare ed insegnare, strumenti con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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