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70 anni fa, i giorni dell’ira, due convegni al Liceo e un libro gratuito sulla guerra


guerra70 bis immDue convegni con la presentazione di un e-book daranno il via al Liceo di Ceccano alle  celebrazioni del 70° anniversario della Battaglia di Ceccano: quei terribili giorni della fine del Maggio ’44, giorni di ira, di violenze, di sopraffazioni, di distruzioni ma anche di speranza in un avvenire finalmente diverso, saranno ricordati con una serie di manifestazioni che prenderanno il via con l’inaugurazione della mostra documentaria allestita nell’atrio del Liceo. Il taglio del nastro ci sarà alle 9 del 29 maggio: subito dopo, alle 9,30,  nell’aula magna Francesco Alviti, ci sarà il convegno di studi storici con la presentazione del libro Ceccano e la guerra, 1944-2014, Dal terrore e dalla violenza alla libertà e alla pace, realizzato dagli allievi del iceo con i loro nonni. 

Tutto è cominciato con quei minuti filmati dal sgt. J. Horne il 30 maggio del 1944 a Ceccano: profughi, spavento, carri armati, donne affamate, con i loro bimbi in braccio, un uomo con la capretta capace di salvare la vita più dell’oro e delle armi… Quei fotogrammi sono le icone di ciò che la popolazione aveva vissuto nei giorni della battaglia di Ceccano.  E poi ancora le strade di Ceccano attraversate da camion e carri armati, ma totalmente prive di abitanti.

Il filmato ha suscitato tante domande: perché Horne, un cineasta di professione,  ha scelto quelle immagini così g1eloquenti per raccontare quegli ultimi giorni di maggio? Cosa è accaduto di tanto terribile da segnare quei volti incapaci di esprimere la gioia della liberazione, delal fine dell’occupazione tedesca, della fine della guerra? Oggi, dopo il lavoro di ricerca dei ragazzi del Liceo e dei loro nonni, abbiamo qualche pista di interpretazione: fu una battaglia terribile che portò lutti, violenze, distruzioni, dolore infinito, drammi, traumi difficili da superare…

E’ venuto fuori un testo “corale” in cui si mettono insieme le voci di chi ha già scritto autorevolmente su questi argomenti insieme a quelle dei tanti testimoni intervistati; allo stesso tempo si è cercato di inserire qualche particolare inedito scaturito dalle ricerche.

Il libro che viene messo a disposizione di tutti è il frutto delle testimonianze dei nonni e della ricerca storica, coordinata dal prof. Gianluca Coluzzi e vuole essere un augurio che mai più quei giorni possano essere rivissuti. La ricerca si è avvalsa fortemente delle nuove risorse digitali che consentono a tutti di poter consultare archivi che una volta sarebbe stato impensabile poter avere a casa propria.

E anche la scelta di mettere queste pagine in Google Books vuole essere un segnale di condivisione della conoscenza, nello stile proprio della scuola.

Il convegno, che prevede l’intervento di storici e testimoni, oltre alla presentazione del libro, sarà ripetuto il giovedì sera in Piazza Municipio, con inizio alle ore 21.

 

 

 

Wops Italians, da Ceccano nei Dominions, come prigionieri


In 180 furono dispersi in tutti i territori dei Dominions, le antiche colonie dell’Impero Britannico: li avevano catturati in Somalia, in Abissinia, in Libia soprattutto, in quelle pazzesche scorribande che portavano gli eserciti contrapposti a percorrere centinaia di chilometri in territorio nemico senza individuare le forze avversarie.  i 180 erano partiti da Casamarciano, dalla Maiura, dalla Cardegna, da Faito e si trovarono prima in Africa nel deserto Sahariano e sull’Ambra Alagi e poi, catturati dagli Inglesi, passarono lunghi, lunghissimi anni in India, in Canada, in Australia, in Scozia. Sabato 22 settembre 2012 a Ceccano, dalle ore 10.30 presso il Cinema-Teatro Antares, l’associazione culturale “ Il centro del fiume”   e l’Amministrazione Comunale  di Ceccano presentano una giornata studio su ” Storie e tragedie dei   soldati  Ceccanesi  prigionieri degli  Inglesi durante la seconda guerra mondiale. Tra il 1941 e il 1946 più di 155.000 italiani furono detenuti in Gran Bretagna in veste di prigionieri di guerra. Trasferiti nella madrepatria britannica dai fronti africani per essere impiegati come contadini, con il passare del tempo gli italiani furono adibiti agli impieghi più svariati e, soprattutto dopo l’armistizio del settembre 1943, a lavori direttamente connessi all’economia di guerra. Nel lungo arco temporale della permanenza nel Regno Unito, lo status di prigionieri di guerra attribuito agli italiani non fu mai modificato e a nulla valsero l’armistizio, la cobelligeranza, la stessa opzione di cooperazione allo sforzo bellico alleato e addirittura la fine della guerra. Disprezzati dai detentori e dalla popolazione, trascurati dai governi postfascisti italiani, i prigionieri furono rimpatriati solo quando, dal 1945 inoltrato, i britannici poterono sostituire la manodopera da essi fornita con quella garantita dai prigionieri tedeschi, ma non prima di aver terminato l’ennesimo raccolto di barbabietole da zucchero. Questa pagina sconosciuta della seconda guerra mondiale,  è stata a lungo trascurata e dimenticata nel dopoguerra.

Per l’occasione sarà presente la ricercatrice Isabella Insolvibile  che presenterà il suo libro ” Wops. I prigionieri italiani in Gran Bretagna (1941-1946 ) ” edito dall’Edizioni Scientifiche Italiane .

Isabella Insolvibile  è nata a Napoli nel 1978 ed  è dottore di ricerca in Storia dal 2010 . Membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi” (Napoli) . È autrice di numerosi saggi relativi alla resistenza militare e alla prigionia di guerra, tra i quali si segnalano La Resistenza di Cefalonia tra memoria e storia (ANRP, 2004), Kos 1943-1948. La strage, la storia (ESI, 2010).

L’architetto Luigi Compagnoni racconterà le incredibili storie dei 180 prigionieri  attraverso  foto e documenti dell’epoca e le  testimonianze  dei pochi reduci ancora viventi. Alla ricerca hanno partecipato anche diverse classi del Liceo, guidate dal prof. Massimo Parente