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Scuola 2.0, il prof. Ferri al Liceo, martedì 30 settembre ore 15


googleappC’è grande attesa fra gli insegnanti per l’incontro con il prof.  Paolo Ferri, dell’Università Milano Bicocca, uno dei massimi esperti delle problematiche relative alla scuola digitale,  autore del recentissimo saggio sulla Scuola 2.0, edito da Spaggiari, che sarà al Liceo di Ceccano martedì’ 30 settembre. Al centro dell’intervento del prof.Ferri ci saranno proprio le nuove tecnologie e il loro impatto sulla  didattica, sul modo di fare scuola, sugli ambienti di apprendimento , comeclasseviva dicono gli esperti del settore. Fra l’altro, il tema della Scuola 2.0 è al centro delle discussioni su La buona scuola del governo Renzi.  Paolo Ferri  è una delle voci più ascoltate sul tema della digitalizzazione della scuola e della didattica. L’incontro è aperto a  tutti gli insegnanti. La lezione del  prof. Ferri inizierà alle ore 15, nell’aula magna Francesco Alviti e sarà trasmessa in diretta streaming sul sito del Liceo di Ceccano.

Per prepararsi all’incontro con il prof. Ferri, si segnala uno dei suoi ultimi interventi pubblicato su Agenda Digitale: potete trovarlo qui

http://pietroalviti.wordpress.com/2014/09/23/la-scuola-digitale-di-matteo-renzi-e-un-libro-dei-sogni/

Scuola digitale, il prof. Ferri al Liceo il 30 settembre


Copertina Scuola 2.0Il prof. Paolo Ferri, dell’Università Milano Bicocca, uno dei massimi esperti delle problematiche relative alla scuola digitale,  autore del recentissimo saggio sulla scuola 2.0, eduito da Spaggiari, sarà al Liceo di Ceccano martedì’ 30 settembre. L’incontro è rivolto a  tutti gli insegnanti con l’obiettivo di modificare gli ambienti di apprendimento attraverso l’integrazione  delle tecnologie nella didattica. La lezione del  prof. Ferri inizierà alle ore 15, nell’aula magna Francesco Alviti

Liceo 2.0, tante conferme dal piano del governo


googleappSoddisfazione al Liceo di Ceccano per le indicazioni governative sulla scuola digitale: banda larga, connessione ad internet, puntare sui dispositivi già in possesso dei ragazzi (il BYOD: bring your own device, porta il tuo apparato), abbandonare il costosissimo sistema delle LIM, valorizzare le competenze degli studenti in aiuto a quelle dei docenti… tutte cose che sono già realtà al Liceo di Ceccano che ha concentrato le scarse risorse disponibili proprio sull’incremento della banda di connessione. Ecco come  Il sole 24h, con un articolo di Pierangelo Soldavini, sintetizza le linee guida per la scuola digitale: Non c’è dubbio che il sistema scolastico stia attraversando una fase di grande trasformazione: la sfida è quella di trovare un modello che sia plasmato sulla realtà e sulle esigenze della “società digitale” del nuovo secolo. Una sfida appassionante a suon di sperimentazioni, ma che non ha ancora individuato un modello di classroomriferimento a livello globale. Le certezze non sono molte, ma se ce n’è una che si è ormai consolidata è che la tecnologia giocherà un ruolo decisivo, in primo luogo come strumento abilitante per una nuova didattica, come opportunità per superare la vecchia lezione frontale con un modello collaborativo di costruzione del sapere e l’apertura della scuola alla rete. In Italia il dibattito si è concentrato su questioni cruciali come la figura del docente, l’organico, l’autonomia scolastica, la gestione delle risorse. Ma le linee guida per la “Buona Scuola” presentate questa settimana delineano anche gli interventi che riguardano la scuola digitale, partendo dall’assunto che «la tecnologia digitale deve diventare sempre più strumentale alle esigenze di una didattica flessibile e collaborativa», spiega il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.
D’altra parte «la didattica per competenze, così com’è richiesto dall’Europa, è difficile da perseguire senza la tecnologia che intervenga per agevolare la condivisione e la collaborazione tra docenti e studenti, la capacità di aggregazione dei saperi e la strutturazione di percorsi formativi individualizzati», spiega Lorenzo Tavazzi, direttore Area Scenari e Intelligence di garrxThe European House-Ambrosetti, che ha coordinato il rapporto sull’istruzione (per conto di Hewlett-Packard) presentato ieri al forum di Cernobbio. La sfida dell'”Educazione per il 21° secolo” – così è intitolato il report – parte dall’assunto che il capitale umano ha un ruolo fondamentale nella performance dell’economia e che quindi il sistema educativo è cruciale per la competitivtà. «Il processo educativo punta ad “accendere un fuoco” nei ragazzi», afferma Kishore Mahbubani, professore all’Università di Singapore, spiegando come non basti la tecnologia da sola: «È necessaro un confronto collaborativo tra studenti e docenti». La scuola è chiamata quindi a cambiare paradigma.
In questa trasformazione il digitale assume un ruolo facilitante in termini di relazioni, perché è connessione e collaborazione in rete. Per questo le linee guida del Miur mettono l’accento sull’obiettivo prioritario di connettere le scuole italiane in banda larga, piuttosto che di riempirle di device mobili o di Lim: «Non è accettabile che solo il 25% delle scuole secondarie sia connesso in banda larga», afferma il ministro Giannini. «Su questo faremo un grosso sforzo – prosegue -. Il tema degli strumenti deve rappresentare un grande investimento nazionale che veda Miur, Regioni e imprese uniti verso una convinta visione di scuola digitale in cui la tecnologia non sia costrittiva, centralizzata e istituzionale, ma diffusa e fortemente finalizzata a migliorare la didattica».

Qui il post originale: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2014-09-07/competenze-digitali-la-nuova-didattica-081253.shtml