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Su quel barcone, perché?


lamPerché siete saliti su quei barconi, da quale terribile situazione state fuggendo per correre il rischio dimorire affogati nel mediterraneo, come vi trovate in Italia, cosa pensate degli Italiani… queste e tante altre domande gli allievi del Liceo porranno venerdì 28 novembre 2014 all’Antares agli ospiti delle comunità d’accoglienza della Caritas della Diocesi di Frosinone, durante l’assemblea studentesca del mese di novembre.   I ragazzi ascolteranno storie e drammi a volte poco noti: la ragazza eritrea costretta a fingersi moglie del fratello per non subire violenze in Libia, il ragazzo afgano costretto a viaggiare in un cassone del camion senza poter mai scendere nemmeno per i bisogni corporali, o la donna gambiana che racconta delle violenze subite dalla sua famiglia: tante storie, tanto dolore, tanti drammi. La Caritas di Frosinone oggi ospita nelle sue case d’accoglienza 95 rifugiati, provenienti da Mali, Gambia, Nigeria, Senegal, Eritrea, Afganistan, Siria, Costa d’Avorio.  La caritas accoglie gli immigrati sapendo che si tratta soltanto di un momento provvisorio prima che tutti possano riprendere la loro strada. Per questo la caritas non si preoccupa soltanto di sfamarli e vestirli ma li inserisce nelle scuole, nelle attività lavorative e anche in quelle sportive. Tanti volontari delle parrocchie si sono coinvolti in questi mesi con generosità e amore per consentire a questi amici giunti da lontano di trovare accoglienza.

L’assemblea inizierà alle ore 8,30. le presenze saranno rilevate dagli studenti del Comitato organizzatore.

qui tutte le info necessarie per la partecipazione 

Fai clic per accedere a c150-assemblea-istituto-ven-28nov14.pdf

qui alcuni materiali per la riflessione

https://liceoceccano.com/2013/10/06/due-campanelle-siamo-i-privilegiati-e-non-ce-ne-accorgiamo/

https://liceoceccano.com/2013/10/07/su-quella-barca/

https://liceoceccano.com/2013/10/17/i-primi-saranno-gli-ultimi/

https://liceoceccano.com/2013/10/03/lampedusa-il-mare-dei-morti-non-capisco/

 

Due campanelle… siamo i privilegiati e non ce ne accorgiamo


lamDue campanelle che acquistano un suono diverso dal solito.
Due campanelle fragorose, che interrompono le lezioni e ci ricordano della tragedia che ha trafitto il Mediterraneo lo scorso 3 ottobre.
E per un minuto la testa vola altrove. Oggi, 4 ottobre, è stato dichiarato giorno di lutto nazionale.
E poi? Cosa accadrà?
Sentiremo ancora, tra qualche tempo, parlare di barconi, profughi, centri di accoglienza in sovraffollamento, morti, un mare che diventa cimitero?
In quel minuto, lunghissimo, mi sento fortunata.
Fortunata perché sono nata nella parte giusta del mondo; fortunata perché non devo combattere guerre per ottenere  i miei diritti; fortunata perché capisco finalmente che la routine che tanto disprezzo è un lusso che non è concesso a tutti. Perché scuola, casa, famiglia, cibo non sono un diritto ovunque.
Siamo i privilegiati del mondo e nemmeno ce ne accorgiamo. Penso a quelle immagini, a quei corpi. A quel mare che divide due mondi. Da un lato benessere, democrazia. Dall’altro iniquità, disuguaglianze, guerre.
E credo che la  disperazione di chi sale a bordo di quei piccoli scafi per affrontare quel bacino d’acqua che li divide da noi, sia anche nostra.

La campanella suona, il minuto è finito, si riaprono i libri e le lezioni proseguono.
Ma quel minuto, quei pensieri, i discorsi che riempiono le reti televisive ed i giornali devono avere un fine utile, devono servire a qualcosa.
Perché ci separa solo un lembo di mare, del nostro mare, e non possiamo permetterci di nuovo che quell’acqua si vesta di carne umana e disperazione.

Sofia Ferracci, 4B

In sintonia con le parole di Sofia due segnalazioni per l’approfondimento personale e di classe

Articolo Domenico Quirico

Articolo Osservatore