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Un euro per salvare la vita


E’ quanto stanno raccogliendo gli allievi del Liceo fabraterno per dotare l’Istituto di un defibrillatore, un euro a testa.

Ogni giorno frequentano il Liceo di Ceccano più di 800 persone: potrebbe verificarsi un’emergenza importante e la disponibilità di un defibrillatore e di personale addestrato al suo uso potrebbe riuscire a salvare una vita. Purtroppo, come spesso accade, le istituzioni chiamate a rendere disponibile questo strumento così importante non hanno la disponibilità finanziaria.

E così al Liceo, mentre in 5, tra professori e studenti maggiorenni, hanno conseguito il patentino per l’utilizzo dell’apparecchiatura, gli studenti hanno deciso di fare da soli: un euro a testa riuscirà a coprire gran parte della spesa. Il resto lo si troverà tra i professori, la Croce Rossa, altri Enti. Martedì 29 maggio, nell’ambito della manifestazione Per ben finire, insieme al torneo di pallavolo, ci sarà anche uno stand della Croce rossa con la proposizione di tecniche di primo soccorso e quindi la consegna di quanto raccolto al Dirigente scolastico perché provveda all’acquisto dell’attrezzatura.

Per chi ha cuore: un euro per il defibrillatore


Il Liceo è una comunità di 800 persone che ogni giorno vivono insieme per 4,  5,  a volte più ore. Accadono emergenze, alcune delle quali possono rivelarsi impegnative. Alcuni docenti ed alcunni maggiorenni hanno frequentato il corso per l’utilizzo di un defibrillatore ma è un apparecchio che costa. Così è sceso in campo il Comitato degli studenti:

Il comitato degli studenti del Liceo di Ceccano si sta impegnando per acquistare un defibrillatore, il cui costo è  di circa  1200€. Ecco le considerazioni che ci hanno spinto ad impegnarci:
1) l’unico modo per sopravvivere ad un arresto cardiaco sarebbe l’intervento, entro  5 minuti, di un defibrillatore;
2) le morti per arresto cardiaco colpiscono circa 60 000 persone di tutte le fasce di età, tra cui circa 1000 giovani sotto i 35 anni.
Molte persone mi hanno chiesto come funzionerebbe questo “aggeggio”, e soprattutto se ci sarebbero persone competenti per poterlo usare all’interno della nostra scuola?    Il defibrillatore fa un’analisi del ritmo cardiaco e se riscontra la necessità’ di dare una scarica, basta premere un pulsante perché questa avvenga. Il defibrillatore però può essere usato solo da persone adeguatamente istruite con un corso di rianimazione cardiopolomonare dopo il quale viene rilasciato un patentino. Sarebbe un peccato non riuscire a comprarlo visto che nella scuola ci sono più di 5 persone con il “patentino”!

Non è il primo anno che il prof Langiu tenta di raggiungere questo “traguardo” e personalmente mi sono chiesta perché non ci sia mai riuscito. Non credo sia un’utopia raggiungere una somma di 1200 euro in una scuola di più di 700 persone tra alunni, docenti e personale ATA.

Ogni volta che si affrontano discorsi di questo genere mi sorge spontaneo chiedermi del perché si spendano tanti soldi futilmente per tante piccole cose, e invece per una causa che io credo sia giusta e che riguardi tutti, sia così difficile rendere tutti partecipi? Un esempio evidente l’abbiamo avuto nel periodo delle elezioni: quanta carta e quanti soldi sprecati per tutti quei manifesti? Non ne sarebbero bastati anche solo un terzo? Scusate se tiro in ballo la politica, ultimamente lo facciamo un po’ tutti!

 La raccolta dei soldi già è iniziata classe per classe e si concluderà lunedì 28 maggio. Il giorno successivo ci sarà la finale  del torneo di basket. Per l’occasione la croce rossa allestirà uno stand dove farà dimostrazioni sul pronto soccorso. La croce rossa si è impegnata ad aggiungere la quota mancante in caso non si ci riuscisse a raggiungerla.

Invito tutti a mettere quel poco che basta per ottenere uno strumento in grado di salvare una vita.

Diamoci da fare!

Chiara Ciotoli