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Global Junior Challenge, le foto e le idee


Qui le foto dell’exhibition per il Global Junior Challenge, i cui il Liceo è stato finalista. Un grazie ad Emanuela Lo Scalzo, che con la sua macchina fotografica racconta ciò che accade al nostro Liceo

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Mentre Sofia Ferracci ci racconta ils enso della giornata romana:

Intergenerazionalità.
Interculturalità.
Abbattimento delle barriere.

Sono state queste le parole chiave di una splendida mattinata a Roma, accolti dalla scuola Don Gioacchino Rey, nell’ambito del “Global Junior Challenge” che ha visto il Liceo di Ceccano tra le 12 scuola finaliste di tutto il mondo.

Da nord a sud, da est a ovest, uniti da quella grande rete che è il web, composta da blog, forum e siti internet. Una giornata per vedere  con i nostri occhi cosa significa “imparare” oggi; un confronto che rappresenta una gigantesca chance di arricchimento. Ed è così che un gruppo di ragazze orientali ha la possibilità di scoprire come si fa scuola a Ceccano, mentre noi impariamo come si misura il mondo grazie ad una scuola francese. Tutti lontani, ma tutti uniti.  Tutti diversi gli uni dagli altri, ma tutti studenti del XXI secolo, che per la prima volta nella storia dell’educazione, hanno la possibilità di vivere la scuola al di fuori dell’edificio scolastico, e vivere l’istruzione come qualcosa di globale al pari dell’era in cui viviamo. E non importa le sfide che il futuro ci riserverà; oggi sappiamo che noi giovani non siamo soli, e che il mondo può essere cambiato,
grazie a noi.

Sofia Ferracci IIIB

Il Liceo in finale per il Global Junior Challenge


Il Liceo è stato prescelto come finalista per il Global Junior Challenge per l’integrazione delle nuove tecnologie nella didattica:  la cui premiazione ci sarà in Campidiglio a Roma, nella Sala della Protomoteca, venerdì 19 ottobre 2012 alle ore 10. Il Premio ha come scopo quello di evidenziare i progetti più innovativi nell’uso delle nuove tecnologie. Protagonisti del concorso sono scuole, associazioni, istituzioni pubbliche e private, cooperative, università, aziende e singole persone provenienti da ogni parte del mondo che hanno realizzato progetti che prevedono l’uso delle nuove tecnologie (internet, la realtà virtuale e i sistemi multimediali) a fini educativi. I progetti candidati arrivano da tutto il pianeta, dal Nepal al Perù passando per il Malawi. 19 i paesi di provenienza dei progetti finalisti, con molte collaborazioni transnazionali. Anche l’Africa più povera ha voluto far sentire la propria voce: tra i progetti africani candidati, molti provengono dai paesi a più basso reddito.

E il Liceo è stato scelto insieme con 11 scuole di tutto il mondo per il suo rapporto con le nuove tecnologie e gli strumenti più utilizzati dai ragazzi, i nativi digitali. Cinque le tipologie di premi previsti, consegnati dal vicesindaco di RomaSveva Belviso alla presenza del presidente della Fondazione Mondo Digitale Gennaro Sangiuliano: il premio del Global Junior Challenge(una medaglia raffigurante la lupa etrusca con Romolo e Remo, simbolo della fondazione della Città di Roma) ai progetti vincitori selezionati tra tutti i partecipanti; il premio del Presidente della Repubblica (sei medaglie d’argento) ai progetti più innovativi realizzati dalle scuole italiane; Small Fund Award per i progetti provenienti dai Paesi in via di sviluppo e il premio “i-Prof” assegnato da Intel Italia – che donerà al docenteche ha realizzato l’idea più innovativa un portatile di ultima generazione e ilviaggio premio al Forum UNAOC di Vienna in collaborazione con UNAOC. Un progetto ambizioso come il GJC si avvale di una fitta rete di partnership, tra queste la rivista La Scuola Possibile, media partner dell’evento.

La selezione per la finale conferma il grande impegno profuso in questi anni dal Liceo per le nuove tecnologie nella didattica e nell’organizzazione scolastica. Il progetto presentato dal liceo si chiama Vivere, studiare, sognare cliccando e si basa sul fatto che gli adolescenti che oggi frequentano la scuola sono diversi da quelli di alcuni anni fa: il loro rapporto con le nuove tecnologie, nativi digitali, li ha cambiati profondamente modificando la stessa antropologia, con nuovi metodi di apprendimento, di comprensione del reale, di strutturazione stessa del pensiero. La scuola deve aprirsi ai nativi digitali con la capacità di ripensarsi completamente. Il progetto può essere letto interamente qui 948