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Il grazie del Canada al Liceo e alla sua orchestra


ambassadorE’ stato l’Ambasciatore del Canada in persona, Peter Mc Govern, a ringraziare il Liceo di Ceccano per la vicinanza e la disponibilità dimostrata in occasione della Cerimonia ufficiale di commemorazione del 70° Anniversario della campagna d’Italia, svoltasi a Cassino, lunedì 24 novembre. Il ministro canadese ha voluto ringraziare personalmente la delegazione del Liceo, presente in forma ufficiale alla commovente celebrazione che ha visto riuniti a Cassino i reduci della campagna d’Italia: Le giubbe rosse della Mounted Police, le cornamuse, le medaglie dei reduci e dei militari presenti, i momenti di silenzio e di ascolto ma anche le battute umoristiche del cappellano che 70 anni fa accompagnò i militari canadesi nella sanguinosa strada verso Roma e mountedche ha ricordato agli Italiani che probabilmente parleremmo tutti tedesco se non ci fossero stati quei giovani ragazzi che morirono a Cassino e  lungo la Valle del liri e anche a Ceccano, liberata dalla truppe canadesi negli ultimi giorni maggio del 44. Proprio per queste ragioni il Liceo ha accolto con entusiasmo l’invito dell’Ambasciata del Canada: l’orchestra Juvenis Harmonia Fabraterna, diretta da Massimiliano Malizia, ha eseguito gli Inni Nazionali, mentre tre allievi del Liceo Alessia Ferri, Manuela Cimaroli e Nicholas Mastrogiacomo hanno letto la Promessa di Ricordare quanti hanno dato la loro vita per il bene e la libertà degli altri

Qui le altre foto della giornata insieme ai filmati del momenti più significativi

70th Anniversary of Italian Campaign

Gli allievi del Liceo hanno offerto all’Ambasciatore una copia del libro scritto dagli studenti, in occasione del 70° anniversario della Battaglia di Ceccano, in cui nelle pagine da 64 a 75 si riportano molte notizie sulle truppe canadesi. Il libro si può trovare qui Ceccano e la guerra 1944-2014

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18 maggio 1944: 70 anni fa i Polacchi conquistavano Montecassino


18 maggio 1944, i soldati polacchi entrano nell’abazia di Montecassino, dopo 5 mesi di battaglie

I segni delle ferite…


san-pietro-bombardataAvevo 5 anni, mi tirarono fuori dalle macerie, abitavo proprio di fronte la chiesa di S. Pietro. Le prime cure me le prestò un soldato tedesco: ancora oggi ho i segni delle ferite…

Avevo 12 anni, non andavamo a scuola perché erano state chiuse. Abitavo, come oggi in via Solferino: alle prime esplosioni mamma ci cacciò via di casa e ci spinse quasi a forza a correre verso Grutti, dove c’erano le caverne della fornace. Ci infilarono tutti noi bambini lì dentro. Era freddo: andavamo lì ogni notte…

Queste le testimonianze dei superstiti, stamane, a Ceccano, alla cerimonia del 4 novembre, la cui attenzione naturalmente è stata concentrata sul 70° anniversario del bombardamento: ed è stato bellissimo il loro racconto spontaneo agli allievi del Liceo presenti alla manifestazione. Per non dimenticare, appunto.

L’associazione Cultores Artium ha provato a fare una specie di inventario dei danni provocati dalle bombe. Scrivono: Dal novembre ’43, ciò che pareva un lontano spettacolo, divenne realtà. Da quel giorno, la città subirà oltre trenta bombardamenti, che ne cambieranno per sempre l’aspetto ed il panorama, che non sarà mai più lo stesso. I luoghi più importanti furono colpiti dalle bombe, tra questi le chiese di San Nicola, Santa Maria A ber1Fiume, S. Pietro e Palazzo Berardi.
Palazzo Berardi era un imponente palazzo residenziale di proprietà del marchese Filippo Berardi, personalità di spicco della politica nazionale e della storia ceccanese, promotore di numerosi lavori di ammodernamento della città.
Conosciuto anche come ” Villa Berardi ” per la presenza tutt’intorno di un rigoglioso giardino, il palazzo venne costruito nel 1862 seguendo il progetto dell’architetto Antonio Cipolla, lo stesso che si occupò in quegli anni del restauro del Castello dei conti de Ceccano
ber2Davanti al palazzo c’era l’omonima piazza, arricchita a fine ’800 dallo splendido “Fontanone dei Delfini” e da due grandi fontane d’ottone a forma di leoni che abbellivano il ponte sul fiume Sacco. Verso la fine del Secondo Conflitto Mondiale, ciò che restava del palazzo, già pesantemente danneggiato dai bombardamenti americani, venne fatto saltare in aria dai tedeschi in ritirata assieme al ponte e al vicino Borgo Berardi. I leoni in ottone furono trafugati; una parte del Fontanone dei Delfini è stato recuperato alcuni anni fa e posto all’interno della Villa Comunale. L’area dove sorgeva l’elegante residenza è oggi occupata da due edifici, costruiti intorno agli anni ’60.