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Le nuove droghe e la scuola, il Liceo al convegno internazionale al Gemelli


newdrugs

Il Liceo sarà presente con una delegazione.

Per le info sul Convegno qui http://www.allertadroga.it/

E’ possibile seguire in diretta streaming il convegno qui  http://www.cst-ciccarelli.it/stream/index.php?rqs=italia

In videoconferenza contro tutte le droghe


DSC_0005Due classi del Liceo, la I B e la I F, parteciperanno mercoledì 23 aprile, alle 11 alla videoconferenza Edulife, per discutere di droga e di disagio giovanile con i compagni di altre 5 scuole italiane, insieme a medici ed esperti in varie città. Grazie ai nuovi media è così possibile che un medico specialista dell’ospedale di Verona possa  dialogare con quattro classi di studenti, sparse sul territorio italiano, senza doversi muovere dal suo posto di lavoro. Edulife è organizzata dal Miur in collaborazione con il Dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del Consiglio. La videoconferenza diventa così un’ottima occasione di incontro e di scambio fra diverse realtà scolastiche e potrà essere così utilizzata per molteplici iniziative. Questa modalità è usata sempre più spesso al Liceo e la partecipazione degli allievi al dibattito è sempre entusiastica. Lo scorso anno ad Edulife insieme ai ragazzi del Liceo parteciparono quelli dell’Istituto Caracciolo di Napoli, dell’Itis Majorana di Termoli e dell’Alberghiero Budoni di Arzachena in Sardegna. Diverse altre conferenze sono previste al Liceo nelle prossime settimane, sia per gli allievi che per i prof. La banda ultra larga consente un ottimo livello di trasmissione, senza i consueti inconvenienti dovuti all’insufficienza dell’infrastruttura di comunicazione. 

Riflettere, incontri che ci aiutano a riflettere


di Luisa Coppolaro, II B

ancda2Nella mattinata del 18 Gennaio 2014, alcuni alunni delle classi 2A,2B,2D si sono recati presso la sede a Fiuggi dell’associazione Ancda (Associazione Nazionale Contro il Disagio e l’Alcolismo) per assistere alle testimonianze di alcuni ex-dipendenti dalle molteplici droghe che ci circondano, tra le più comuni troviamo: alcool, sostanze stupefacenti e gioco d’azzardo. Questi ”maestri di vita”, ci hanno dato, attraverso le loro testimonianze, alcuni importanti spunti di riflessione. Personalmente ho notato che, nonostante i tipi di dipendenza fossero diversi tra loro, le conseguenze sono state le stesse per tutti. Sono riuscita a capire che tali dipendenze, creano una vera e propria assuefazione che porta il singolo individuo a non poterne farne a meno, danneggiando non solo il proprio fisico, ma anche la propria psiche.
Questo malessere psico-fisico porta l’indivudio ad isolarsi, allontanando di conseguenza tutte le persone a lui più vicine. Infatti ogni testimone ha raccontato di essersi ritrovato del tutto solo, senza più l’affetto della famiglia o degli amici, quelli veri. Questi infatti erano circondati soltanto da persone che non volevano il loro bene, ma approfittavano di essi e delle loro debolezze, peggiorando lo stato di tossico-dipendenza che li caratterizzava.
Il dottor Vito Grazioli, ha definito il disagio, la dipendenza, l’alcolismo come ”amore ammalato che ha bisogno d’aiuto” e lui, come altri dottori che si occupano di questoancda1 genere di cose, hanno i mezzi necessari per curare questo amore; non si tratta di medicine, ma di prendere per mano questi ragazzi e farli uscire da quel labirinto che è la dipendenza.
ancda3Gli ex-dipendenti, hanno esclamato ad occhi lucidi davanti a tutti noi, di essere fieri di loro stessi, ora che riescono a controllare quell’impulso che il loro cervello gli trasmetterà per forse tutta a vita.
La maggior parte dei ragazzi, incuriositi, ponevano domande alle quali i singoli testimoni davano, forse anche con un po’ di fatica essendo la testimonianza stessa una terapia per ognuno di essi, risposte. Tra queste quella che mi è rimasta più impressa è stata la seguente:
”-Ora che ne è consapevole, cosa la spinge a resistere alla tentazione?”
”-La paura. Ora so che se dovessi ricascare in questa terribile trappola, non ne uscirei più. Così con tutte le mie forze ho dovuto rinunciare a molte cose: partecipare a feste, uscire con molti dei miei vecchi amici, se così vogliamo chiamarli. Non voglio sapere più nulla della mia vecchia vita, per il mio bene, ma soprattutto per il bene di mio figlio, che ha soli tre anni. Quelle sostanze avevano annullato ogni traccia di sentimenti nel mio cuore, ero diventato un mostro. Ora posso correre in contro a mio figlio, o ad i miei genitori, ed abbracciarli come non ero mai riuscito a fare prima.”

Adolescenti e droghe, intervista della preside ad Avvenire


Il quotidiano Avvenire ha intervistato la preside Senese sul tema della prevenzione della diffusione delle droghe tra gli adolescenti. L’intervista è stata pubblicata nell’edizione nazionale del quotidiano, domenica 12 gennaio a pag. 9.

intervista avvenire

qui la pagina intera in formato pdf  Avvenire pag. 9

Fumi spinelli a scuola? Sarai stupido


Il capo del Dipartimeno Politiche Antidroga ha presentato con il Miur i dati su chi usa cannabis in età scolastica: riscontrerà una riduzione del QI di circa il 10% dopo vent’anni. Ma sono in arrivo nuovi metodi di prevenzione e di informazione. Al convegno erano presenti anche due classi del Liceo di Ceccano, in rappresentanza di 58 istituti italiani che hanno partecipato alla ricerca. Ecco come illustra il convegno il quotidiano La Stampa, tramite il portale skuola.net

Secondo quanto riporta il portale specializzatoSkuola.net, ieri 4 dicembre il Dipartimento Politiche Antidroga ha presentato insieme al Miur i dati sull’uso di droga e alcol tra i ragazzi e ha illustrato una linea innovativa di prevenzione nelle scuole: seminari e discussioni tramite videoconferenza, in grado di collegare tra loro diversi istituti in tutto il paese e di coinvolgere studiosi ed esperti illustri di tutto il mondo. Inoltre sarà possibile accedere ad altri contenuti video ed immagini online. L’esperimento ha coinvolto circa 3500 studenti , che hanno ricevuto una corretta informazione al fine di prevenire l’uso di droghe durante l’età scolastica, quando è più pericoloso per lo sviluppo della materia cerebrale: infatti, chi ha fatto uso regolare di cannabis da prima da adolescente ha manifestato una riduzione del quoziente intellettivo fino al 10% dopo vent’anni.

scuolatene NON SAPEVO FACESSE COSI’ MALE – Il dott. Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga, ha illustrato i dati del consumo di droghe tra i ragazzi, sottolineando come sia cresciuto nell’ultimo anno soprattutto l’uso di cannabis. Forse per l’estrema facilità di reperibilità di certi prodotti anche su internet, ma anche per la sottovalutazione degli effetti delle “droghe leggere” sulla salute. Eppure, secondo un recente studio che ha analizzato circa 1000 persone, chi di loro avesse fatto uso di spinelli prima dei 18 anni ha presentato dopo 20 anni danni al quoziente intellettivo, addirittura diminuito di un valore che va tra il 5 e il 10%. Questo perché oggi, spiega il dott. Serpelloni, il principio attivo contenuto dalle piante è stato potenziato vertiginosamente. In natura una pianta contiene THC per il 5 – 7%, ma alcuni nuovi innesti raggiungono il 55% e sono delle vere bombe per il cervello, soprattutto di un adolescente: “ E’ naturale che l’uso di droga e alcol durante lo sviluppo comporti una deviazione di esso“.

INFORMAZIONE, LA VIA PER LA PREVENZIONE – Per questo il DPA insieme al Ministero dell’Istruzione ha dato il via ad un nuovo metodo per insegnare ai ragazzi i rischi che comporta l’uso di droghe, da quelle leggere a quelle pesanti, e di alcol. Il progetto Edu Life ha coinvolto circa 3500 ragazzi e 58 istituti, che grazie al sistema delle videoconferenze hanno partecipato a discussioni e seminari e hanno condiviso informazioni importanti per la loro educazione. Grazie alle videoconferenze è stato estremamente facile e privo di costi introdurre nelle scuole nuovi contenuti e l’incontro con altri studenti di diverse zone italiane, oltre che con esperti di fama mondiale.

lic2 AI RAGAZZI PIACE SAPERNE DI PIU’ – Secondo i dati presentati dal dott. Serpelloni, i risultati dei test di valutazione dell’apprendimento dei ragazzi in seguito alle videoconferenze documentano un incremento del 5,8% delle risposte corrette. In più circa il 44,7% di loro considerano le informazioni ricevuti molto utili per la loro vita quotidiana, e il 40,3% esprime comunque un commento positivo. Annalisa Mizzoni, studentessa del liceo scientifico e linguistico di Ceccano, che ha partecipato all’iniziativa, dice che “ Non sapevo che le droghe leggere avessero effetti così gravi. Le informazioni che abbiamo avuto sono state molto importanti“.

E IL WIRELESS? – Il vicepreside del liceo scientifico e linguistico di Ceccano, Pietro Alviti, nel suo intervento durante la conferenza al Miur sottolinea l’importanza dell’informazione sui rischi delle droghe non solo per gli studenti, ma anche per docenti e famiglie. E auspica che il progetto delle videoconferenze abbia successo soprattutto grazie all’ampliamento della copertura di rete anche quelle scuole che ancora non possono accedere ad internet e che, di conseguenza, rimangono escluse da questo tipo di iniziative. Marco Rossi Doria, sottosegretario all’istruzione, ha replicato dicendo che si interverrà per ampliare le risorse di rete perché in futuro tutte le scuole possano avere internet. E continua il suo intervento sull’iniziativa sostenendo che “ avere a disposizione informazioni scientificamente fondate sulle sostanze stupefacenti e sulle dipendenze e’ il primo fondamentale passo perché i ragazzi possano acquisire consapevolezza e sviluppare comportamenti responsabile

post originale qui http://lastampa.it/2013/12/05/blogs/skuola/fumi-spinelldiventerai-stupido-fJh5Mj8L9XWnavLay7zfQO/pagina.html

Edulife, per una scuola senza droghe


20131204_143643Sono 3554 gli studenti partecipanti, 58 gli istituti coinvolti e 18 le regioni raggiunte. Questi i risultati perseguiti nel 2013 dal progetto ‘Edu Life’ per la prevenzione dall’uso di droghe, nato dalla collaborazione tra Dipartimento politiche antidroga (Dpa) della Presidenza del consiglio dei ministri e il Miur dove e’ stata presentata oggi l’iniziativa. La videoconferenza e’ lo strumento innovativo del progetto che ha visto i ragazzi in diretto contatto con gli esperti neuroscienziati ”i quali, attraverso nozioni e dati scientifici, senza alcun approccio proibizionista o negazionista, hanno dato loro elementi di consapevolezza e responsabilizzazione in materia di uso di 20131204_150648droghe”, ha illustrato il presidente del Dpa, Giovanni Serpelloni, che ha presentato il progetto insieme al sottosegretario del Miur, Marco Rossi-Doria, di fronte ai ragazzi delle classi II B e II F del Liceo di Ceccano, invitati dal Ministero, in rappresentanza di tutte le scuole che hanno preso parte al progetto. Una dei ragazzi, Annalisa Mizzoni, ha anche raccontato la sua esperienza nelle videoconferenze che hanno visto coinvolto il Liceo di Ceccano

20131204_153709Se l’85% degli studenti partecipanti ritiene utili le informazioni ricevute, il problema di assicurare una efficace prevenzione resta alto alla luce degli ultimi dati disponibili – quelli presentati dal Dpa lo scorso maggio – che vedono il 23,4% dei ragazzi di eta’ compresa tra i 15 e i 19 anni aver fatto almeno una volta uso di cannabis nell’ultimo anno. Se la cannabis recupera posizione tra le droghe piu’ consumate, l’Italia e’ 27ma su 28 paesi Ue per acquisto delle ‘Nuove sostanze psicoattive’ (Nsp) vendute principalmente su internet anche sotto forma di incenso o profumatori ambientali, come ha attestato di recente Eurobarometro. Il buon dato italiano si spiega anche ”perche’ il nostro sistema d’allerta funziona: abbiamo chiuso circa 470 siti che li promuovevano”, ha indicato Serpelloni. Se internet e’ piazza di spaccio, e’ anche utile strumento di educazione e sensibilizzazione. ”Gia’ entro il prossimo anno scolastico dovremmo lanciare la versione sperimentale di una app interattiva sull’uso delle sostanze stupefacenti e i rischi che comporta, che rimandi i ragazzi ai link di approfondimento ulteriore e li metta in grado di intetagire direttamente con gli esperti”, ha preannunciato il direttore del Dipartimento politiche antidroga.

Qui i risultati complessivi del progetto con tutta una serie di suggerimenti per la lotta alle droghe.

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Qui le altre foto della giornata edulife 4 dicembre 2013 Roma

Edulife, in videoconferenza per parlare di droga


Seconda videoconferenza per gli allievi del Liceo, stavolta la classe I B, per discutere di droga e di disagio giovanile con i compagni dell’Istituto Caracciolo di Napoli, dell’Itis Majorana di Termoli e dell’Alberghiero Budoni di Arzachena in Sardegna. Grazie ai nuovi media è stato così possibile che un medico specialista dell’ospedale di verona abbia potuto dialogare con quattro classi di studenti, sparse sul territorio italiano, senza doversi muovere dal suo posto di lavoro. La videoconferenza diventa così un’ottima occasione di incontro e discambio fra diverse realtà scolastiche e potrà essere così utilizzata per molteplici iniziative. la partecipazione degli allievi al dibattito è stata entusiastica.

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In teleconferenza a discutere di droga


La I F ha partecipato ad Edulife, il progetto del Ministero che collega in teleconferenza strudenti di ogni parte d’Italia per discutere di droga. L’esperimento ha dato risultati positivi. Insieme ai ragazzi del Liceo di Ceccano c’erano anche il gruppo degli animatori dell’Edulife di Verona e dell’Istituto Tecnico Tursi di Matera

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Non mollare mai, ragazzo


 

Quando alle tempie impazzite sale la storia di un giovanissimo che, oppresso dalla prepotenza, decide di farla finita, viene da gridare: non mollare mai.  Quando le orecchie sono graffiate dalle urla silenziose di un ragazzo percosso e umiliato dalla violenza dialettica e fisica più gratuita, viene da pensare a voce alta: non mollare mai.

Frasi smozzicate, deturpate dall’impossibilità a chiedere aiuto, a fare un passo avanti per tentare di cambiare il corso della propria storia personale, è la paura a fermare il cuore, il sopruso e la prevaricazione a non fare più vedere a un palmo dal naso. Forse in queste assenze che mordono le coscienze, c’è responsabilità di chi è deputato a vigilare, non solamente a stirare, riordinare, lavorare, oppure leggere i compiti, dare i voti, avendo elargito qualche nota scarna di appunti importanti.

Un giovanissimo è all’angolo, non parla, rimane all’ultimo banco coperto, nascosto, l’attenzione ha preso altre strade. Noi ce ne stiamo abbottonati alle nostre belle certezze, in fin dei conti: “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”, come a dire che non c’è da preoccuparsi, più semplicemente sono eventi critici messi nel conto per mandare avanti la baracca a nome società. Quell’adolescente che non ce la fa più a sopportare la propria resa, è il sintomo di una collettività che non ha più numeri per rinnovarsi, per rendere creativa e prima ancora intuitiva la vita di ciascuno dei suoi componenti: quando c’è di mezzo un giovane, stiamo parlando di protagonisti,  quelli che faranno la differenza domani.

Un ragazzo è stato messo sotto a scuola dal “famoso” di turno, un altro non regge alla “vergogna” della bocciatura, un altro ancora sta dentro l’adrenalina comprata per strada, dove nessuno è al corrente dello spaccio, ma la vendita, l’acquisto, il  consumo  di sostanze illegali non è celato, è uno status quo consolidato, prima dell’interrogazione, in ufficio, in oratorio, al pub, ogni fine settimana per sentirsi “finalmente” leoni. “Non mollare mai”, è facile dire così, mandare in avanscoperta le parole, le formule magiche, poi ci sono le persone che rimangono lì paralizzate dall’incuria personale, tutto ciò che accade è dall’altra parte della strada, non a casa mia.

Durante un incontro, un uomo: è proprio vero, non basta un intero paese per educare un figlio. Poco più in là una donna: perché mio figlio e la droga, perché questo dolore che mi taglia a metà lo stomaco, perché mio figlio e il carcere, senza essere ancora un delinquente. Quali le risposte da consegnare loro, forse si tratta di una ingiustizia che colpisce intensamente e direttamente il cuore di una intera collettività? Invece è un  groppo in gola momentaneo, nulla di più, il passato è gia domani, perché  irresponsabilmente lo autorizziamo a ricomporre la sua trama maledetta.

Forse per esorcizzare la radice malata di un pensiero degenerato, l’indifferenza che  avvolge un ragazzo che si uccide nella propria cameretta, lasciando poche righe di denuncia alla vita, alle persone un congedo altrettanto violento, quanto le offese  e le umiliazioni ricevute a tradimento. “Non mollare mai”, neppure di fronte  alla scoperta terribile e incomprensibile di essere improvvisamente soli, con la droga intesa normale, prevaricati da una prepotenza persistente, intenzionale, asimmetrica, è violenza che porta via gli indifesi,  incapaci di parlare, di chiedere aiuto, li porta via pieni di segreti troppo spesso inascoltati.

Non mollare mai ragazzo, guardati attorno e non pensare di essere solo, perché non lo sei, c’è sempre qualcuno, che magari non ti aspetti, ma ti viene incontro, porta la sua mano a stringere la tua, a sradicarti dalla normalità quotidiana del tuo incubo.

Vincenzo Andraous