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Parlare da giovani, la Treccani intervista i ragazzi del Liceo


di Luisa Coppolaro

Sabato 29 agosto, nove ragazzi di età compresa tra i 16 ed i 19 anni, si sono sottoposti ad un’intervista sull’evoluzione del linguaggio giovanile, per meglio comprendere come e quanto siano cambiati i termini usati quotidianamente negli anni. Il responsabile del progetto sull’evoluzione del linguaggio giovanile in Italia della Treccani Enciclopedia, è il Prof. Massimo Arcangeli (linguista, giornalista e critico) che, accompagnato dal cameraman Gianni Gadaleto, è stato paziente ed amichevole con i ragazzi che si sono fatti avanti. Un sondaggio svolto in tutta Italia, da nord a sud, che ha visto protagonista anche Ceccano, rappresentata in quel contesto dall’assessore Mario Sodani che è stato presente fino al termine della giornata. Dopo le prime presentazioni ed alcune indicazioni date ai ragazzi dal cameramen, sono iniziate le prime video interviste, svoltesi all’interno del Castello dei Conti. Iniziando da domande individuali, per poi proseguire ad attività di gruppo, i ragazzi si sono trovati a dover riflettere e confrontarsi con ciò che nel loro parlare quotidianamente danno forse per scontato. Oltre che una raccolta di informazioni da parte di Massimo Arcangeli è stata quindi una giornata meditativa per i partecipanti: rendersi conto dell’evouzione effettiva che la terminologia comune ha avuto e sta continuando ad avere trovandosi, ad esempio, di fronte a termini già sentiti o non senza riuscire a collocarli in una frase o dargli un effettivo significato. Il progetto è stato reso possibile anche grazie alla partecipazione della Dott.ssa Claudia Colafrancesco, che si è impegnata facendo da tramite per la perfetta riuscita di questa importante iniziativa.

I giovani e la camorra, don Manganiello incontra gli studenti del Liceo


mangL’Associazione Culturale Il centro del fiume, giovedi 19 Febbraio alle ore 10.15 presso l’Aula Magna, propone agli studenti del Liceo di Ceccano un incontro con Don Aniello Manganiello, sulle tematiche della legalità e dei comportamenti malavitosi. Il tema è Gesù è più forte della camorra.

Don Aniello Manganiello è stato parroco di Scampia – il tristemente famoso quartiere alla periferia settentrionale di Napoli – per sedici anni, dal 1994 al 2010. Sedici anni durante i quali ha combattuto la criminalità organizzata, strappando alla manovalanza della camorra tantissimi giovani, criticando apertamente l’ipocrisia e la superstizione degli affiliati che ostentano case piene di immagini sacre e rifiutandosi persino di dare la comunione ai camorristi e di battezzare i loro figli. Don Manganiello per questo ha subìto pesanti minacce (soprattutto quando accompagnò una troupe televisiva nei luoghi dello spaccio), ma nonostante gli enormi ostacoli – anche da parte della politica locale – è riuscito a compiere un vero e proprio ‘miracolo’: accendere una luce di legalità e di speranza per il futuro nei bambini e nei ragazzi che vivono in quello che è considerato il quartier generale della camorra. Tra i tanti giovani che Don Manganiello ha strappato alla criminalità, ci sono l’ex boss Tonino Torre, che oggi vive di lavori onesti, e Davide Cerullo, ex pusher del clan Di Lauro, che ora è padre di famiglia, scrive libri e gira l’Italia parlando di legalità.

Il Liceo e la scienza: la nuvola rosa a Tor Vergata


Sono in 5, tutte ragazze, a partecipare alla stage invernale presso il dipartimento di fisica dell’Università di Roma Tor Vergata: Rebecca Penna, Veronica Reali, Raffaeella Celani, Alessandra Masi e Sofia Ferracci per una settimana, dal 2 al 6 febbraio, si interesseranno di tecniche astronomiche per la fisica solare, di dispositivi ottici  per le telecomunicazioni, di astrobiologia, di antropologia forense, di comunicazione e divulgazione scientifica. Una settimana da ricercatori dunque, che l’università di Tor Vergata propone agli studenti delle scuole superiori. Il Liceo di Ceccano partecipa al laboratorio già da diversi anni e numerosi allievi, grazie all’esperienza  effettuata come ricercatori scientifici hanno poi orientato la propria scelta universitaria sulle facoltà scientifiche. Una settimana di lavoro e di studio nei laboratori dell’università, dunque, per capire e mettersi alla prova. Lo stage riunisce 50 studenti provenienti da scuola di tutta l’Italia, li inserisce in dieci gruppi di lavoro, guidati da scienziati dell’università. Per 5 giorni vivono nei laboratori, e apprendono le tecniche più avanzate di ricerca; lavorano in piccoli gruppi, si distribuiscono incarichi e responsabilità, esaminano le teorie di riferimento, sperimentano, relazionano. Il progetto è coordinato dalla prof.ssa Liù Catena e per il nostro Liceo dalla prof.ssa Di Salvatore. E’ questa il secondo stage in cui a partecipare sono tutte ragazze e su 5, ben tre frequentano il linguistico. Forza ragazze, in bocca al lupo.

Qui tutte le info sulla stage http://www.stageatorvergata.it/

I giovani e il lavoro, la soluzione la dà l’IGS, Impresa Giovani Studenti


igs1di Marta Palombi, Michela Ricci, Alessia Bonomo, Federica Rossi, IV E

Un’impresa di giovani per il lavoro: l’approccio dei giovani con il mondo lavorativo nella società odierna è alquanto problematico; purtroppo è sempre più difficile trovare un impiego e le possibilità di raggiungere lo scopo prefissato sono esigue. In questa visione trova spazio l’iniziativa proposta dall’ IGS (Impresa Giovani Studenti), “Impresa Sociale che mira alla crescita del capitale intellettuale e di eccellenza, alla formazione degli studenti, all’etica degli affari ed alla legalità, alla diffusione dello stare in rete, alla creazione di un efficace raccordo tra mondo degli studi e mondo del lavoro”.

Al progetto ha aderito la classe IVE del Liceo Scientifico di Ceccano (FR): sotto il nome di “Plug-in Company”, i ragazzi dovranno gestire una reale agenzia di comunicazione per far conoscere e pubblicizzare nella provincia l’azienda produttrice di software gestionali, la Mondoesa Lazio. E’ un’opportunità non indifferente, che i ragazzi sfrutteranno con la massima serietà ed operosità, avendo come punto cardine la correttezza e la consapevolezza di avere per le mani una grande responsabilità.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle opportunità di alternanza scuola lavoro offerte dal Liceo

Il ministro Giannini allo stand del Liceo di Ceccano al Salone del Libro di Torino


Iministrol ministro dell’Istruzione, Giannini, ha visitato lo stand del Liceo di Ceccano al Salone del Libro di Torino. Il Liceo ha partecipato al progetto MyXbook, iniziativa  sperimentale del MIUR – Dipartimento per l’Istruzione, di ricerca-azione sul tema “libri digitali”. Il progetto nel 2013 ha attivato dodici gruppi-laboratori  di ricerca didattica in dodici scuole di ogni ordine e grado che dialogano in un forum predisposto e costruiscono percorsi sulla piattaforma dedicata. Il prodotto finale, a fine 2014, sarà un prototipo di libro digitale per alcune discipline, tra queste Scienze Motorie. MYXBOOK  è una piattaforma web aperta, per la gestione integrata dei futuri libri di testo elettronici, dove autori, editori, docenti, tutor, istituti myscolastici e studenti possono attivamente interagire, secondo il proprio profilo, per:

–         produrre libri di testo scolastici multimediali

–         personalizzare i contenuti didattici, adattandoli ai nuovi processi di apprendimento in chiave “europea”

–         utilizzare al meglio il libro di testo nell’attività corrente di insegnamento ed apprendimento “socializzato”, durante le lezioni.

Ecco il racconto dell’esperienza, di Saulo Lombardi, autore di myXbook

Conferenze e laboratori, novità e fumetti, idee, progetti ed eventi. Tutto questo e tante altre novità sono state presentate da giovedì 8 a lunedì 12 maggio a Torino al Salone internazionale del libro, una grande festa, un grande Salone dove molti sogni si sono avverati. Un luogo magico, pieno di suoni, di colori dove molti hanno dato sfogo alla loro creatività. Insieme ad associazioni, Enti, Case 20140511_141016Editrici, Centri di studio, Consorzi, Corpo della Croce Rossa, Ausiliari delle Forze Armate ed Editori, il MIUR era lì a presentare un progetto ambizioso ed innovativo MyXBook. MyXBook e’ il super libro di testo elettronico personalizzato e interattivo, una piattaforma di contenuti didattici digitali di qualità certificata. L’obiettivo del progetto è quello di elevare il livello della didattica e soprattutto elevare il livello di apprendimento delle classi, facendo vivere le lezioni attraverso immagini e filmati, attraverso l’impiego del digitale e della multimedialità. Il docente può costruire il suo percorso didattico in base alla classe. Gli studenti sono pienamente coinvolti in un processo di apprendimento rinnovato, ricco di stimoli e di nuove sfide. Il lavoro è stato presentato insieme alla prof.ssa Filomena Rocca, referente nazionale del progetto, e dal Liceo Scientifico di Ceccano che ha contribuito alla creazione dei contenuti di scienze motorie con i suoi docenti.

L’11 maggio Il ministro Giannini ha visitato lo stand del Miur e si è complimentata con la  prof.ssa Rocca ed il DS del liceo, prof.ssa Concetta Senese, per il lavoro svolto.

qui le altre foto Il Liceo al Salone di Torino

 

 

Garanzia Giovani, al via il progetto della Regione per il lavoro ai giovani fino a 29 anni


Garanzia Giovani è un programma rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola né all’università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione. Con la Garanzia Giovani la Regione Lazio investe 137 milioni di euro per garantire ai giovani un percorso di formazione o di lavoro. La Garanzia Giovani è un’opportunità che, oltre a favorire i giovani NEET nella nostra Regione, ci permette di sperimentare un nuovo sistema di servizi e di politiche attive per il lavoro.

Per iscriverti e saperne di più, qui

http://www.regione.lazio.it/garanziagiovani/

Io dico no


di Marta Palombi, III E

dicono1Sabato 9 marzo 2013 nell’aula magna Francesco Alviti ha avuto luogo un convegno tra gli studenti del liceo e le responsabili dello sportello del telefono rosa di Ceccano. Il convegno, dal titolo “Io dico NO alla violenza” si è tenuto il giorno successivo la Festa della donna dell’8 marzo proprio per indurre gli studenti a riflettere su quella che è purtroppo la condizione di molte donne in età contemporanea. Le 20130307_112401donne in Europa oggi in ambito lavorativo guadagnano circa il 20% in meno dei loro colleghi uomini svolgendo lo stesso lavoro: questo dato è a dir poco inspiegabile, in quanto le donne dovrebbero avere le stesse possibilità e gli stessi diritti degli uomini. L’essere donna può essere un fattore di discriminazione in ambito lavorativo, in quanto le aziende tendono a preferire i candidati di sesso maschile poiché la donna è dedita alla crescita e alla cura dei figli e una possibile gravidanza potrebbe essere un “problema” per un’eventuale azienda. Leggi il resto di questa voce

Edulife, in videoconferenza per parlare di droga


Seconda videoconferenza per gli allievi del Liceo, stavolta la classe I B, per discutere di droga e di disagio giovanile con i compagni dell’Istituto Caracciolo di Napoli, dell’Itis Majorana di Termoli e dell’Alberghiero Budoni di Arzachena in Sardegna. Grazie ai nuovi media è stato così possibile che un medico specialista dell’ospedale di verona abbia potuto dialogare con quattro classi di studenti, sparse sul territorio italiano, senza doversi muovere dal suo posto di lavoro. La videoconferenza diventa così un’ottima occasione di incontro e discambio fra diverse realtà scolastiche e potrà essere così utilizzata per molteplici iniziative. la partecipazione degli allievi al dibattito è stata entusiastica.

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Volar via, senza rimpianti


di Chiara Sodani, IV A

alice

Alice Pyne

Si può volare via senza rimpianti? Letteralmente, si può vivere una vita degna di questo nome senza l’ingombro di funi agganciate dolorosamente e claustrofobicamente alla nostra pelle? Volare via, forse dissolversi, con la consapevolezza di essere liberi come quel luccicante aquilone che si rincorreva da bambini? Del quale la spregiudicata danza  riempiva gli occhi di meraviglia? Gettarsi volontariamente giù da una nuvola, da un grattacielo, sapendo che presto ci si schianterà, e al di sotto del nostro volo non ci sarà una rete di salvataggio ad attutire il colpo? Morirai di quel volo, tu lo sai, ma la paura non basta a surclassare l’ebrezza del vuoto, della caduta libera, l’assordante rumore che i tuoi pensieri, sprigionati, producono in un’ingestibile libertà che ti riempie i polmoni.
C’è forse una persona in questo mondo in grado rispondere a questo immenso quesito con la spontaneità del timido sorriso di una tredicenne…
Alice Pyne è una ragazza come tante; nasce in una piccola cittadina della contea di Cumbria, nell’Inghilterra del Nord, da una famiglia modesta e molto unita, circondata dai suoi adorati cani. Quando un fulmine a ciel sereno sconvolgerà per sempre la sua vita, Alice ha solo tredici anni. L’inaspettata notizia colpisce la famiglia come un proiettile d’argento dritto nel cuore e nel cervello, lasciando ben impresso un foro incapace di sanguinare. A puntare con mano ferma la pistola, un fantasma: il fantasma della felicità e serenità che, fino a quel momento, era caratteristica della piccola famiglia. Un’entità da cui è impossibile difendersi o fuggire, un’entità impossibile da aggredire: la morte. Alice Pyne  è affetta dal linfoma di Hodgkin, una rarissima e terminale forma di cancro che in Occidente colpisce una persona su 100.000. Il proiettile d’argento? Leggi il resto di questa voce

Al cuor non si comanda


Il Liceo parteciperà al convegno al Cuor non si comanda che si svolgerà il 14 settembre a Casamari. Si tratta di una iniziativa della Fondazione Italiana Cuore e Circolazione per la prevenzione delle morti improvvise dei giovani.

Saranno presenti gli allievi e i prof che hanno conseguito l’abilitazione all’uso del defribillatore nella scuola e quelli che lo conseguiranno nel corso dell’anno.

Ecco il programma del convegno

Il vescovo e i giovani, le altre foto


Qui le altre foto dell’incontro del 18 maggio, scattate da Ettore Ferrara

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Napolitano: giovani, scendete in campo per cambiare l’Italia


“La mafia e le altre espressioni della criminalità organizzata restano un problema grave per la democrazia”, dobbiamo proseguire la lotta ”con la più grande determinazione e tenacia” sulla strada dell’esempio di Falcone e Borsellino. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Napolitano a Palermo ha lanciato un forte appello ai giovani: “Scendete al più presto in campo – ha detto – per rinnovare la società e la politica”. “Scendete al più presto in campo, aprendo porte e finestre se vi si vuole tenere fuori, per rinnovare la politica e la società. L’Italia ne ha bisogno, l’Italia ve ne sarà grata”.
Così, commosso, Giorgio Napolitano ha chiuso tra gli applausi il suo intervento nell’aula bunker a Palermo. “Non escludo un ritorno allo stragismo – ha affermato il capo dello Stato – non possiamo escludere violenza di stampo stragista”. ”Non ci facemmo intimidire, non lasciammo seminare paura e terrore né nel ’92 ne’ in altre dure stagioni sconvolgenti; tantomeno cederemo ora”.
Lo ha garantito Giorgio Napolitano riferendosi ai recenti attacchi terroristici e ai rigurgiti mafiosi. “Siamo preoccupati per la persistente gravità della pressione e della minaccia mafiosa, non la sottovalutiamo, ma ci sentiamo ben più forti che in quei tragici momenti del 1992 per la crescente mobilitazione di coscienze e di energie che – ha aggiunto – si è venuta realizzando nel nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.

Essere giovani oggi, mons. Spreafico incontra i ragazzi di Ceccano


Gli aveva mandato un saluto all’inizio dell’anno per augurare loro un anno scolastico pieno di soddisfazioni e di crescita umana. Aveva scritto di impegno e di responsabilità. LI aveva invitati ad un dialogo libero e sincero: si aspettava qualche risposta, ne ha ricevute migliaia. 

E così, mons. Spreafico sta incontrando i giovani delle scuole per dialogare con loro proprio su cosa significa essere giovani in questa nostra Italia del 2012, quali problemi, quali ansie, ma anche quante belle testimonianze, quanta solidarietà, quanta gioia di vivere nelle esperienze dei giovani, unica speranza di un reale cambiamento del Paese.

Venerdì 18 maggio, alle ore 9,30, mons. Spreafico incontrerà 500 giovani di Ceccano e dei paesi viciniori: sono gli allievi del Liceo, dell’Itc e dell’Istituto alberghiero che al teatro Antares si confronteranno con il vescovo di Frosinone in quel confronto franco e sincero che proprio mons. Spreafico ha chiesto loro. L’iniziativa è curata dall’Ufficio Scuola della Diocesi di Frosinone: mons. Spreafico ha già incontrato i giovani di Frosinone e Veroli. Sicuramente tra i temi che egli tratterà a Ceccano ci sarà quello della morte del giovane Elis Lushi, precipitato dal 6 piano proprio nel palazzo prospiciente il teatro Antares, quasi a segnare simbolicamente con la sua tragicità, la difficoltà della vita dei giovani oggi. 

Non mollare mai, ragazzo


 

Quando alle tempie impazzite sale la storia di un giovanissimo che, oppresso dalla prepotenza, decide di farla finita, viene da gridare: non mollare mai.  Quando le orecchie sono graffiate dalle urla silenziose di un ragazzo percosso e umiliato dalla violenza dialettica e fisica più gratuita, viene da pensare a voce alta: non mollare mai.

Frasi smozzicate, deturpate dall’impossibilità a chiedere aiuto, a fare un passo avanti per tentare di cambiare il corso della propria storia personale, è la paura a fermare il cuore, il sopruso e la prevaricazione a non fare più vedere a un palmo dal naso. Forse in queste assenze che mordono le coscienze, c’è responsabilità di chi è deputato a vigilare, non solamente a stirare, riordinare, lavorare, oppure leggere i compiti, dare i voti, avendo elargito qualche nota scarna di appunti importanti.

Un giovanissimo è all’angolo, non parla, rimane all’ultimo banco coperto, nascosto, l’attenzione ha preso altre strade. Noi ce ne stiamo abbottonati alle nostre belle certezze, in fin dei conti: “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”, come a dire che non c’è da preoccuparsi, più semplicemente sono eventi critici messi nel conto per mandare avanti la baracca a nome società. Quell’adolescente che non ce la fa più a sopportare la propria resa, è il sintomo di una collettività che non ha più numeri per rinnovarsi, per rendere creativa e prima ancora intuitiva la vita di ciascuno dei suoi componenti: quando c’è di mezzo un giovane, stiamo parlando di protagonisti,  quelli che faranno la differenza domani.

Un ragazzo è stato messo sotto a scuola dal “famoso” di turno, un altro non regge alla “vergogna” della bocciatura, un altro ancora sta dentro l’adrenalina comprata per strada, dove nessuno è al corrente dello spaccio, ma la vendita, l’acquisto, il  consumo  di sostanze illegali non è celato, è uno status quo consolidato, prima dell’interrogazione, in ufficio, in oratorio, al pub, ogni fine settimana per sentirsi “finalmente” leoni. “Non mollare mai”, è facile dire così, mandare in avanscoperta le parole, le formule magiche, poi ci sono le persone che rimangono lì paralizzate dall’incuria personale, tutto ciò che accade è dall’altra parte della strada, non a casa mia.

Durante un incontro, un uomo: è proprio vero, non basta un intero paese per educare un figlio. Poco più in là una donna: perché mio figlio e la droga, perché questo dolore che mi taglia a metà lo stomaco, perché mio figlio e il carcere, senza essere ancora un delinquente. Quali le risposte da consegnare loro, forse si tratta di una ingiustizia che colpisce intensamente e direttamente il cuore di una intera collettività? Invece è un  groppo in gola momentaneo, nulla di più, il passato è gia domani, perché  irresponsabilmente lo autorizziamo a ricomporre la sua trama maledetta.

Forse per esorcizzare la radice malata di un pensiero degenerato, l’indifferenza che  avvolge un ragazzo che si uccide nella propria cameretta, lasciando poche righe di denuncia alla vita, alle persone un congedo altrettanto violento, quanto le offese  e le umiliazioni ricevute a tradimento. “Non mollare mai”, neppure di fronte  alla scoperta terribile e incomprensibile di essere improvvisamente soli, con la droga intesa normale, prevaricati da una prepotenza persistente, intenzionale, asimmetrica, è violenza che porta via gli indifesi,  incapaci di parlare, di chiedere aiuto, li porta via pieni di segreti troppo spesso inascoltati.

Non mollare mai ragazzo, guardati attorno e non pensare di essere solo, perché non lo sei, c’è sempre qualcuno, che magari non ti aspetti, ma ti viene incontro, porta la sua mano a stringere la tua, a sradicarti dalla normalità quotidiana del tuo incubo.

Vincenzo Andraous