Per assemblea sindacale, l’orario di giovedì 3 ottobre sarà così variato
Gli allievi delle classi in uscita anticipata dovranno presentare la relativa autorizzazione dei genitori.
La Fondazione il Campiello bandisce un concorso denominato Campiello Giovani 19° Edizione.
Il concorso, riservato a giovani di età compresa fra i 15 e i 22 anni (che al momento dell’invio abbiano compiuto 15 anni e non ne abbiano ancora compiuti 22), residenti in Italia e all’estero, ha come oggetto un racconto in lingua italiana della lunghezza minima di 10 cartelle e massima di 20 cartelle. Si può partecipare con un solo elaborato. Non sono ammessi lavori collettivi.
I partecipanti devono inviare il proprio racconto in 4 copie alla Segreteria della Fondazione Il Campiello (Via Torino, 151 C – 30172 Mestre – Venezia) entro il 15 gennaio 2014 (fa fede il timbro postale).
L’elaborato non deve essere rilegato e le pagine (carattere Times New Roman, corpo 12, interlinea due) devono essere numerate. Sull’intestazione deve comparire soltanto il titolo, mentre in una busta chiusa allegata devono essere specificati il titolo e i propri dati personali (Cognome, Nome, Luogo e Data di nascita, Nazionalità, Indirizzo: Via, n° civico, CAP, Città, Provincia, Regione, n° di telefono, n° di cellulare, indirizzo e-mail, Scuola, Classe o Professione). A tal fine i partecipanti potranno utilizzare l’apposita scheda scaricabile dal sito del Premio Campiello (www.premiocampiello.it) nella sezione Campiello Giovani.
E’ richiesto inoltre l’invio dello scritto in file Word, preferibilmente per posta elettronica all’indirizzo campiello.giovani@confindustria.veneto.it, in alternativa su supporto CD.
continua a leggere qui http://www.premiocampiello.org/confindustria/campiello/istituzionale.nsf/%28$linkacross%29/D089618603F72E15C1257BF900478D2B?opendocument&language=IT
Venerdì 11 ottobre, per assemblea sindacale del personale, l’orario subirà le seguenti variazioni:
Le classi II D, I F, 3 C, 4 B, 5 C, 5 E, 4 A, 2 F, 3 D usciranno alle ore 11,10
Le classi 1 E, 1 C, 2 A, 2 C, 4 F, 4 G usciranno alle ore 12,10.
Gli allievi dovranno presentare l’autorizzazione dei genitori
di Sofia Ferracci
“Leggere non serve solo a leggere; leggere serve a pensare, e pensare, in una democrazia, non è superfluo: è necessario.”
E’ stato questo il preambolo di Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, associazione no-profit costituita da 16 gruppi editoriali e 30 gruppi bancari, che ha la finalità di avvicinare i giovani alla carta stampata e stimolare il loro spirito critico comparando le diverse testate che l’associazione fornisce gratuitamente in moltissime scuole. L’ospite d’onore dell’incontro è stato Eric Schmidt, presidente esecutivo del colosso digitale Google, fondato il 4 settembre 1998 e da allora presente in una moltitudine di nazioni con le sue interfacce tradotte in un centinaio di lingue. Nel suo discorso Schmidt ha fatto notare ai giovani della straordinaria opportunità di cui possono usufruire rispetto alle precedenti generazioni: una pluralità di fonti senza eguali nel passato.
Per questa ragione, li ha esortati a confrontare le grandi testate giornalistiche della carta stampata con la moltitudine di fonti che il web offre, stando attenti a non perdersi nel
mare magnum di informazioni della rete, ma sviluppando un occhio critico essenziale per essere delle persone attente. Schmidt ha poi trattato il tema della libertà d’espressione che internet ci concede: se da un lato le televisioni vorrebbero che anche internet fosse regolato, Schmidt ha ribadito che internet funziona bene così com’è, libero da ogni filtro di censura. Ed è proprio quest’assenza di filtri a renderlo un’arma potenzialmente pericolosa: la libertà d’espressione non è ben accetta in quei Paesi come Pakistan, Cina, Turchia, Thailandia, per esempio, dove l’accesso a internet e/o Google è stato o è tuttora negato proprio per l’assenza di quei filtri che impediscono ai governi il controllo delle informazioni.
Schmidt, al termine della manifestazione ha poi risposto alle domande degli studenti riguardo i temi più svariati, dalle informative sulla privacy fino agli interrogativi riguardo il marketing dell’azienda.
Ceccherini ha quindi concluso l’evento con un’esortazione ai giovani che presto si affacceranno al mondo del lavoro, affinché essere migliori non sia il punto di arrivo ma la partenza, perché è attraverso l’insoddisfazione che ci si migliora.
Giovedì 10 ottobre 2013, il Liceo festeggerà il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi: lo farà con il suo coro, la sua orchestra, i suoi allievi che hanno preparato approfondimenti, presentazioni, analisi. Dalle 9 alle 11 nell’Aula
Magna dedicata ad un giovane musicista scomparso, Francesco Alviti, gli allievi del Liceo ricorderanno il grande musicista di Busseto con presentazioni, cori, brani orchestrali, spezzoni cinematografici: è un modo per comprendere di più Verdi, nel suo contesto storico, per capire il contributo dell’artista nella temperie nazionale di quegli anni che chiamiamo Risorgimento. I ragazzi potranno così confrontarsi con un genere musicale purtroppo confinato nei grandi teatri lirici che spesso hanno meccanismi penalizzanti per i giovani, Invece il melodramma italiano è elemento essenziale della tradizione del nostro Paese e una delle testimonianze più comnplesse ed alte della cultura italiana. Questo il significato della Giornata Verdi che il Liceo vuole proporre ai suoi allievi. L’organizzazione è curata dalle classi musicali del Liceo ed in particolare dalla I C, classe sperimentale con opzione musicale. Al Liceo di Ceccano infatti è possibile integrare la cultura generale della formazione liceale con l’apprendimento musicale, sia nel canto corale che nello studio degli strumenti.
Il Liceo continua ad arricchire la propria offerta formativa, proponendo per gli allievi percorsi di apprendimento in campo musicale: la musica, infatti, come ampiamente dimostrato da molti alunni di questa stessa scuola (frequentanti il Conservatorio, o in ogni caso operanti nell’ambito di orchestre, bande o complessi), rappresenta una base culturale imprescindibile, da proiettarsi non solo su eventuali scelte professionali future, ma da considerarsi anche e soprattutto come necessario completamento della formazione di ciascuno. Ora c’è anche una classe prima cui è stato aggiunto l’insegnamento di cultura e pratica musicale, con un aumento di un’ora alla settimana e adottando gli strumentid ella flessibilità.
Pertutti gli allievi, attraverso l’Associazione “Francesco Alviti e Domenico Cipriani” – già collegata a tante attività della scuola – è possibile frequentare le classi musicali del liceo iscrivendosi all’insegnamento di strumento e di canto. Sarà possibile partecipare i seguenti corsi: coro, canto, pianoforte, violino, viola, violoncello, clarinetto, flauto, tromba, trombone, oboe, corno, chitarra, percussioni, musica di insieme. I corsi saranno tenuti da docenti diplomati, in convenzione con il Conservatorio Licinio Refice di Frosinone, e saranno anche propedeutici e validi per la preparazione agli esami di ammissione al
Conservatorio.
Il costo dei corsi sarà equamente suddiviso fra i partecipanti.
La prof.ssa D’Annibale, coordinatrice del progetto, è a disposizione per qualunque chiarimento all’indirizzo dannibale.vittoria@liceoceccano.com
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Le classi 2.0 del Liceo di Ceccano incontrano il presidente esecutivo di Google, Eric Schmidt, a Roma per un giro di conferenze. I 50 allievi , accompagnati dalla preside, prof.ssa Concetta Senese, saranno nella capitale mercoledì sera in occasione di un incontro organizzato dall’Osservatorio Giovani Editori, nell’ambito di una iniziativa dedicata ai giovani e al loro rapporto con le tecnologie. Gli allievi hanno preparato una serie di domande che rivolgeranno
al presidente di Google, la più grande azienda del mondo di Internet 2.0. Con Schmidt gli studenti discuteranno di internet, delle prospettive futuro e dell’utilizzo della rete a scuola e nel modo del lavoro.
Il Liceo ha anche dovuto effettuare una selezione fra gli allievi che avrebbero voluto partecipare in modo più numeroso all’incontro. E’ una delle tante opportunità formative che il Liceo offre ai suoi allievi, con particolare riferimento al mondo di internet e della multimedialità Da quest’anno il Liceo utilizza poi la piattaforma Google apps for education, che gratuitamente dà ad alunni e professori strumenti didattici e di comunicazione di altissimo livello. Insieme agli allievi e ai loro prif. ci saranno anche i giovani ex studenti dell’Associazione Sirio che collabora con il Liceo proprio per Google apps.
Insieme all’Associazione Sirio il Liceo di Ceccano ha fornito a tutti i suoi studenti e ai prof un account professionale di Google, con 30 giga di spazio, e con tutti gli strumenti di comunicazione, dalle mail, a drive, a hangouts… ospitati nella piattaforma http://www.liceoceccano.com.
Vi propongo una attività da svolgere alla LIM scaricando il programma gratuito Google Earth. Si tratta di ripercorrere la vita di Gesù in 32 tappe: conoscere i luoghi che ha visitato, le persone che ha incontrato e guarito, le parole che ha pronunciato e i gesti che ha fatto.
Come si procede: dopo aver scaricato e installato Google Earth, basta cliccare sul file .kmz “I Luoghi di Gesù” (lo potete scaricare in formato zip cliccando qui). Sulla sinistra apparirà una finestra con tutte le tappe della vita di Gesù, basta cliccare su una delle tappe per zoomare sul luogo desiderato e leggere il brano del Vangelo corrispondente, con il quale poi potrà essere avviata una riflessione-discussione in classe. Nel file sono presenti anche tre mappe storiche della Palestina e di Gerusalemme (mappe del 1912 e del 1926) attivabili o disattivabili sempre dalla finestra di sinistra del programma. Ricordatevi anche di abilitare la funzione “Edifici 3D” in basso a sinistra per poter visualizzare i vari modellini tridimensionali collegati alle tappe (Spianata del Tempio, Santo Sepolcro, Basilica della Natività ecc…)
– See more at: http://www.religione20.net/2013/10/06/lim-i-luoghi-della-vita-di-gesu-con-google-earth/#sthash.JJvjJ3LE.dpuf
Sono stati una settimana ad Amburgo, ospiti delle famiglie tedesche della Otto Hahn Schule. I ragazzi del Liceo sono tornati felici di un’altra bella esperienza internazionale. Ecco le impressioni di Eleonora Del Duca, IV B
Una settimana in terra tedesca. Una settimana ad Amburgo per conoscere o, semplicemente, vivere un’esperienza che ti riempie la mente di splendidi ricordi e il cuore di gioia infinita. Anche se questo, per me, è il quarto scambio che intraprendo, ogni volta è come la prima. Sempre gli stessi dubbi: “ma come sarà la famiglia? Mi adatterò al loro stile di vita? E se non dovessi piacergli?” e sempre la stessa voglia di partire, salire sull’aereo e goderti il volo. Eppure, dopo che sei atterrato, dopo che hai ricevuto il messaggio della compagnia telefonica che ti avverte che sei in Germania, dopo aver preso la valigia e dopo aver oltrepassato la porta, ogni paura sparisce e ti viene da pensare “diamo il via a questa nuova avventura!”. Abbracci il tuo corrispondente che ti chiede, in un’altra lingua, come è stato il viaggio e se stai bene. E tu vorresti soltanto dire che stai una favola e grazie o, come si dice in tedesco, danke. Il viaggio dall’aeroporto alla casa del corrispondente è la parte che preferisco: hai modo di guardare il paesaggio e mettere a confronto il tuo Paese e quello dove sei ora. E mentre guardi fuori dal finestrino, vogliosa di uscire e conoscere, sei già nella tua nuova casa ad incontrare la tua nuova mamma, il tuo nuovo papà, i tuoi nuovi nonni. Perché, quando fai uno scambio, diventi parte di una famiglia.
Porti dentro i bagagli e si va, si esce, vai a scoprire la tua nuova città. Ma appena metti un piede fuori casa, rimpiangi il clima di casa tua. Ma non importa, ti senti pronto e carico per visitare quella nuova città e ne rimani incantata.
Tanto poi, al clima, uno ci si abitua. La notte è la parte più dura. Non si riesce mai a prendere sonno, a meno che non si è distrutti. Siamo così abituati al nostro cuscino e al nostro materasso, che quando ti metti in un letto nuovo ti sembra scomodo e non riesci a rilassarti. E appena ti addormenti, suona la sveglia e si riparte, un nuovo giorno, made in Hamburg! Esci, prendi l’autobus, prendi la metro, arrivi al luogo dell’appuntamento, visiti dei luoghi che non ti immagineresti mai e poi via, si riesce, si esce per la città, italiani e tedeschi insieme per delle strade sconosciute. E rimani con gli occhi spalancati, meravigliata delle nuove cose che stai guardando.
Una nuova vita, solo per una settimana. Troppo poco per abituarsi, abbastanza per affezionarsi a persone diverse da te. Il tuo corrispondente ormai non è più un ragazzo che ti ha concesso un luogo dove alloggiare; diventa un fratello, un amico fidato al quale confidi tutto, con il quale la sera ti metti a parlare invece che dormire. Tutte queste emozioni, tutti questi legami, tutte queste “nuove vite” andrebbero vissute da ognuno di noi e quindi abbiate coraggio e accettate di partire, di farvi tanti problemi, di farvi divorare dalla paura di prendere l’aereo, di sentire la mancanza dei propri amici e dei propri familiari, di accettare una nuova famiglia che ti vorrà bene come un figlio.
Abbiate coraggio e concedetevi di fare nuove esperienze, di aprire i vostri orizzonti e di conoscere una nuova lingua. Fatelo per voi stessi e per nessun altro. Almeno, avrete qualcosa in più da raccontare ai vostri nipoti.
Eleonora Del Duca, IV B
Non sapevo, prima di arrivare qui, che esistessero esseri buttati via come l’immondizia quando non sono ancora morti, che nessuno vuole soccorrere e che muoiono a poco a poco stremati dai mali disfacendo silentamente all’aria aperta. Fu una scoperta casuale, dopo un viaggio in fondo al quale c’era questa isola. Qui non potrei mai, come gli ultimi turisti abbronzati che ciabattavano ieri nel dolce imbrunire d’autunno, andare al porto «a guardare i morti», dove mai potrei immergermi nel mare. Lampedusa: la terra qui non ama gli alberi e neppure gli uomini li amano, la terra secca e dura non li nutre, ma il mare. Qui c’è una mia storia scritta nel mare, indecifrabile per i non iniziati.
Quirico salì su un barcone due anni fa. E’ lo stesso giornalista che è stato rapito in Siria nei mesi scorsi.
Io l’ho odiato subito, il battello senza nome, ho odiato le sue fiancate di carapace arrugginito, i suoi dieci metri sudici e scrostati, appena dieci metri, che perfino in porto sembravano troppo fragili per sfidare il mare. Forse è stato davvero un peschereccio un giorno, tanto tempo fa, forse davvero è scivolato sicuro tra le onde. Chissà. Ma le cose esistono se hanno un nome, esistono nelle sillabe che pronunciamo. Altrimenti sono niente.
E invece il barcone no, chiedevi al pilota, ai passeur che ti avevano venduto il posto, ai centoedodici tunisini che con me erano a bordo, e ti rispondevano sguardi vuoti: «Non so, un nome? Perché dovrebbe avere un nome? Una barca». E tu, Karim e gli altri, a ripetermi, scanzonati: no, il battello è buono e il pilota ha già fatto la traversata, non temere amico, arriveremo a Lampaduza in un baleno».
continua a leggere http://www.lastampa.it/2011/03/16/esteri/in-fuga-dalla-tunisia-la-mia-odisseadi-ore-su-una-barca-di-metri-JGta2qWvVAJ4ovbDqhQg4J/pagina.html
Valentina Fiacco, attraverso le foto, ci raccolta la sua Festa d’Accoglienza
Qui le altre foto La festa secondo Vale
Potete trovare qui le prime foto della Festa d’Accoglienza 2013
https://drive.google.com/folderview?id=0B1ziSiyV8w9BUjB6VU5OR2Q4QUE&usp=sharing
e qui Festa 2013
Venerdì 4 ottobre si svolgerà la Festa d’accoglienza 2013. Purtroppo un velo di tristezza segna questo giorno che sarebbe dovuto essere soltanto una festa: la tragedia del mar Mediterraneo interpella tutte le nostre coscienze. Non possiamo rimanere impassibili di fronte a quello che è avvenuto. Tutti gli insegnanti sono invitati, nella loro libertà di insegnamento, a dedicare spazi di riflessione al dramma dell’immigrazione.
Alle ore 12 di oggi 4 ottobre un doppio suono della campanella inviterà ad un minuto di raccoglimento in ricordo delle migliaia e migliaia di vittime del Mar Mediterraneo
Nel giorno di S. Francesco, la Festa d’Accoglienza al Liceo: come tradizione, venerdì 4 ottobre si terrà la Festa d’Accoglienza per l’anno scolastico 2013-2014. E quest’anno ci sarà anche la scherma, ultima delle offerte formative per gli allievi del Liceo.
Uno spazio sarà dato anche agli allievi che si sono diplomati nello scorso anno, in una sorta di ideale passaggio di testimone tra coloro che hanno concluso gli studi liceali e coloro che li hanno appena iniziati.
Esperimento riuscito al Liceo: tutte le classi I hanno effettuato il test di ingresso in matematica utilizzano la piattaforma google apps for education. I ragazzi si sono confrontati con i quesiti proposti dagli insegnanti, utilizzando il loro apparato telematico: computer, tablet, smartphone che dunque sono diventati normali strumenti della didattica. Ma non solo: il test è stato
corretto immediatamente grazie alle funzioni offerte dalla piattaforma google. Così gli insegnanti hanno potuto avere immediatamente la situazione delle loro classi con tutti i grafici di valutazione già ordinati secondo i parametri stabiliti.
La prova di matematica ha dimostrato come tali strumenti siano di grande aiuto alla didattica e come si possa facilmente passare dalla sperimentazione di una sola classe a quella dell’intera scuola.
La piattaforma Google apps for education è gestita dal Liceo in collaborazione con l’Associazione Sirio.
Si respira aria frizzante mentre le classi VA e VF si recano, accompagnate dalle docenti di Lettere, Storia dell’Arte e Matematica, rispettivamente Elena Dei Cicchi, Carmelita D’Epiro, Anna Taglialatela e Maria Luisa Spampinato, verso una cittadina dalla discreta ma non sufficiente fama: Arpino. Dal latino arpinus, poiché si pensava che il paese, visto dall’alto, avesse una forma simile a quella di un’arpa .Terra natia dell’illustre avvocato, politico e scrittore Marco Tullio Cicerone, la quale figura padroneggia la piazza centrale tramite un’ imponente statua dal braccio teso ad indicare l’antico Liceo Classico della città, ormai in disuso per via di norme di sicurezza, nonché di Gaio Mario, noto generale e politico romano, per sette volte console della Repubblica Romana, è situata su una zona molto alta e montuosa dalla quale è possibile ammirare un paesaggio che sembra mantenere intatto il fascino dei secoli, nel quale è facile farsi trasportati da scenari del passato.
Accompagnati da un simpatico e preparato professore di Lettere, originario della città, i ragazzi delle quinte si sono mossi prima all’interno di un piccolo e coinvolgente museo dedicato alle arti tipiche del passato, per poi continuare la visita ammirando una mostra fotografica artistico-letteraria dedicata ai paesaggi italiani nella commedia dantesca, a cura del professor Francesco Sisinni, con le fotografie di Luigi Biagini. La mostra (tenuta nel Palazzo Boncompagni sito in Piazza Municipio) vanta sessanta macrofotografie testimonianze della situazione geografica del tempo ottenuta grazie alla straordinaria esposizione della Carta Portolanica d’Italia. Ognuna di queste fotografie presentava il corrispondente passo tratto dalla Divina Commedia in caratteri gotici.
La visita si è conclusa con la descrizione delle antiche mura ciclopiche, estese per circa 3,5 km nella città, e delle fortezze millenarie, con la visione finale di alcune parole incise nel 2004 dopo una dedica di Papa Giovanni Paolo II, presentandoci un’iniziativa interessante e romantica ormai tradizione della cultura di Arpino: una volta l’anno la cittadina ospita un poeta straniero per due settimane, che, alla partenza, saluta e ringrazia la città con parole eterne che verranno incise poi su marmo nella lingua originale del poeta in questione e successivamente in lingua italiana.
L’interessante avventura vissuta ci ha mostrato quanto spesso l’orgoglio ciociaro venga sotterrato da noi stessi cittadini, scioccamente condizionati da una serie di insensati pregiudizi.
Arpino, questo è un arrivederci!
Chiara Sodani
Per le Giornate Europee del Patrimonio, il Liceo ha scelto quest’anno il Bosco Peschieta, parte della Foresta planiziale del Bosco Faito. Due classi stamane hanno partecipato ad una berve escursione per comprendere il senso del patrimonio culturale ed ambientale. Per molti dei ragazzi è stata una piacevole scoperta. Ecco il commento di Matteo Limongi, IV E
La tutela dell’ambiente è una tematica che ritorna sempre a presentarsi, tra i banchi di scuola come tra i mass media. Ne è un esempio l’attuale restauro del monumento simbolo dell’Italia all’estero, il Colosseo, caso di interesse internazionale. Infatti, tutti abbiamo il difetto di considerare patrimonio culturale solo ed esclusivamente beni e monumenti famosi e di grande evidenza, come il già citato Colosseo o la torre di Pisa per fare un esempio, senza considerare beni di grande interesse a noi vicini.
Quanto sappiamo realmente della nostra Città e territori limitrofi? Conoscere il proprio territorio aiuta ad apprezzare le ricchezze che ci circondano, che noi quotidianamente non vediamo. Ad esempio, quanti sanno che bosco Faito è dal 2009 Monumento Naturale? O che nella nostra valle cresce, completamente al di fuori del suo habitat naturale, il faggio? Conoscere il Patrimonio Culturale del proprio territorio aiuta a proteggerlo e tutelarlo così da poterlo consegnare alle generazione future.