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Il difficile mestiere del giudice, gli allievi del liceo in corte d’assise


assise2Giovedì 6 novembre, la V A parteciperà ad un’udienza della Corte d’Assise d’Appello di Roma. L’iniziativa si svolge nell’ambito delle iniziative di educazione alla legalità che il Liceo ha messo in atto in questi anni per favorire la comprensione da parte degli allievi dell’importanza delle istituzioni ed il funzionamento della giustizia.L’opportunità per i ragazzi del Liceo è stata offerta dal fatto che una delle loro insegnanti, la prof.ssa Stefania Alessandrini, è giudice popolare in Corte d’Assise d’Appello che rappresenta il secondo grado di giudizio nei confronti di imputati accusati di reati molto gravi. I ragazzi assisteranno alla seduta e potranno incontrare i giudici togati per capire insieme le fasi di svolgimento del processo. Sarà un momento molto interessante: si tratta infatti della stessa Corte  che ha giudicato il caso Cucchi.  La corte d’assise d’appello è un collegio giudicante composto da otto membri: due giudici togati (uno è il presidente, l’altro il cosiddetto giudice a latere) e sei giudici laici (denominati giudici popolari). I giudici popolari sono estratti a sorte tra i cittadini italiani iscritti in apposito albo, senza alcuna distinzione di sesso, di età compresa tra i 30 e i 65 anni, in possesso del diploma di licenza media inferiore per la corte d’assise, del diploma di licenza media superiore per la corte d’assise d’appello. L’ufficio di giudice popolare è obbligatorio. Giudici togati e popolari formano un unico collegio e deliberano congiuntamente sia sulle questioni di fatto che sulle questioni di diritto, partecipando alla formazione della sentenza con parità di voto. L’art. 527 del Codice di procedura penale prescrive che votino per primi i giudici popolari, cominciando dal meno anziano per età (in modo che non siano influenzati dal voto degli altri).

I ragazzi del Liceo e la giustizia, incontro a Roma con i giudici della corte d’appello


assise1Sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù, violenza, lesioni: i ragazzi della VC si sono tuffati nella vita vera martedì 7 ottobre in corte d’assise d’appello a Roma. La loro professoressa di filosofia, Stefania Alessandrini, è giudice popolare, ed ha colto l’occasione di far assistere i suoi ragazzi ad un processo.E al termine dell’udienza i ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi con i giudici togati della corte, fra cui lo scrittore Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo criminale e consigliere in corte d’assise d’appello. La discussione è entrata subito nel vivo:  cerchiamo laassise2 verità umanamente possibile e non la verità assoluta. Tutti i processi sono grigi, il bianco e il nero non abitano nei palazzi di giustizia, ha detto De Cataldo, che ha ribadito che lo studio della legge è un elemento teorico che non esiste nelle aule dei tribunali dove invece ci sono gli uomini con tutte le loro contraddizioni. La difficoltà del nostro mestiere, ha detto il presidente assise3Mario Lucio D’Andria, sta proprio nel capire quanto c’è di vero in quello che ascoltiamo. Sollecitati dai ragazzi i due giudici hanno poi spiegato il perché le corti giudichino spesso lo stesso caso in maniera differente e quanto conti per un giudice l’opinione pubblica, evidenziando quanto danno possano fare quelle trasmissioni televisive che pretendono di arrivare ad un verdetto certo nello spazio di un telefilm. Al termine dell’incontro la prof.ssa Alessandrini ha ringraziato i due giudici per lo spazio che hanno voluto dedicare ai ragazzi a conclusione dell’udienza.

La V C in Corte d’Assise d’Appello


corteassiseMartedì 7 ottobre la V C parteciperà ad un’udienza della Corte d’Assise d’Appello di Roma. L’iniziativa si svolge nell’ambito delle iniziative di educazione alla legalità che il Liceo ha messo in atto in questi anni per favorire la comprensione da parte degli allievi dell’importanza delle istituzioni ed il funzionamento della giustizia.L’opportunità per i ragazzi del Liceo è stata offerta dal fatto che una delle loro insegnanti, la prof.ssa Stefania Alessandrini, è giudice popolare in Corte d’Assise d’Appello che rappresenta il secondo grado di giudizio nei confronti di imputati accusati di reati molto gravi. I ragazzi assisteranno alla seduta e potranno incontrare i giudici togati per capire insiemle fasi di svolgimento del processo. La corte d’assise d’appello è un collegio giudicante composto da otto membri: due giudici togati (uno è il presidente, l’altro il cosiddetto giudice a latere) e sei giudici laici (denominati giudici popolari). I giudici popolari sono estratti a sorte tra i cittadini italiani iscritti in apposito albo, senza alcuna distinzione di sesso, di età compresa tra i 30 e i 65 anni, in possesso del diploma di licenza media inferiore per la corte d’assise, del diploma di licenza media superiore per la corte d’assise d’appello. L’ufficio di giudice popolare è obbligatorio. Giudici togati e popolari formano un unico collegio e deliberano congiuntamente sia sulle questioni di fatto che sulle questioni di diritto, partecipando alla formazione della sentenza con parità di voto. L’art. 527 del Codice di procedura penale prescrive che votino per primi i giudici popolari, cominciando dal meno anziano per età (in modo che non siano influenzati dal voto degli altri).