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Il Liceo di Ceccano e don Ciotti, i ragazzi consegnano il loro video


Ecco il saluto e il ringraziamento di don Luigi Ciotti alle ragazze del Liceo di Ceccano, Marta Palombi e Michela Ricci, V E, che gli offrono una copia del loro lavoro

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Il Liceo di Ceccano e don Ciotti, un commento di Raffaella Celani


donandreaEcco le parole di Raffaella Celani dopo l’incontro del Liceo di Ceccano con don Luigi Ciotti

“Siamo oggi partecipanti di un progetto che si chiama mondo, ma quanto questa partecipazione può essere definita attiva? Ci si lamenta, ci si lamenta di una crisi economica che non può essere definita solo economica ma Etica, ci si lamenta di tutto e ci si nasconde dietro paroloni che ci fanno paura come “Immigrato, Straniero, Barconi” per giustificare un’insoddisfazione di cui siamo in parte causa.” Così oggi Don Luigi Ciotti, fondatore dell’Associazione Libera contro i soprusi delle mafie, si è rivolto in particolar modo ai giovani, agli studenti delle scuole della provincia di Frosinone, per continuare quel percorso educativo iniziato proprio da lui circa 50 anni fa.  Così, con le parole di colui che ha visto, ha sentito, ha vissuto, ci è stata data l’opportunità di confrontarci con una realtà di cui tutti siamo a conoscenza, ma che spesso viene messa in secondo piano. È la realtà della famiglia di Antonio Montinaro, agente della Polizia di Stato che scortava Falcone nella strage di Capaci, della famiglia di Lea Garofalo, rea di esser stata testimone di giustizia, è la realtà di tante famiglie innocenti a cui è stata tolta la speranza. “Siamo responsabili di omissione, di paura, di mancanza di coraggio, quando basterebbe che NOI, e sottolineo NOI plurale ci unissimo per compiere quei piccoli passi verso il cambiamento che a parole tutti desideriamo.” ha aggiunto Don Ciotti. Un uomo che ha fatto del proprio coraggio la propria minaccia ma che non ha paura di informare, di diffondere e di aiutare.

” Siate sempre capaci di denunciare ciò che accade attorno a voi, siate liberi.” L’Associazione Libera aiuta ogni anno migliaia di persone in Italia e nel mondo, ed ha bisogno dell’aiuto dei giovani per poter continuare il proprio operato di diffusione della Legalità.
Sentiamoci liberi di scegliere la libertà.
Grazie alla prof.ssa Graziella Bartolini per aver partecipato all’organizzazione  dell’incontro e ai professori Roberto Frate e Mario Saverio Morsillo.

La legalità strada impegnativa, il Liceo incontra il giudice Davigo


270 scuole di tutta Italia, 25 mila studenti collegati: fra loro anche la I A e la II E del Liceo di Ceccano, accompagnate dalle prof.sse Angelini e Loffredi, ad ascoltare la lezione di legalità da parte del giudice Piercamillo Davigo, in video conferenza. Ecco alcune foto dell’evento che ha visto le due classi partecipare in una sala cinematografica in Piazza della Repubblica a Roma

La V C in Corte d’Assise d’Appello


corteassiseMartedì 7 ottobre la V C parteciperà ad un’udienza della Corte d’Assise d’Appello di Roma. L’iniziativa si svolge nell’ambito delle iniziative di educazione alla legalità che il Liceo ha messo in atto in questi anni per favorire la comprensione da parte degli allievi dell’importanza delle istituzioni ed il funzionamento della giustizia.L’opportunità per i ragazzi del Liceo è stata offerta dal fatto che una delle loro insegnanti, la prof.ssa Stefania Alessandrini, è giudice popolare in Corte d’Assise d’Appello che rappresenta il secondo grado di giudizio nei confronti di imputati accusati di reati molto gravi. I ragazzi assisteranno alla seduta e potranno incontrare i giudici togati per capire insiemle fasi di svolgimento del processo. La corte d’assise d’appello è un collegio giudicante composto da otto membri: due giudici togati (uno è il presidente, l’altro il cosiddetto giudice a latere) e sei giudici laici (denominati giudici popolari). I giudici popolari sono estratti a sorte tra i cittadini italiani iscritti in apposito albo, senza alcuna distinzione di sesso, di età compresa tra i 30 e i 65 anni, in possesso del diploma di licenza media inferiore per la corte d’assise, del diploma di licenza media superiore per la corte d’assise d’appello. L’ufficio di giudice popolare è obbligatorio. Giudici togati e popolari formano un unico collegio e deliberano congiuntamente sia sulle questioni di fatto che sulle questioni di diritto, partecipando alla formazione della sentenza con parità di voto. L’art. 527 del Codice di procedura penale prescrive che votino per primi i giudici popolari, cominciando dal meno anziano per età (in modo che non siano influenzati dal voto degli altri).

Carabinieri, 200 anni di storia e di fedeltà


carabinieri_131Da 200 anni al servizio della gente: incontro con i carabinieri giovedì 13 marzo al Liceo, nell’ambito dell’educazione alla legalità. Un’occasione per riflettere sugli uomini e le donne incaricati della nostra sicurezza e chiamati a dare la vita in difesa della gente, un’occasione per dire grazie, per confrontarsi per capire il nostro mondo da un’altro punto di vista.

L’incontro con l’Arma dei Carabinieri che celebra quest’anno il bicentenario della fondazione ci sarà alle ore 11,15 nell’aula magna Francesco Alviti

Siate delle brave persone, assumete la legalità come un’abitudine


queCosì il  Questore di Frosinone, Giuseppe De Matteis, si è rivolto stamane agli studenti delle V classi del Liceo: la legalità, ha detto, dipende da ciascuno di noi. Certo abbiamo esempi terribili attorno a noi, esempi che ci vengono da chi invece dovrebbe rispecchiare per la propria onestà,  ma dobbiamo essere capaci di comprendere i valori che stanno alla base della legalità: innanzitutto il rispetto per la vita di ciascuna persona, la volontà di volerci aiutare vicendevolmente, la disponibilità a mettere le proprie capacità a servizio degli altri.

L’incontro si è svolto nell’Aula Magna Francesco Alviti  ed è stato interessante ed animato: il Questore era stato accolto nell’atrio del Liceo dall’Inno Nazionale, eseguito dalla Orchestra e dal Coro del Liceo, e dai gonfaloni che ricordano gli antichi splendori della Contea dei de Ceccano e del card. Annibaldo cui è dedicato il tradizionale corteo storico.

La preside, Concetta Senese, l’ha quindi salutato nell’Aula Magna Francesco Alviti, dove il Questore si è potuto confrontare con circa 150que3 allievi delle classi V. Il dibattito è stato molto interessante: ha consentito al Questore e ai suoi più direttori collaboratori di chiarire gli aspetti del lavoro che la polizia svolge ogni giorno a servizio dei cittadini, i problemi che possono esserci nel momento in cui qualcuno dei poliziotti possa non fare il proprio dovere, il rapporto tra la cultura dominante e la criminalità organizzata. Invece che stare nei nostri uffici o nelle strade ad arrestare delinquenti –  ha detto il questore ai ragazzi del Liceo di Ceccano – siamo qui a discutere con voi: in realtà stiamo facendo la stessa cosa, stiamo formando quella mentalità che sola ci può dare la possibilità di vincere la criminalità. Come ha affermato un ex allieva del liceo, oggi giudice, la legalità è una specie di DNA della nostra vita.

De Matteis ha anche invitato i ragazzi ad avere rispetto della propria vita e di quella degli altri, rendendosi conto che dalle proprie azioni possono scaturire danni molto gravi per la vita delle persone.

que2La preside Senese ha concluso il dibattito sollecitando tutti ad essere gratri alla Polizia per il lavoro che quotidianamente svolge in difesa della qualità della nostra vita. All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Ceccano, l’avv. Manuela Maliziola che ha voluto portare il saluto della città all’illustre ospite e l’assicurazione di una attiva collaborazione fra le diverse istituzioni.

Qui le altre foto della bellissima giornata al Liceo a cura di Emanuela Lo Scalzo Il Questore al Liceo

Giornata della legalità, il Liceo sarà presente


leg1Due classi del Liceo, la V F e la IV D parteciperanno alla giornata della legalità che la Polizia di Stato ha organizzato per martedì 18 dicembre presso il Multisala Sisto: un appuntamento importante che si aprirà con la presentazione del libro “Cacciatori di Mafiosi” di Andrea Galli, scrittore e giornalista del Corriere della Sera. Moderatore della giornata sarà Vittorio Macioce, capo redattore ed editorialista de “ Il Giornale”. L’evento è stato dedicato ai giovani: saranno infatti presenti gli studenti di tredici scuole superiori della provincia. Proprio loro saranno i protagonisti della giornata chiamati ad un confronto diretto con il Questore Giuseppe De Matteis e gli altri Funzionari della Questura che risponderanno ai loro quesiti chiarendo qualsiasi dubbio o perplessità relativa al percorso di legalità.

Gli allievi del Liceo saranno accompagnati dalla prof.ssa Alessandrini e Spampinato.

Chi ha voluto colpire i giovani, vuole colpire il futuro dell’Italia


L’attentato che sabato mattina ha colpito l’Istituto professionale Morvillo-Falcone a Brindisi, uccidendo due delle sue studentesse e ferendo gravemente altri giovani, è un chiaro attacco della criminalità organizzata contro la convivenza civile e le istituzioni democratiche del nostro Paese.

Un’azione vile, un atto criminale e intimidatorio che  colpisce una scuola intitolata alla moglie del giudice ucciso dalla mafia, Giovanni Falcone, nei giorni in cui la bella iniziativa della “Carovana per la legalità” passa per la città pugliese e nell’avvicinarsi delle ricorrenze per la strage di Capaci.

Il Liceo di Ceccano, in tutte le componenti della comunità educativa, nell’esprimere il suo profondo cordoglio e la vicinanza nella preghiera alla famiglia della giovane barbaramente uccisa, ai feriti e all’intera comunità brindisina, con profondo sconcerto sottolinea come, per la prima volta, la criminalità organizzata colpisca volontariamente gli studenti di una scuola.

Chi ha voluto colpire i giovani, vuole colpire il futuro della nostra Italia.

Il Liceo riafferma l’impegno di tutte le sue componenti a diffondere la cultura della legalità, dell’onestà, della resistenza alla violenza e alla malavita organizzata, svolgendo sempre meglio il suo compito educativo e formativo per le giovani generazioni del  territorio in cui è inserito. Nei prossimi giorni tutti gli insegnanti dedicheranno momenti di riflessione a quanto è accaduto perché alla cultura della morte si opponga sempre la cultura della vita.

Il Liceo di Ceccano

 

Di seguito si riporta la riflessione di Sofia, II linguistico

Un attentato alla scuola, un attentato alla libertà.

 

Brindisi, ore 8.00

Tre ordigni scoppiano davanti l’istituto Morvillo Falcone, con un bilancio di due morti, Melissa Bassi e Veronica Capodieci. e sei feriti.

Una tragedia programmata fin nei minimi dettagli, una scenografia infernale, che è stata descritta da un impiegato del tribunale che si trova a trenta metri dalla scuola.

Ma qual è il valore di questo gesto?

La scuola è intitolata a Falcone e sua moglie, di cui cade in questi giorni il 20°  l’anniversario della morte. Una scuola impegnata per la lotta contro la mafia, vincitrice della prima edizione del premio per la legalità.

Ci troviamo dinanzi a un attentato che richiama le pagine più buie dell’Italia. Ma prima di tutto, questo è un attentato alla cultura che rende liberi. E’ un attentato contro il futuro dell’Italia. E a un gesto del genere non si risponde con il cordoglio; si risponde con un grido forte e unito contro la mafia, contro l’omertà, che da  sempre sono radicati nell’Italia, e ancor più nel sud.

E il problema non è punire chi ha commesso questa barbarie, il vero problema che si trova davanti i nostri occhi da sempre, e che questa mattina si è manifestato con tutta la sua brutalità, è sradicare la malavita dalla nostra terra.

Non possiamo e non dobbiamo permettere che un’organizzazione mafiosa stronchi sul nascere le nuove idee, le nuove menti, il futuro.

Non dobbiamo avere paura perché la strage di questa mattina dimostra che è la mafia che ha paura di Noi. Perché noi giovani, noi che tra dieci anni saremo l’anima  di questo Paese, facciamo paura.

Facciamo paura perché sappiamo. Facciamo paura perché abbiamo idee e non abbiamo paura di manifestarle. Ma al di sopra di tutto, facciamo paura perché siamo liberi.

E la nostra libertà è a prova di proiettile.