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Il Liceo in Assise, secondo Federica e Claudia


assise3Martedì 7 ottobre, la V C ha partecipato ad un’udienza della Corte d’Assise d’Appello di Roma. Ecco i commenti di Federica del Piano e Claudia Palombi

La parola ai 18 ragazzi del Liceo Scientifico di Ceccano che oggi ,martedì 7 ottobre 2014, hanno assistito in qualità di pubblico alla sentenza della Corte di Appello al PALAZZO DI GIUSTIZIA  di Roma per un caso di schiavitù , violenza sulle donne e costrizione alla prostrituzione. Già dai temi affrontati il giudizio si prospettava arduo e complicato ma mai abbastanza da non riuscire a scegliere da che parte schierarsi :  difendere la vittima o  un agressore incolpato senza prove ? 
Il silenzio faceva da sfondo ad una perplessita’ generale e a volti dubbiosi alla ricerca di una soluzione equa a cui nessuno era in grado di dare risposta.  Poi il verdetto finale : 3 anni di carcere e 600 euro di multa per quell’aguzzino che il bravo avvocato era riusciuto a far sembrare un pover uomo innocente e estraneo alle vicende accadute. La giustizia esiste?
Bianco e nero non sono mai presenti un un ‘aula di tribunale. Il grigio regna sovrano e a detta del Giudice ” meglio anni di carcerazione in meno per un aggressore che anni di prigione in più per un innocente “. Un’ esperienza unica e coinvolgente..grazie prof.
Il caso è chiuso!

Federica Del Piano

non tutti i giorni si assiste all’applicazione della giustizia e alle bellezze che Roma nella sua frenesia offre. Entrare in una corte di assise apre un mondo che magari si può vedere solo nei film, ma,  a volte, la realtà supera la fantasia di assise2ognuno di noi in quanto mai potremmo immaginare la difficoltà nel ricoprire un ruolo importante come quello di un magistrato, che rappresenta ed interpreta la legge. Oltre ad assistere ad un reale processo, il giudice e il magistrato sono stati gentili nel rispondere alle nostre domande con umiltà e chiarezza, facendoci capire l’importanza e il fascino del loro lavoro.
Terminato l’incontro con il magistrato,  abbiamo visto una minima parte di quello che la capitale ci poteva donare, abbiamo visitato palazzo Barberini che conteneva quadri splendidi tra cui quelli di Caravaggio e di Raffaello. Conclusa la visita a palazzo Barberini, ci siamo recati presso  le chiese del Bernini e del Borromini, in via XX Settembre. Roma dà spettacolo

Claudia Palombi

La V C in Corte d’Assise d’Appello


corteassiseMartedì 7 ottobre la V C parteciperà ad un’udienza della Corte d’Assise d’Appello di Roma. L’iniziativa si svolge nell’ambito delle iniziative di educazione alla legalità che il Liceo ha messo in atto in questi anni per favorire la comprensione da parte degli allievi dell’importanza delle istituzioni ed il funzionamento della giustizia.L’opportunità per i ragazzi del Liceo è stata offerta dal fatto che una delle loro insegnanti, la prof.ssa Stefania Alessandrini, è giudice popolare in Corte d’Assise d’Appello che rappresenta il secondo grado di giudizio nei confronti di imputati accusati di reati molto gravi. I ragazzi assisteranno alla seduta e potranno incontrare i giudici togati per capire insiemle fasi di svolgimento del processo. La corte d’assise d’appello è un collegio giudicante composto da otto membri: due giudici togati (uno è il presidente, l’altro il cosiddetto giudice a latere) e sei giudici laici (denominati giudici popolari). I giudici popolari sono estratti a sorte tra i cittadini italiani iscritti in apposito albo, senza alcuna distinzione di sesso, di età compresa tra i 30 e i 65 anni, in possesso del diploma di licenza media inferiore per la corte d’assise, del diploma di licenza media superiore per la corte d’assise d’appello. L’ufficio di giudice popolare è obbligatorio. Giudici togati e popolari formano un unico collegio e deliberano congiuntamente sia sulle questioni di fatto che sulle questioni di diritto, partecipando alla formazione della sentenza con parità di voto. L’art. 527 del Codice di procedura penale prescrive che votino per primi i giudici popolari, cominciando dal meno anziano per età (in modo che non siano influenzati dal voto degli altri).

Amici del vero bene dei nostri allievi



Dalle «Lettere di san Giovanni Bosco, nel giorno della sua Memoria, 31 gennaio

Se vogliamo farci vedere amici del vero bene dei nostri allievi, e obbligarli fare il loro dovere, bisogna che voi non dimentichiate mai che rappresentate i genitori di questa cara gioventù, che fu sempre tenero oggetto delle mie occupazioni, dei miei studi, del mio ministero sacerdotale, e della nostra Congregazione salesiana. Se perciò sarete veri padri dei vostri allievi, bisogna che voi ne abbiate anche il cuore; e non veniate mai alla repressione o punizione senza ragione e senza giustizia, e solo alla maniera di chi vi si adatta per forza e per compiere un dovere.

Quante volte, miei cari figliuoli, nella mia lunga carriera ho dovuto persuadermi di questa grande verità! E’ certo più facile irritarsi che pazientare: minacciare un fanciullo che persuaderlo: direi ancora che è più comodo alla nostra impazienza e alla nostra superbia castigare quelli che resistono, che correggerli col sopportarli con fermezza e con benignità. La carità che vi raccomando è quella che adoperava san Paolo verso i fedeli di fresco convertiti alla religione del Signore, e che sovente lo facevano piangere e supplicare quando se li vedeva meno docili e corrispondenti al suo zelo. Difficilmente quando si castiga si conserva quella calma, che è necessaria per allontanare ogni dubbio che si opera per far sentire la propria autorità, o sfogare la propria passione. Leggi il resto di questa voce