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Foibe, il passato si supera soltanto facendo i conti con esso e da esso imparando


giorno del ricordo 2015Pubblichiamo il testo dell’orazione pronunciata dall’inviata di Avvenire Lucia Bellaspiga martedì 10 a Montecitorio, che ha introdotto il “Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”, presente il  capo dello Stato, Sergio Mattarella, la presidente della Camera, Laura Boldrini e il presidente del Senato, Pietro Grasso.

La mia prima volta a Pola, da bambina, è il ricordo di mia madre che piange aggrappata a un cancello. Un’immagine traumatica, che allora non sapevo spiegarmi. Eravamo là in vacanza, il mare era il più bello che avessi mai visto, le pinete profumate: perché quel pianto? Al di là di quel cancello una grande casa che doveva essere stata molto bella, ma che il tempo aveva diroccato. Alle finestre i vetri blu, “erano quelli dell’oscuramento” mi disse mia madre, eppure la seconda guerra mondiale era finita da trent’anni. Tutto era rimasto come allora. La finestra si aprì e una donna gentile, con accento straniero, capì immediatamente: “Vuole entrare?”, chiese a mia madre.  Solo adesso comprendo la tempesta di sentimenti che doveva agitare il suo cuore mentre varcava quella soglia e rivedeva la sua casa, la cucina dove era risuonata la voce di mia nonna, le camere in cui aveva giocato con i fratelli. Sono passati molti anni prima che io capissi davvero: la scuola certo non ci aiutava, censurando completamente la tragedia collettiva occorsa nelle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia, e d’altra parte molti dei testimoni diretti, gli esuli fuggiti in massa dalla dittatura del maresciallo Tito e dal genocidio delle foibe, rinunciavano a raccontare, rassegnati a non essere creduta.

Anche i miei cari sparsi per l’Australia mi sembravano quasi irreali, figure fantastiche che immaginavo mentre, imbarcati sulla nave “Toscana”, lasciavano Pola per sempre, via verso l’ignoto. Ogni ritorno porta con sé un dolore, così per molti anni a Pola non tornammo più. Ma dentro di me intanto lavorava il richiamo delle origini, cresceva il desiderio che ogni donna, ogni uomo ha di sapere da dove è venuto, così, come tanti miei coetanei, ho iniziato a ripercorrere l’esodo dei nostri padri in senso inverso.  Intanto il Novecento è diventato Duemila, l’Europa una casa comune sotto il cui tetto abitano popoli un tempo nemici, e i giovani oggi, da una parte e dall’altra, sognano un mondo nuovo, segnato dalla pace e dal progresso condiviso. E noi? I figli e nipoti dell’esodo, noi nati “al di qua”, che ruolo abbiamo in questo mondo che cambia ma che non deve dimenticare?  Tocca a noi, dopo il secolo della barbarie, tenere alta la memoria non per recriminazioni o vendette, ma perché ciò che è stato non avvenga mai più. Se il perdono, infatti, è sempre un auspicio, la memoria è un dovere, è la via imprescindibile per la riconciliazione: non è vero che rimuovere aiuti a superare, anzi, la storia dimostra che il passato si supera solo facendo i conti con esso e da esso imparando.  Leggi il resto di questa voce

In ricordo delle vittime delle foibe


Manifesto-2015 Secondo le indicazioni della  Legge 30 marzo 2004, n.92, il Liceo di Ceccano celebra il

Giorno del Ricordo

al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Si è trattato di una tragedia consumata su due fronti: giorno del ricordo 2015eliminazione fisica e esodo.

Le uccisioni e il fenomeno dell’esodo, determinato questo sia dal terrore psicologico delle foibe sia dalle deportazioni e dalla perdita della cittadinanza e della propria cultura, hanno riguardato indistintamente militari e civili. La celebrazione del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio 2015, recuperando una parte della storia del popolo italiano, può essere l’occasione per conoscere e per capire. Tutti gli insegnanti vorranno dedicare, nella libertà d’insegnamento, i momenti di riflessione che  riterranno opportuni. In maniera particolare la celebrazione ci sarà in aula magna nelle prime due ore dello stesso giorno. Alle ore 12, un minuto di silenzio ricorderà tutte le vittime.

Qui un libro gratuito sulla storia delle foibe Giorno del Ricordo

e qui altri materiali http://www.10febbraio.it/

index.php?option=com_content&view=section&id=12&Itemid=110

Quadro storico e dibattito storiografico, a cura di Marta Palombi, V E

 

Il Giorno del Ricordo al Liceo


Riflessione, emozione, approfondimento storico, domande: questo il senso dell’incontro che stamane, 10 febbraio, ha celebrato al Liceo il Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo dall’Istria. Sono stati gli stessi allievi ad introdurre la discussione con due studi, uno di Marta Palombi, per un quadro storico complessivo e per rispondere alla domanda sul silenzio di 50 anni sui fatti d’Istria ed un altro di Roberta Trochei con le storie più significative delle vittime delle foibe. Al lavoro introduttivo ha fatto seguito il dibattito fra gli allievi, centrato sul riuscire a capire il perchè del silenzio e poi, soprattutto, su cosa possa fare un ragazzo di fronte a tragedie così grandi: gli studenti hanno ricordato come la Shoah, le foibe non siano fatti lontani dalla nostra esperienza ma potrebbero coinvolgerci in ogni momento.

Qui il lavoro introduttivo di Marta Palombi

foibe

In ricordo delle vittime delle foibe


 ManifestoRicordo20141Secondo le indicazioni della  Legge 30 marzo 2004, n.92, il Liceo di Ceccano celebra il

Giorno del Ricordo

al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Si è trattato di una tragedia consumata su due fronti: eliminazione fisica e esodo.

Le uccisioni e il fenomeno dell’esodo, determinato questo sia dal terrore psicologico delle foibe sia dalle deportazioni e dalla perdita della cittadinanza e della propria cultura, hanno riguardato indistintamente militari e civili. La celebrazione del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio 2014, recuperando una parte della storia del popolo italiano, può essere l’occasione per conoscere e per capire.

Tutti gli insegnanti vorranno dedicare, nella libertà d’insegnamento, i momenti di riflessione che  riterranno opportuni. In maniera particolare la celebrazione ci sarà in aula magna nelle prime due ore dello stesso giorno.

Alle ore 12, un minuto di silenzio ricorderà tutte le vittime.

Qui un libro gratuito sulla storia delle foibe

Giorno del Ricordo

e qui altri materiali

http://www.10febbraio.it/

index.php?option=com_content&view=section&id=12&Itemid=110

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Giorno del ricordo, il programma delle celebrazioni


giorno del ricordo 2013

Foibe, inaugurata la mostra


20130209_132644E’ stata inaugurata sabato mattina nell’atrio del Liceo la mostra per il Giorno del Ricordo  delle vittime delle foibe.

Qui le foto: Mostra Foibe

In ricordo delle vittime delle foibe


Secondo le indicazioni della  Legge 30 marzo 2004, n.92, il Liceo celebra il

Giorno del Ricordo

al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Si è trattato di una tragedia consumata su due fronti: eliminazione fisica e esodo.

Le uccisioni e il fenomeno dell’esodo, determinato questo sia dal terrore psicologico delle foibe sia dalle deportazioni e dalla perdita della cittadinanza e della propria cultura, hanno riguardato indistintamente militari e civili.

La celebrazione del Giorno del Ricordo, recuperando una parte della storia del popolo italiano, può essere l’occasione per conoscere e per capire.

Qui alcuni materiali per approfondire:

home.htm

Il%20Rumore%20del%20Silenzio2.pdf

index.php?option=com_content&view=section&id=12&Itemid=110

In questi giorni di nevicate abbiamo tutti sperimentato un po’ di disagi che ci hanno messo in difficoltà. Possiamo così èpensare meglio a quanti disagi i nostri connazionali giuliano dalmati patirono in quegli anni così tremendi. A noi ha fatto particolarmente male la sensazione di abbandono che inq ualche caso abbiamo sperimentato… gli esuli istriani l’hanno sofferta per decenni.

Qui  le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

il Presidente della Repubblica per il Giorno del Ricordo