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Il progetto Martina al Liceo di Ceccano, un impegno per lottare contro i tumori


Progetto Martina, prevenire il cancro per vincere sulla morte, lezioni contro il silenzio, lunedì 11 maggio, ore 11,15


progetto martinaPrevenzione oncologica al liceo di Ceccano, lunedì 11 maggio, alle ore 11,15: saranno le dottoresse del centro per la lotta ai tumori di Sora a tenere una lezione per la prevenzione delle malattie oncologiche, dei tumori, che tante vittime provocano nelle nostre famiglie. E’ il progetto Martina del Lions club di Sora, dedicato ad una ragazza stroncata dalla malattia, che si svolgerà nell’aula magna del Liceo, dedicata ad un altro giovane ex alunno, anche lui vittima di un cancro. Il progetto ha come finalità l’informazione ai giovani alunni delle scuole superiori del modo in cui prevenire e riconoscere i sintomi, per le alunne del tumore al seno e per i ragazzi del tumore ai testicoli.L’informazione è l’arma principale di lotta ai tumori, la chiave della prevenzione che consente oggi di poter lottare e tante volte anche di poter vincere sui tumori. L’incontro si svolgerà alle ore  11,15 e sarà trasmesso in diretta streaming.

Il Liceo di Ceccano e don Ciotti, un commento di Raffaella Celani


donandreaEcco le parole di Raffaella Celani dopo l’incontro del Liceo di Ceccano con don Luigi Ciotti

“Siamo oggi partecipanti di un progetto che si chiama mondo, ma quanto questa partecipazione può essere definita attiva? Ci si lamenta, ci si lamenta di una crisi economica che non può essere definita solo economica ma Etica, ci si lamenta di tutto e ci si nasconde dietro paroloni che ci fanno paura come “Immigrato, Straniero, Barconi” per giustificare un’insoddisfazione di cui siamo in parte causa.” Così oggi Don Luigi Ciotti, fondatore dell’Associazione Libera contro i soprusi delle mafie, si è rivolto in particolar modo ai giovani, agli studenti delle scuole della provincia di Frosinone, per continuare quel percorso educativo iniziato proprio da lui circa 50 anni fa.  Così, con le parole di colui che ha visto, ha sentito, ha vissuto, ci è stata data l’opportunità di confrontarci con una realtà di cui tutti siamo a conoscenza, ma che spesso viene messa in secondo piano. È la realtà della famiglia di Antonio Montinaro, agente della Polizia di Stato che scortava Falcone nella strage di Capaci, della famiglia di Lea Garofalo, rea di esser stata testimone di giustizia, è la realtà di tante famiglie innocenti a cui è stata tolta la speranza. “Siamo responsabili di omissione, di paura, di mancanza di coraggio, quando basterebbe che NOI, e sottolineo NOI plurale ci unissimo per compiere quei piccoli passi verso il cambiamento che a parole tutti desideriamo.” ha aggiunto Don Ciotti. Un uomo che ha fatto del proprio coraggio la propria minaccia ma che non ha paura di informare, di diffondere e di aiutare.

” Siate sempre capaci di denunciare ciò che accade attorno a voi, siate liberi.” L’Associazione Libera aiuta ogni anno migliaia di persone in Italia e nel mondo, ed ha bisogno dell’aiuto dei giovani per poter continuare il proprio operato di diffusione della Legalità.
Sentiamoci liberi di scegliere la libertà.
Grazie alla prof.ssa Graziella Bartolini per aver partecipato all’organizzazione  dell’incontro e ai professori Roberto Frate e Mario Saverio Morsillo.

Il ministro Giannini allo stand del Liceo di Ceccano al Salone del Libro di Torino


Iministrol ministro dell’Istruzione, Giannini, ha visitato lo stand del Liceo di Ceccano al Salone del Libro di Torino. Il Liceo ha partecipato al progetto MyXbook, iniziativa  sperimentale del MIUR – Dipartimento per l’Istruzione, di ricerca-azione sul tema “libri digitali”. Il progetto nel 2013 ha attivato dodici gruppi-laboratori  di ricerca didattica in dodici scuole di ogni ordine e grado che dialogano in un forum predisposto e costruiscono percorsi sulla piattaforma dedicata. Il prodotto finale, a fine 2014, sarà un prototipo di libro digitale per alcune discipline, tra queste Scienze Motorie. MYXBOOK  è una piattaforma web aperta, per la gestione integrata dei futuri libri di testo elettronici, dove autori, editori, docenti, tutor, istituti myscolastici e studenti possono attivamente interagire, secondo il proprio profilo, per:

–         produrre libri di testo scolastici multimediali

–         personalizzare i contenuti didattici, adattandoli ai nuovi processi di apprendimento in chiave “europea”

–         utilizzare al meglio il libro di testo nell’attività corrente di insegnamento ed apprendimento “socializzato”, durante le lezioni.

Ecco il racconto dell’esperienza, di Saulo Lombardi, autore di myXbook

Conferenze e laboratori, novità e fumetti, idee, progetti ed eventi. Tutto questo e tante altre novità sono state presentate da giovedì 8 a lunedì 12 maggio a Torino al Salone internazionale del libro, una grande festa, un grande Salone dove molti sogni si sono avverati. Un luogo magico, pieno di suoni, di colori dove molti hanno dato sfogo alla loro creatività. Insieme ad associazioni, Enti, Case 20140511_141016Editrici, Centri di studio, Consorzi, Corpo della Croce Rossa, Ausiliari delle Forze Armate ed Editori, il MIUR era lì a presentare un progetto ambizioso ed innovativo MyXBook. MyXBook e’ il super libro di testo elettronico personalizzato e interattivo, una piattaforma di contenuti didattici digitali di qualità certificata. L’obiettivo del progetto è quello di elevare il livello della didattica e soprattutto elevare il livello di apprendimento delle classi, facendo vivere le lezioni attraverso immagini e filmati, attraverso l’impiego del digitale e della multimedialità. Il docente può costruire il suo percorso didattico in base alla classe. Gli studenti sono pienamente coinvolti in un processo di apprendimento rinnovato, ricco di stimoli e di nuove sfide. Il lavoro è stato presentato insieme alla prof.ssa Filomena Rocca, referente nazionale del progetto, e dal Liceo Scientifico di Ceccano che ha contribuito alla creazione dei contenuti di scienze motorie con i suoi docenti.

L’11 maggio Il ministro Giannini ha visitato lo stand del Miur e si è complimentata con la  prof.ssa Rocca ed il DS del liceo, prof.ssa Concetta Senese, per il lavoro svolto.

qui le altre foto Il Liceo al Salone di Torino

 

 

Forza ragazzi, cerchiamo di essere il Circo della farfalla


 

 

Io dico no


di Marta Palombi, III E

dicono1Sabato 9 marzo 2013 nell’aula magna Francesco Alviti ha avuto luogo un convegno tra gli studenti del liceo e le responsabili dello sportello del telefono rosa di Ceccano. Il convegno, dal titolo “Io dico NO alla violenza” si è tenuto il giorno successivo la Festa della donna dell’8 marzo proprio per indurre gli studenti a riflettere su quella che è purtroppo la condizione di molte donne in età contemporanea. Le 20130307_112401donne in Europa oggi in ambito lavorativo guadagnano circa il 20% in meno dei loro colleghi uomini svolgendo lo stesso lavoro: questo dato è a dir poco inspiegabile, in quanto le donne dovrebbero avere le stesse possibilità e gli stessi diritti degli uomini. L’essere donna può essere un fattore di discriminazione in ambito lavorativo, in quanto le aziende tendono a preferire i candidati di sesso maschile poiché la donna è dedita alla crescita e alla cura dei figli e una possibile gravidanza potrebbe essere un “problema” per un’eventuale azienda. Leggi il resto di questa voce

Malala, una nostra compagna


Malala Yousafzai è una nostra compagna: lo ha deliberato il Comitato degli Studenti del Liceo di Ceccano aderendo all’appello proveniente dalle altre scuole che formano la rete del Comenius. Malala è diventata il simbolo della libertà di educazione: 14 anni, ha difeso le sue compagne in Pakistan dalle minacce dei talebani che non vogliono che vadano a scuola. Le hanno sparato mentre tornava a casa da scuola. Uno dei due proiettili sparati ieri dai talebani pachistani, entrato dalla testa, si era conficcato nel collo, è stato estratto oggi al termine di una delicata operazione. Commentando l’intervento, il prof. Mumtaz ha precisato che l’operazione è durata tre ore nella notte e che è tecnicamente riuscita. “La ragazza è ancora in stato di incoscienza – ha infine detto – ma ora le sue condizioni dovrebbero migliorare”.

Malala Yousafzai è anche lei alunna del Liceo

 Per capire di più,  un articolo di Luca Miele

«Abbiamo paura dei taleban. Da un momento all’altro possono buttarti dell’acido in faccia. Sono dei barbari», confessava anni fa, nel blog che curava per la Bbc Urdu a soli undici anni, Malala Yousafzai. Quei «barbari» non hanno dimenticato. Né perdonato. Sono tornati, con il carico di morte. Hanno persino rivendicato, i taleban. Malala, 14 anni, aveva una sola colpa: aver sfidato il potere della barbarie. Non a colpi di bombe, ma con le parole. Rivendicando il diritto per le ragazze pachistane all’istruzione. Il diritto a un vita normale. A un’esistenza libera dai divieti imposti dai fondamentalisti. Il divieto di andare a scuola, di andare al mercato. Ora Malala lotta tra la vita e la morte. Chi le ha sparato – due colpi, una l’ha raggiunta al collo l’altro a un braccio – non voleva sbagliare. Voleva eseguire una sentenza. Forse due uomini armati, forse un solo killer. L’uomo ha intimato all’autista dello scuolabus sul quale la ragazza viaggiava con alcune compagne di fermarsi. Ha ordinato alle studentesse di scendere. Ha chiamato per nome Malala. Le ha sparato. La ragazza è stata portata nell’ospedale di Mingora nel capoluogo della valle dello Swat.

Malala vive in una terra maledetta. Quella valle dello Swat, a nord ovest rispetto alla capitale Islamabad, teatro di un conflitto sanguinoso tra taleban e governo. Alla fine del 2007 gli islamisti conquistano la valle. Signoreggiano. Impongono la sharia. Uccidono. Tormentano. Prendono di mira le scuole femminili. Il loro regno dura fino al 2009, quando un’offensiva dell’esercito spazza via il loro dominio. Malala inizia a scrivere. Sotto pseudonimo, anche se la sua identità verrà poi svelata. Viene insignita della maggiore onorificenza civile del Paese. Sul blog confessa le sue paure. I «barbari» costringono le ragazze a rinunciare alle uniformi da scuole. Lei e le sue compagne fingono di non essere delle studentesse. Almeno 400 scuole vengono distrutte. «Non possiamo studiare nelle tende – scriveva Malala – fa troppo caldo». Con la “riconquista” fa parte dell’esercito, anche le ragazze sembrano riconquistare la normalità. «Ora possiamo tornare a scuola, siamo libere», giubilava. Ma era una normalità fragile, di carta. Malala viene minacciata. Sfugge a un attacco. I «barbari» non hanno dimenticato.
«Ho sognato di un Paese in cui l’istruzione sia un diritto per tutti», ha scritto, piena di speranza, Malala. Per sognare ci vuole coraggio.