Archivi categoria: Il Liceo
Liceo 2.0 con Edunet: le tecnologie cambiano la didattica
600 questionari somministrati e raccolti in 5 minuti, elaborazione automatica delle risposte, costruzione di grafici riassuntivi: tutto in meno di un quarto d’ora e senza utilizzare un solo foglio di carta, né consumare costosi toner. E’ una delle ultime esperienze realizzate al Liceo di Ceccano grazie all’utilizzo intensivo della nuove tecnologie e alla metodologia BYOD. L’operazione è stata resa possibile grazie alla concomitanza di tanti fattori favorevoli, riuniti in un un’unica progettazione di sistema: innanzitutto la disponibilità della connessione a banda ultralarga, con una capacità di 100 Mbps simmetrici, sia per scaricare che contenuti che per immetterne in rete, garantiti dalla rete GARR; poi
un’architettura della wireless interna alla scuola in grado di poter gestire fino a 5000 apparati contemporaneamente, quindi la possibilità offerta a tutti gli allievi di utilizzare la rete ultraveloce, grazie ad Eduroam, che riunisce università ed istituzioni di ricerca, con l’accesso singolo per ogni allievo che si collega alla rete con le credenziali del registro elettronico. Tutti gli allievi hanno poi la disponibilità delle Google apps for education, con gli strumenti di condivisione ed archiviazione con spazio illimitato e le applicazioni di comunicazione interattiva e di produzione multimediale. Tutto questo consente a ciascuno, allievo o professore, di navigare in maniera sicura ed affidabile ad internet: in tali condizioni la metodologia BYOD (bring your own device, porta il tuo dispositivo) è possibile ed efficace. Così il telefonino a scuola non è il nemico da combattere ma strumento privilegiato per la ricerca e la condivisione di contenuti, obiettivo tradizionale della comunità scolastica. Il BYOD del Liceo di Ceccano sarà presentato mercoledì 11 marzo all’Università di Cassino, della cui rete il Liceo di Ceccano fa parte, nel corso del convegno di presentazione della rete Edunet che dall’ateneo cassinate dà connessione alle scuole del territorio provinciale.
Liceo 2.0, 550 questionari in 5 minuti, 600 apparati collegati contemporaneamente
BYOD in azione stamane al Liceo di Ceccano per tutto l’Istituto: un questionario di argomento scientifico è stato somministrato a tutti gli alunni tramite un modulo di google. Ogni ragazzo ha ricevuto un link tramite posta elettronica, sul proprio account @liceoceccano.com ed ha risposto, sempre tramite il proprio dispositivo, computer, tablet, smartphone. Hanno potuto partecipare anche gli allievi ammalati. Sono bastati 5 minuti e sono stati raccolti automaticamente più di 550 questionari, tutti già inseriti in un foglio elettronico e pronti ad essere tabulati e
studiati, ciascuno contenenti tutti i dati necessari all’inchiesta. Non è stato utilizzato nessun foglio di carta. E’ la metodologia BYOD, ognuno porta il proprio dispositivo (Bring Your Own Device) e si collega alla rete internet della scuola, in banda ultralarga a 100 mbps simmetrici, con le proprie credenziali. E’ stato impressionante vedere l’aggiornamento dei dati in diretta. Strumento potentissimo, a disposizione gratuitamente, di tutte le scuole. E la rete ha retto, con oltre 600 apparecchi collegati contemporaneamente. La parte informatica del questionario è stata curata dal prof. Leonardo Belfiore.
Il Liceo verso l’Europa, il Linguistico a Valencia
Le classi del linguistico sono partite venerdì 27 febbraio per Valencia: i ragazzi avranno una settimana di scuola in un istituto spagnolo, Enforex, per l’apprendimento della lingua, con modalità interattiva por la calle e una serie di iniziative culturali fra cui anche la visita della bellissima città spagnola, culla della cultura valenciana, che ha saputo unire la modernità alle grandi tradizioni del passato. I ragazzi visiteranno così la terza città di Spagna, capitale della Comunidad Valenciana, luogo ricchissimo di storia e tradizione. Lo stage di spagnolo si inserisce nell’ambito delle attività di studio linguistico del Liceo che prevedono scambi di classe con la Francia, progetti europei con il Regno Unito, il Belgio, la Germania e l’Olanda, la Germania e stages linguistici a Londra, in Irlanda e appunto in Spagna, con l’iniziativa Destinazione Europa. Gli allievi sono accompagnati dalla prof.sse Altobelli e Marcocci Montini. Allo stage in Spagna seguiranno nelle prossime settimane due scambi di classe con la Francia, due stages per la lingua inglese in Inghilterra e in Irlanda, attività di stages in alternanza scuola lavoro per tre settimane.
Ecco intanto un breve filmato sulla città di Valencia, un dìa en Valencia
La matematica al tempo di Facebook ed Instagram con il prof. Marco Vari
e qui la presentazione del prof. Vari, dell’Università di Tor Vergata la matematica al tempo di facebook
Assemblea studentesca, venerdì 27 febbraio
Venerdì 27 febbraio si svolgerà l’assemblea degli studenti, presso il Multisala Sisto di Frosinone.
qui tutte le modalità necessarie per la partecipazione
Fai clic per accedere a c259-assemblea-istituto-ven27feb15.pdf
Il Liceo incontra i carabinieri
Il Liceo incontra i carabinieri, martedì 24 febbraio, nell’ambito delle iniziative di educazione alla legalità, un incontro importante per consentire ai ragazzi di confrontarsi direttamente con le problematiche del rispetto degli altri e delle leggi in vigore. L’incontro avrà luogo nell’Aula Magna Francesco Alviti, alle ore 11,15
I giovani e la camorra, don Manganiello incontra gli studenti del Liceo
L’Associazione Culturale Il centro del fiume, giovedi 19 Febbraio alle ore 10.15 presso l’Aula Magna, propone agli studenti del Liceo di Ceccano un incontro con Don Aniello Manganiello, sulle tematiche della legalità e dei comportamenti malavitosi. Il tema è Gesù è più forte della camorra.
Don Aniello Manganiello è stato parroco di Scampia – il tristemente famoso quartiere alla periferia settentrionale di Napoli – per sedici anni, dal 1994 al 2010. Sedici anni durante i quali ha combattuto la criminalità organizzata, strappando alla manovalanza della camorra tantissimi giovani, criticando apertamente l’ipocrisia e la superstizione degli affiliati che ostentano case piene di immagini sacre e rifiutandosi persino di dare la comunione ai camorristi e di battezzare i loro figli. Don Manganiello per questo ha subìto pesanti minacce (soprattutto quando accompagnò una troupe televisiva nei luoghi dello spaccio), ma nonostante gli enormi ostacoli – anche da parte della politica locale – è riuscito a compiere un vero e proprio ‘miracolo’: accendere una luce di legalità e di speranza per il futuro nei bambini e nei ragazzi che vivono in quello che è considerato il quartier generale della camorra. Tra i tanti giovani che Don Manganiello ha strappato alla criminalità, ci sono l’ex boss Tonino Torre, che oggi vive di lavori onesti, e Davide Cerullo, ex pusher del clan Di Lauro, che ora è padre di famiglia, scrive libri e gira l’Italia parlando di legalità.
Festa di Carnevale, le prime foto
Ecco le prime foto di una bellissima giornata dedicata allo stare bene al Liceo
qui le altre foto carnevale liceo 2015 ed altre ancora Foto carnevale 2015 2
Carnevale, tutti in maschera!
Fantasia al potere, martedì grasso al Liceo: il comitato degli studenti ha infatti organizzato il tradizionale appuntamento di Carnevale, con l’assemblea per il 17 febbraio, che prevede anche la premiazione della
maschera più bella e soprattutto tanta allegria per vivere bene a scuola. L’ingresso sarà alle 8,15. I ragazzi attesteranno la presenza a scuola con il passaggio del badge e poi daranno sfogo alla loro creatività, secondo le migliori tradizioni del carnevale. La festa terminerà alle ore 12,10.
Fra le varie iniziative, anche un concorso per i prof: si chiama 50 sfumature di grigio e sono stati stabiliti due primati da battere, il prof. Zomparelli e il prof. Belfiore. Vedremo chi oserà sfidarli!
qui le foto dello scorso anno Festa Carnevale 2014
7 giorni al Liceo, ultima opportunità
Foibe, il passato si supera soltanto facendo i conti con esso e da esso imparando
Pubblichiamo il testo dell’orazione pronunciata dall’inviata di Avvenire Lucia Bellaspiga martedì 10 a Montecitorio, che ha introdotto il “Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”, presente il capo dello Stato, Sergio Mattarella, la presidente della Camera, Laura Boldrini e il presidente del Senato, Pietro Grasso.
La mia prima volta a Pola, da bambina, è il ricordo di mia madre che piange aggrappata a un cancello. Un’immagine traumatica, che allora non sapevo spiegarmi. Eravamo là in vacanza, il mare era il più bello che avessi mai visto, le pinete profumate: perché quel pianto? Al di là di quel cancello una grande casa che doveva essere stata molto bella, ma che il tempo aveva diroccato. Alle finestre i vetri blu, “erano quelli dell’oscuramento” mi disse mia madre, eppure la seconda guerra mondiale era finita da trent’anni. Tutto era rimasto come allora. La finestra si aprì e una donna gentile, con accento straniero, capì immediatamente: “Vuole entrare?”, chiese a mia madre. Solo adesso comprendo la tempesta di sentimenti che doveva agitare il suo cuore mentre varcava quella soglia e rivedeva la sua casa, la cucina dove era risuonata la voce di mia nonna, le camere in cui aveva giocato con i fratelli. Sono passati molti anni prima che io capissi davvero: la scuola certo non ci aiutava, censurando completamente la tragedia collettiva occorsa nelle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia, e d’altra parte molti dei testimoni diretti, gli esuli fuggiti in massa dalla dittatura del maresciallo Tito e dal genocidio delle foibe, rinunciavano a raccontare, rassegnati a non essere creduta.
Anche i miei cari sparsi per l’Australia mi sembravano quasi irreali, figure fantastiche che immaginavo mentre, imbarcati sulla nave “Toscana”, lasciavano Pola per sempre, via verso l’ignoto. Ogni ritorno porta con sé un dolore, così per molti anni a Pola non tornammo più. Ma dentro di me intanto lavorava il richiamo delle origini, cresceva il desiderio che ogni donna, ogni uomo ha di sapere da dove è venuto, così, come tanti miei coetanei, ho iniziato a ripercorrere l’esodo dei nostri padri in senso inverso. Intanto il Novecento è diventato Duemila, l’Europa una casa comune sotto il cui tetto abitano popoli un tempo nemici, e i giovani oggi, da una parte e dall’altra, sognano un mondo nuovo, segnato dalla pace e dal progresso condiviso. E noi? I figli e nipoti dell’esodo, noi nati “al di qua”, che ruolo abbiamo in questo mondo che cambia ma che non deve dimenticare? Tocca a noi, dopo il secolo della barbarie, tenere alta la memoria non per recriminazioni o vendette, ma perché ciò che è stato non avvenga mai più. Se il perdono, infatti, è sempre un auspicio, la memoria è un dovere, è la via imprescindibile per la riconciliazione: non è vero che rimuovere aiuti a superare, anzi, la storia dimostra che il passato si supera solo facendo i conti con esso e da esso imparando. Leggi il resto di questa voce




